Rosso salute: verrines di mousse di ricotta e yogurt con compostina di ribes rosso

Quando ho letto del contest lanciato da Cucina di Barbara dedicato al colore ROSSO, ho subito cominciato a pensare a cosa potessi preparare utilizzando questa tonalità; cercavo un piatto che fosse leggero e che mi incantasse col suo colore fascinoso, ammaliante e ricco di significati. Si usa dire rosso come l'amore, rosso come la passione, ma il rosso è anche segno di salute (pensate a come l'essere rubizzi in volto sia sintomo di buona salute).

Così, fra tutti gli alimenti di rossi, ho scelto un frutto di bosco, il ribes rosso (manco a dirlo), ricco di vitamina C, di cui è sempre meglio fare incetta quando l'autunno è alle porte, anche se dalle temperature non si direbbe. Ma, per aggiungere rosso al rosso, ho deciso di aggiungere come decorazione qualche bacca di Goji, una bacca di origine tibetana ricchissima di antiossidanti, assimilabile per gusto ad un mirtillo rosso (di nuovo?!) dal retrogusto speziato, come di cardamomo.

Ho poi deciso di abbinare a questo corpo rosso una mousse leggera di colore bianco, accostando così non solo i sapori, ma anche i colori, in una verrine in bianco e rosso, un abbinamento che adoro, in cucina e non.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 2 – Torta gelato pistacchio e crema

Eccoci giunti alla fine dei festeggiamenti (con un inquietante senso di sollievo da parte mia) e alla seconda attesissima (ma quando?!) ricetta per un freschissimo dolce, perfetto per un compleanno estivo.

Questo è stato il mio primo esperimento di torta gelato a strati, riuscito egregiamente: ovviamente potete scegliere i gusti che più preferite e abbinarli come più vi piace. Io ho scelto subito il gelato al pistacchio, in assoluto il mio preferito, e l’ho poi abbinato con un gusto più “neutro”, la crema, lievemente aromatizzata al limone.

Le foto fanno abbastanza pena (non vi preoccupate, me lo dico da sola), ma credo che sia già stata fortunata a riuscirne a scattare qualcuna (accontentiamoci)… se il risultato d’immagine non è dei migliori, pazienza, l’importante era il gusto! Nella seconda foto della composizione si riesce a vedere già abbastanza il contrasto cromatico verdino/giallino, che invece dall’esterno si vedeva poco (diciamo che essendo due colori pallidi era facile non vedere una differenza lampante: se scegliete cioccolato e fiordilatte e non vedete poi la differenza, io mi preoccuperei). Lo vedrete ancora meglio nella foto finale, di qualità lievemente superiore, ma sempre nella categoria “ciofeche“.

Immaginando che non siate qui per sentirmi piagnucolare sulla qualità delle foto, vi do subito la ricetta, prima che mettiate mano ai forconi.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 1 – La viennetta (alla Nutella) fatta in casa

Ebbene sì, oggi è il mio compleanno (per la serie… scollinando, verso i 30)! E, nonostante alcuni sostengano che preparare la propria torta di compleanno porti sfortuna (ma perché, poi?!) o semplicemente sia poco carino, io ho una certa compulsione (“un’altra?!”, direte voi) nel preparare non solo il dolce, ma tutta la cena per le feste in mio onore!

Sono scema?! Può essere.

Mi piace solo tanto cucinare?! Di sicuro!

Il giorno del compleanno, però, per tradizione non si cucina, ci si lascia portare a cena fuori (preferibilmente a sorpresa, quindi saprò dirvi solo domani) e ci si concede un bel dolcino dal gelataio e/o pasticcere di fiducia (per stasera io il dolce l’ho già scelto, dal gelataio del mio cuore), che diamine!

Ma, per tutte le altre feste (e, credetemi, la mia agenda di questa settimana è sufficientemente piena) DEVO (è proprio un bisogno primordiale) preparare qualcosa,  che sia l’intera cena o solo un dolce. Ma, essendo luglio, non ho questa gran voglia di appropinquarmi al forno (nonostante oggi sembri di nuovo autunno… col senno di poi potevo anche farlo!)… l’anno scorso decisi per una tarte tatin e, in seguito, decisi che sarebbe stato meglio morire con un anno di più! Insomma, quest’anno, complice il prestito di una gelatiera e la conseguente voglia di sperimentazione, vi proporrò due dolci freddi, che più freddi non si può…. insomma, GELATI!
PS: per questa preparazione la gelatiera NON È INDISPENSABILE (anzi, la ricetta originale non prevedeva gelatiera, è stata una mia aggiunta)!

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In bianco e in rosso: panna cotta con coulis di fragole

Non so a voi, ma a me l’abbinamento fra il bianco e il rosso ricorda immediatamente l’estate. In primis nell’abbigliamento, visto che in estate il bianco la fa da padrone e il suo accostamento con il rosso è semplicemente divino (io ho un amore sfrenato per le magliette da marinaretto bianche e rosse, ma forse è solo una mia turba mentale), ma anche nel cibo.

Se ci pensate un attimo vi accorgerete che non sto farneticando (non troppo, almeno): pensate alla caprese (il bianco e rosso estivo per eccellenza), alla pasta fredda bianchiccia che si sposa con i succosi pomodorini estivi (e con altro, naturalmente), a tutta la moltitudine di frutti rossi estivi… e, proprio per fare onore a quest’ultima categoria, non potevo esimermi dall’abbinare le fragole a qualcosa di bianco e succulento. Così, da buona piemontese (ebbene sì, l’invenzione è nostra, sappiatelo), ho subito pensato alla panna cotta. Devo commentare il risultato, o le foto (che potremmo catalogare sotto la dicitura in loving memory, visto che la panna cotta è ormai defunta) lo fanno al posto mio?

Di sicuro si tratta di un dolce fresco, estivo, che potrete abbinare a qualsiasi frutto desideriate, per alleggerirlo un po’ rispetto al canonico abbinamento panna cotta-caramello (o panna cotta-cioccolato): quindi, via di fragole, lamponi, albicocche, mirtilli, pesche…ciò che più vi piace, insomma, perché il risultato sarà comunque imbattibile.

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Benvenuta estate: sorbetto al pompelmo rosa (senza gelatiera)

No, non sono impazzita saltando quasi un mese dell’amato/odiato calendario… so che mancano ancora tre settimane almeno all’avvento dell’estate! Ma, visto che da giorni ormai le temperature a Torino (nella fredda ed uggiosa Torino) sono fisse sui 30°C, mi sa che almeno di fatto l’estate è qui con noi..

E cosa c’è di meglio per rinfrescarsi dall’arsura rispetto ad un buon sorbetto fatto solamente con frutta fresca, zucchero e acqua?!

Fino ad oggi non mi ero mai confrontata con questa preparazione, non possedendo una gelatiera, ma poi, complice una puntata particolarmente esplicativa de La prova del cuoco (che però riguardava il sorbetto fatto con la gelatiera) e un post dedicato a questo fantastico spezza-caldo, mi sono detta: è ora che ci provi!

Così ho preso gli ingredienti consigliati da La prova del cuoco, il procedimento di Le ricette di Nicola e ho creato il mio personale mostro (per modo di dire, visto che il risultato mi ha assolutamente soddisfatta): un fresco e salutare sorbetto, che io ho scelto di aromatizzare al pompelmo rosa (così, se non fosse riuscito alla perfezione, avrei potuto dare la colpa a questo cambio di ingrediente.. diabolica).

Giusto per fare un riassunto sugli ingredienti (in base a quanto detto a La prova del cuoco), per fare un chilo di sorbetto alla frutta bisogna tenere a mente delle percentuali (che valgono per la frutta contenente l’8% di zuccheri: nella puntata di faceva l’esempio delle fragole): bisogna sempre usare il 50% di frutta (500 g), il 28% di zucchero (cui va tolto l’8% di prima, quindi in tutto 240 g) e l’acqua va per differenza, quindi 260 g (in tutto 1 kg di ingredienti); inoltre, come addensante, si usava un cucchiaino di farina di carrube.

Ovviamente queste percentuali non valgono per gli agrumi, che contengono meno zucchero e di cui non si usa la polpa, ma il succo.

Quindi, dopo questa “introduzione alla matematica da sorbetto”, seguitemi per la ricetta del MIO sorbetto!

Naturalmente il tutto va gustato bello fresco, in modo da trovare un po’ di frescura da questa precoce estate!

Con questa ricetta partecipo al contest di About Food dal titolo Gelati e Semifreddi. Trovate il link al contest cliccando sull’immagine qui sotto.

Italia o Spagna, purché se magna: crema catalana e lingue di gatto

Parafrasando il noto detto Francia o Spagna purché se magna, oggi vi presento la felice unione di una ricetta spagnola con una ricetta italiana.

Le due ricette non nascono insieme, ma semplicemente ho tentato l’abbinamento e il risultato mi ha assai convinto, quindi ve lo ripropongo! Ovviamente siete liberissimi di preparare e mangiare questi due dolci (ebbene sì, oggi si parla di dolci, e BEN DUE) separatamente, ma almeno così sapete già che mangiarli insieme non vi farà del male… anzi, tutto il contrario!

Inoltre, sono due dolci di semplice preparazione (quindi sono ricette che vi possono tornare utili in molte occasioni) e, cosa ancor più interessante, sono assolutamente complementari, poiché una prevede l’utilizzo di soli tuorli e l’altra di soli albumi… quindi, come nel maiale, non si butta via niente (che poi vi ho già fatto vedere qui che non si butta MAI via niente, nemmeno gli albumi)!

Vi ho almeno un po’ incuriositi?! E allora venite a scoprire di che dolci sto parlando!

…. rullo di tamburi… sto parlando di crema catalana e lingue di gatto! Sarebbe gradito un po’ di entusiasmo, un paio di applausi, che so, un sincero“oohh” di stupore. No, eh?! E allora per punizione (ma de che?!) vi lascio subito alla ricetta, mettendo al bando le mie ciance… Forse per punizione dovrei scrivere ancora una ventina di righe, ma mi sento buona, così vi grazio!

 Spero che questo accostamento soddisfi non solo la vostra vista, ma anche il palato…