Quel gran Dongiovanni del Cacio! Bocconcini di fave pecorino e menta

“Come il cacio sui maccheroni”

“Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”

…. e se aggiungiamo l’accoppiata fave/pecorino, si capisce bene che il cacio è un gran poligamo, visto che si sposa con tante mogli diverse, e che sta pure bene con ognuna di esse, sebbene in modo diverso.

Io, che sono una gran caciofila (non esiste un termine analogo, credo, ma suona meglio di formaggiofila, non credete?) amo tutti i formaggi di amore puro, li amo da soli e in compagnia, anche se ammetto che la coppia formaggio+pere ha sempre suscitato un particolare fascino su di me. Quel contrasto sapido-acido/dolce ha qualcosa che mi manda in sollucchero.

Questo perché qui in Piemonte è un abbinamento conosciuto, consolidato, che ben si sposa con i nostri formaggi: le nostre tome, i nostri blu, le nostre paglierine, spesso ormai accompagnati da composte e confetture di frutta, che esaltano questo contrasto.

Lungi da me, invece, abbinare il formaggio con le fave, che invece è un must nelle regioni del Centro Italia, dove il pecorino regna (quasi) incontrastato e dove nei pic nic e nelle colazioni di Pasqua viene spesso servito proprio con le fave.

Ma pensate forse che io mi sottragga dal provare le altrui tradizioni, soprattutto quando riguardano il formaggio? Giammai! E così ho provato i bocconcini di fave, pecorino e menta (un’aggiunta che secondo me funziona benissimo) scovati su Sale & Pepe.

Risultato: una sciccheria che si intona a qualsiasi buffet e che diventa un antipasto sfizioso e grazioso (e pure vegetariano, che non guasta mai) da proporre sulla tavola di primavera.

Semplice e d’effetto.. una figata, insomma!

bocconcini di fave pecorino e menta

Bocconcini di fave pecorino e menta

Ingredienti (per circa 18 bocconcini)

  • olio extra-vergine q.b.
  • pepe nero q.b.

Procedimento

  1. Fate sbollentare le fave in acqua bollente poco salata per qualche istante, quindi privatele della pellicina e sbollentatele nuovamente per altri 5-6 minuti. Scolatele e fatele raffreddare mettendole a bagno in acqua e ghiaccio.
  2. Grattugiate 100 g di pecorino e mettetelo nel bicchiere del frullatore ad immersione con le fave ormai fredde, ben asciugate.
  3. Unite un cucchiaio di olio, una macinata di pepe e qualche fogliolina di menta e frullate grossolanamente. Mescolate bene con un cucchaio.
  4. Prelevate il composto con un cucchiaino, create delle palline grandi quanto una noce e passatele nei restanti 20 g di pecorino grattugiato con una grattugia a fori grossi.
  5. Fate riposare in frigorifero per mezz’ora.
  6. Decorate con foglioline di menta e portate in tavola.

 

bocconcini di fave pecorino e menta finale

Con questa ricetta partecipo alla giornata di fave e pecorino nel Calendario del Cibo Italiano

Falafel di fave al forno – “Colesterolo cattivo”? No, grazie!

Quando ho letto del contest lanciato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e dall’AIFB, sapevo che avrei dato il mio contributo, perché ho subito sentito una sorta di imperativo categorico alla Kant (che ho odiato con tutta me stessa al liceo, mentre ora sono qui a citarlo.. strana la vita).

Il contest, al grido di “Colesterolo cattivo? No grazie!“, ha lo scopo di promuovere un’alimentazione più consapevole, che riduca l’assunzione di cibi ad alto contenuto di colesterolo, aumentando invece il consumo di alimenti che contribuiscono al nostro benessere psico-fisico, nello specifico frutta fresca, frutta secca, cereali, verdura, legumi e pesce.

Io ho deciso di partecipare con una ricetta etnica il cui ingrediente base sono i legumi, uno degli alimenti di cui ho aumentato esponenzialmente il consumo nell’ultimo anno, imparando quindi a cucinarli e mangiarli in mille modi diversi. Fra questi, uno dei miei preferiti è preparare è il falafel, polpette di legumi diffusissime in tutti i Paesi arabi, se pur con le dovute differenze; la mia è la versione appresa qualche anno fa dallo chef marocchino del ristorante Al Andalus, posto all’interno del centro culturale italo-arabo di Torino (con annesso hammam), il Dar al Hikma.

La versione marocchina, come appreso dallo chef, è unicamente a base di fave, mentre in altri Paesi arabi si utilizza la stessa ricetta per il falafel di ceci o, ancora, di fave e ceci (in ugual proporzione). La ricetta è molto semplice da eseguire, è vegetariana, vegana, senza uova né latticini ed è naturalmente senza glutine, quindi adatta decisamente a tutti (tranne a chi soffre di favismo, per ovvi motivi).

La ricetta originale prevede la frittura di queste polpettine di legumi; io, per attenermi ancor più rigorosamente ai dettami della cucina sana, ho deciso di cuocerle in forno, ottenendo un risultato più asciutto e croccante, che si abbina quindi alla perfezione con un dip di accompagnamento, che io vi consiglio di scegliere fra quelli tipici del mondo arabo, come il più clasico hummus di ceci, il babaganoush di melanzane o, come vi propongo io, una semplicissima salsa di yogurt greco e menta fresca.

Falafel blog

Falafel finale blog

Con questa ricetta partecipo al contest organizzato dall’Azienda Ospedaliera Federico II di Napoli in collaborazione con l’AIFB

BannerCon questa ricetta partecipo anche alla raccolta per il Gluten Free (fri)Day

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È primavera – Orzotto con piselli, fave e luvertin

È primavera!!

Finalmente vedo asparagi, piselli, fave e fragole invadere i banchi del mercato, e vedo timidamente comparire le erbette di campo, le ortiche, la borragine e i luvertin, il luppolo selvatico (vivo in città, altrimenti li vedrei direttamente nei campi.. mi accontento del mercato, che è già gran cosa).

E così, all’urlo PRIMAVERAAAA ho messo tutto (o quasi) in un unico piatto, un orzotto con piselli freschi, fave e luvertin, una piantina che riserva delle fantastiche sorprese. E se non lo conoscete e ne volete sapere qualcosa in più, non basatevi su di me (che non è cosa), ma sulla bellissima scheda di Comandante Amigo, qui da Serena di Sere in cucina (che ha fatto delle frittelle di birra e verdisci, nome ligure del luvertin) o qui da Elisa di Sapori di Elisa (che ha fatto degli strepitosi gnocchi di patate e luvertin).

 

Orzotto blog

Come potete notare, nel corpo della ricetta, in fondo a destra, è comparso il tastino “Stampa ricetta”, uno strumento che spero vi sarà utile quando avrete bisogno di tenere la ricetta sotto mano!

Orzotto finale blog