Chapeau, monsieur Bonet!

Foto della redazione di Siamo Donne

Eccomi alle prese con la prima ricetta tipicamente, ma proprio proprio tipicamente piemontese: stiamo parlando di un gran dolce della tradizione, forse IL dolce piemontese per eccellenza, ovvero del Bonet (che, per chi non lo sapesse, si legge “bunét“). Il Bonet che io conosco è tipicamente langarolo ma, essendo un dolce diffuso in tutta la regione, ne esistono differenti varianti, alcune delle quali comprendono anche l’utilizzo del caffè, altre sostituiscono il rum con il Marsala. Come tutti i dolci dal nome dialettale, questo dolce porta con sé delle storie: perché, infatti, il Bonet si chiama così?

Il “Bonet” in dialetto piemontese (non saprei dire di che zona, però) è un berretto schiacciato, ed esistono due spiegazioni del perché si sia scelta proprio questa parola per indicarlo. La prima interpretazione è legata al fatto che il dolce venga tradizionalmente cotto in uno stampo a forma di tronco di cono, che ricorderebbe, appunto, quella di un berretto schiacciato. La seconda spiegazione, invece, è molto più pragmatica, e si legherebbe al “ruolo” del Bonet nel corso del pasto, poiché esso viene servito “a cappello” del pasto stesso.

Il primo significato è maggiormente attestato, ma non ci sono certezze vere e proprie.. il fascino di queste storie forse risiede nel fatto che ci sia della verità  in ognuna di esse, ma che non sia possibile identificarne solamente una come vera.

Sia come sia, io di una cosa sono certa: questo dolce è fantastico! Non è un budino al cioccolato, come alcuni erroneamente lo definiscono, ma è molto, molto di più: è un tripudio di gusto, intenso e delicato insieme, in cui l’amaretto sposa il cacao, il rum e il caramello, in cui ogni sapore esalta il precedente e prepara al successivo.

Anche la sensazione “tattile” al palato è esaltata dal connubio fra la densità  del caramello, la “budinosità ” del Bonet e la lieve croccantezza dell’amaretto. Insomma, per me è un dolce ricco, delicato ed elegante (sì, anche un dolce al cucchiaio può avere la sua eleganza, e che diamine!), che ha alle spalle una solida tradizione (quanto mi piacerebbe provare a farlo nel “putagé” -ovvero una cucina e stufa a legna) e che permette di gustarsi il Piemonte in un boccone!

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Aggiornamento dell’11/11/2011

Ecco qui la video ricetta realizzata insieme alla redazione di Siamo Donne.