Live from Calabria – La voglia di dolce: gelato alla ricotta misto capra con miele, mandorle e fichi secchi

Il dolce non è arrivato per il mio post di compleanno, ma pensavate mica che vi lasciassi preda di un calo di zuccheri a lungo?

Non potrei certo farvi questo, e così, complice un amore a prima vista con il gelato alla ricotta di Margherita (aka La Petite Casserole), che non prevede la gelatiera, ve lo propongo con qualche piccola modifica e qualche aggiunta, naturalmente di prodotti made in Calabria. La ricotta diventa  quindi mista (vaccina e di capra, ovino che nella locride regna incontrastato), ed ho addolcito il suo sapore un po’ brusco, a tratti amarognolo, con l’aggiunta di vino greco passito di Gerace, per finire in bellezza con la guarnizione a base di miele di fiori d’arancio delle colline di Siderno, di mandorle e di fichi secchi, prodotto di punta di Ardore, paese che mi ospita, di gran lunga i migliori fichi secchi mangiati in vita mia.

L’insieme mi ha conquistato appieno, un gelato non troppo dolce, perfettamente in equilibrio con gli elementi aggiunti, che lo completano e non ne coprono il gusto,  diventano il dessert adatto per una calda sera d’estate.

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[Ci ritento] Voglio la primavera (o l’estate)! Soufflé glacé al pistacchio

Rien à faire, il mio ultimo post non ha funzionato.. siamo ancora qui alle prese con una Torino più uggiosa che mai, con un clima che “manco l’autunno” e con acqua a catinelle (ed è un eufemismo). Altro che scampagnate, aria fresca e il primo sole sulla pelle.

Se la prima “danza della primavera” ha provocato il diluvio universale, inizio fin d’ora uno sgravio di responsabilità per questo secondo tentativo. Ma questa volta aumento la dose, e rincalzo con un desiderio addirittura di estate, di piatti freddi, di pranzi in giardino, di vacanze.

E cosa c’è di meglio, per concretizzare tale smania, di una bella coppa di gelato-non-gelato? Sì, perché questa meraviglia verdolina non è un gelato, ma un soufflé glacé, ovvero una mousse ghiacciata (non fatevi ingannare dal nome soufflé, che viene dato per questo effetto della massa che sborda dalla cocotte -che si ottenere con un piccolo trucchetto). Le ricette per ottenerla sono infinite: uova intere, solo tuorli, colla di pesce, panna, latte e chi più ne ha più ne metta; io, però, mi sono attenuta alla ricetta più classica che io conosca della mousse, cioè un composto di meringa italiana (riciclo degli albumi, vieni a me!) e panna montata, arricchita dagli aromi preferiti: per me il pistacchio (c’è bisogno che ve lo dica ancora quanto ami il pistacchio, o vi basta il tag dedicato a Sua Maestà?), ma sì a frutta fresca, cioccolato o ciò che più gradite.

Così, che questo dolce possa essere di duplice buon auspicio: per l’arrivo della tanto attesa primavera e per l’iniziativa a cui prendo parte con questa ricetta, la terza edizione di “Get an AID in the kitchen” lanciata da Barbara de Cucina di Barbara in collaborazione con “Kitchen Aid“. Il premio è, appunto, un Kitchen Aid Mixer Artisan, color… pistacchio! Sarà di buon auspicio?

E poi, volete mettere essere sbirciati dallo chef Sergio Maria Teutonico, dopo averlo sentito tante volte a Radio Capital e aver buttato tante volte l’occhio nella sua scuola di cucina torinese?!

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Come riciclare il Natale (prima che arrivi): semifreddo al torrone

È ormai metà dicembre… i più preparati di voi avranno già finito i regali di Natale e si beeranno di questa soddisfazione, altri saranno ancora là con le strenne da ideare, comprare ed impacchettare (che poi, come mai mancano sempre i regali fondamentali, quando si arriva in fondo alla lista?!) e poi alcuni si ridurranno alla Vigilia a comprare la prima cosa che capiti sotto mano per l’ansia di non farcela.

Ecco, io di solito rientro nella prima categoria, quella di persone che iniziano a pensare ai regali di Natale quando ancora si usano le infradito, e che spesso riescono a terminare tutto con un inquietante anticipo.. ma quest’anno sarà un Natale un po’ particolare per me, che comprenderà tanti regali home-made e un po’ più di calma.. che si trasformerà in panico quando mi accorgerò di aver dimenticato il regalo per la nonna a 10 minuti dal pranzo di Natale.

Ma, almeno in parte, non posso rinunciare al mio proverbiale tempismo e, anche se so che il Natale deve ancora arrivare, sono talmente avanti che oggi non vi propongo qualche regalino home-made e last-minute, bensì una ricetta per disfarvi degli avanzi natalizi di torrone. Insomma, oggi faccio un po’ la parte del Grinch che scaccia il pensiero del Natale, quasi come fosse già passato!

In realtà, non so a voi, ma a me il torrone proprio non piace granché… se è duro è troppo duro, se è molle si attacca ai denti (e gradirei non sentire un “That’s what she said” di mia conoscenza), e poi è troppo dolce. Insomma, non rientra certo fra i miei dolci preferiti, ma alla fine delle Feste qualche confezione di torrone superstite rimane sempre in casa…

E così, sia che il torrone non vi piaccia in modo particolare e che magari preferiate rifilarlo a qualche ospite, che vogliate preparare un dolce natalizio per le prossime feste (non mi sono dimenticata che il Natale in realtà deve ancora arrivare… e cosa fa più “Natale” del torrone.. forse solo il Panettone) o che vogliate conservare lo spirito del Natale nel freezer ancora per un po’, ecco una ricetta semplice, ma di sicuro effetto, che saprà accontentare tutte queste esigenze, e forse anche qualcuna in più.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 2 – Torta gelato pistacchio e crema

Eccoci giunti alla fine dei festeggiamenti (con un inquietante senso di sollievo da parte mia) e alla seconda attesissima (ma quando?!) ricetta per un freschissimo dolce, perfetto per un compleanno estivo.

Questo è stato il mio primo esperimento di torta gelato a strati, riuscito egregiamente: ovviamente potete scegliere i gusti che più preferite e abbinarli come più vi piace. Io ho scelto subito il gelato al pistacchio, in assoluto il mio preferito, e l’ho poi abbinato con un gusto più “neutro”, la crema, lievemente aromatizzata al limone.

Le foto fanno abbastanza pena (non vi preoccupate, me lo dico da sola), ma credo che sia già stata fortunata a riuscirne a scattare qualcuna (accontentiamoci)… se il risultato d’immagine non è dei migliori, pazienza, l’importante era il gusto! Nella seconda foto della composizione si riesce a vedere già abbastanza il contrasto cromatico verdino/giallino, che invece dall’esterno si vedeva poco (diciamo che essendo due colori pallidi era facile non vedere una differenza lampante: se scegliete cioccolato e fiordilatte e non vedete poi la differenza, io mi preoccuperei). Lo vedrete ancora meglio nella foto finale, di qualità lievemente superiore, ma sempre nella categoria “ciofeche“.

Immaginando che non siate qui per sentirmi piagnucolare sulla qualità delle foto, vi do subito la ricetta, prima che mettiate mano ai forconi.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 1 – La viennetta (alla Nutella) fatta in casa

Ebbene sì, oggi è il mio compleanno (per la serie… scollinando, verso i 30)! E, nonostante alcuni sostengano che preparare la propria torta di compleanno porti sfortuna (ma perché, poi?!) o semplicemente sia poco carino, io ho una certa compulsione (“un’altra?!”, direte voi) nel preparare non solo il dolce, ma tutta la cena per le feste in mio onore!

Sono scema?! Può essere.

Mi piace solo tanto cucinare?! Di sicuro!

Il giorno del compleanno, però, per tradizione non si cucina, ci si lascia portare a cena fuori (preferibilmente a sorpresa, quindi saprò dirvi solo domani) e ci si concede un bel dolcino dal gelataio e/o pasticcere di fiducia (per stasera io il dolce l’ho già scelto, dal gelataio del mio cuore), che diamine!

Ma, per tutte le altre feste (e, credetemi, la mia agenda di questa settimana è sufficientemente piena) DEVO (è proprio un bisogno primordiale) preparare qualcosa,  che sia l’intera cena o solo un dolce. Ma, essendo luglio, non ho questa gran voglia di appropinquarmi al forno (nonostante oggi sembri di nuovo autunno… col senno di poi potevo anche farlo!)… l’anno scorso decisi per una tarte tatin e, in seguito, decisi che sarebbe stato meglio morire con un anno di più! Insomma, quest’anno, complice il prestito di una gelatiera e la conseguente voglia di sperimentazione, vi proporrò due dolci freddi, che più freddi non si può…. insomma, GELATI!
PS: per questa preparazione la gelatiera NON È INDISPENSABILE (anzi, la ricetta originale non prevedeva gelatiera, è stata una mia aggiunta)!

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Benvenuta estate: sorbetto al pompelmo rosa (senza gelatiera)

No, non sono impazzita saltando quasi un mese dell’amato/odiato calendario… so che mancano ancora tre settimane almeno all’avvento dell’estate! Ma, visto che da giorni ormai le temperature a Torino (nella fredda ed uggiosa Torino) sono fisse sui 30°C, mi sa che almeno di fatto l’estate è qui con noi..

E cosa c’è di meglio per rinfrescarsi dall’arsura rispetto ad un buon sorbetto fatto solamente con frutta fresca, zucchero e acqua?!

Fino ad oggi non mi ero mai confrontata con questa preparazione, non possedendo una gelatiera, ma poi, complice una puntata particolarmente esplicativa de La prova del cuoco (che però riguardava il sorbetto fatto con la gelatiera) e un post dedicato a questo fantastico spezza-caldo, mi sono detta: è ora che ci provi!

Così ho preso gli ingredienti consigliati da La prova del cuoco, il procedimento di Le ricette di Nicola e ho creato il mio personale mostro (per modo di dire, visto che il risultato mi ha assolutamente soddisfatta): un fresco e salutare sorbetto, che io ho scelto di aromatizzare al pompelmo rosa (così, se non fosse riuscito alla perfezione, avrei potuto dare la colpa a questo cambio di ingrediente.. diabolica).

Giusto per fare un riassunto sugli ingredienti (in base a quanto detto a La prova del cuoco), per fare un chilo di sorbetto alla frutta bisogna tenere a mente delle percentuali (che valgono per la frutta contenente l’8% di zuccheri: nella puntata di faceva l’esempio delle fragole): bisogna sempre usare il 50% di frutta (500 g), il 28% di zucchero (cui va tolto l’8% di prima, quindi in tutto 240 g) e l’acqua va per differenza, quindi 260 g (in tutto 1 kg di ingredienti); inoltre, come addensante, si usava un cucchiaino di farina di carrube.

Ovviamente queste percentuali non valgono per gli agrumi, che contengono meno zucchero e di cui non si usa la polpa, ma il succo.

Quindi, dopo questa “introduzione alla matematica da sorbetto”, seguitemi per la ricetta del MIO sorbetto!

Naturalmente il tutto va gustato bello fresco, in modo da trovare un po’ di frescura da questa precoce estate!

Con questa ricetta partecipo al contest di About Food dal titolo Gelati e Semifreddi. Trovate il link al contest cliccando sull’immagine qui sotto.