Soupe d’oignon avec Gruyère per #NoiCHEESEamo

Siamo giunti alla terza edizione del contest dei Formaggi Svizzeri, e se la prima volta si parlava di reinterpretazione di piatti italiani e la seconda di street food, questa volta si gioca la carta dei sentimenti. La sfida lanciata dai Formaggi Svizzeri e da Tery di Peperoni e Patate, infatti, questa volta è incentrata sui piatti del cuore.

E quando ho letto “piatti del cuore” e la parola “formaggio”, il primo pensiero è andato alla zuppa di cipolle di mia mamma, un piatto che adoro alla follia.

Che poi, chiamarla zuppa di cipolle c’est vulgaire.. volete mettere invece dire soupe d’oignon?! La sostanza è poi la medesima, sempre di zuppa e di cipolle si tratta, ma è pur vero che la zuppa di mia mamma è fatta alla moda francese, quindi con l’aggiunta di (poca) farina per dare una consistenza cremosa, ed poi è servita in cocotte con fette di pane sotto e tanto formaggio sopra, che dopo la cottura in forno si trasformerà in una copertura croccantina e filante che, per me, è la fine del mondo.

Per rendere veramente speciale questo piatto, di per sé semplicissimo, è quindi necessario utilizzare gli ingredienti giusti: cipolle bionde fresche e belle grandi, brodo vegetale fatto in casa con verdure vere, un buon pane (per me home-made) e il formaggio perfetto, che si sciolga bene in forno, che sia intenso nel gusto, ma che non prevarichi il sapore delicato della zuppa. Per questo ho scelto di utilizzare il Gruyère DOP e non l’Emmentaler DOP: il primo, infatti, quello compatto, ha un sapore più pieno, di formaggio stagionato, maturo, che meglio si sposa con la zuppa di cipolle rispetto al gusto più dolce e delicato, di latte, dell’Emmentaler, quello coi buchi.

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Semolini fritti con cuore di formaggio per la Swiss Cheese Parade

Così come mi piacciono le cene a tema, non posso che adorare i contest a tema, in cui ci si confronta e ci si sfida su un terreno comune, dando origine ad una moltitudine di ricette diverse.

Quindi, quando ho visto il secondo contest indetto dai Formaggi Svizzeri in collaborazione con Tery di Peperoni e Patate non ho potuto tirarmi indietro, soprattutto quando ho visto il tema del contest, cioè l’idea di creare una virtuale Swiss Cheese Parade, una parata di ricette di cibo da strada a base di Sbrinz e di Gruyère.

Quando mi si dà un tema, è inevitabile, cerco sempre di giocare in casa, di cercare una soluzione che si avvicini al mio territorio. Io amo il mio Piemonte e la sua meravigliosa cucina, ma ammetto che in quanto a cibo da strada non siamo proprio all’avanguardia. Oh, sarà che qui fa freddo e non è che possiamo mica star lì a mangiar per strada e a congelarci le dita, vi pare? [Però, sappiatelo, se a gennaio vedete a Torino qualcuno che con una certa disinvoltura lecca un cono gelato, avrete trovato un torinese (anche adottivo, ma pur sempre torinese)]

Però volevo assolutamente mettere in campo qualcosa del mio Piemonte, e così ho pensato ad uno dei grandissimi classici della mia regione, al fritto misto di carne e verdure (mai provato?! Dovete rimediare!), e in special modo alla parte dolce del fritto misto, che comprende mele, amaretti, pavesini e, soprattutto, semolini fritti.

Ecco, i semolini dolci fritti sono un’esperienza quasi mistica: una semplicità incredibile per una bontà oltre ogni misura. Così sono partita da lì e ho cambiato, anzitutto il dolce col salato (e ci ho pure fatto la rima). Ma, a pensarci bene un semolino salato è uno gnocco alla romana, se messo in teglia con burro e Parmigiano.. ma  io non l’ho messo in teglia, e non ci ho messo nè burro nè Parmigiano.

Insomma, ho preso un semolino dolce, ci ho tolto lo zucchero e messo il sale e ho ottenuto uno gnocco alla romana, a cui ho tolto burro e Parmigiano per metterci Sbrinz grattugiato e un cuore di Gruyère, per poi impanarlo e friggerlo come un semolino dolce piemontese…

Forse ho una crisi d’identità, ma è uno gnocco svizzero-piemontese o un semolino romano fritto in Svizzera?

La crisi d’identità c’è, ma qualsiasi sia il suo nome, vi assicuro che è di una semplicità disarmante e di una bontà inenarrabile. Ah, giusto, è pure sfizioso, perfetto per un aperitivo o per essere mangiato, rigorosamente con le mani, in mezzo alla via.. se non fa troppo freddo.

Semolini fritti per Swiss Parade collage blog

Semolini fritti blog

Con questa ricetta partecipo al contest Swiss Cheese Parade

Swiss Cheese Parade

Lasagne svizzere con zucchine, Sbrinz e Gruyère

L’origine di questa ricetta risiede in un contest ideato da Formaggi dalla Svizzera in collaborazione con Tery di Peperoni e Patate, dal titolo “La svizzera nel piatto“.

Per questo contest di chiedeva di creare una o due ricette inedite, ispirate alla tradizione gastronomica italiana, reinterpretate però con l’utilizzo dei formaggi svizzeri DOP.

Così, pensando ad un piatto che fosse rappresentativo della tradizione italiana, ma che si prestasse allo stesso tempo ad una rielaborazione, ho subito pensato alle lasagne (che tutti amiamo nella versione classica bolognese, ma che io spesso stravolgo, come già fatto con le lasagne pesto, patate e fagiolini o con quelle di grano duro con sugo di melanzane e scamorza affumicata). Pensando quindi ad un condimento che si armonizzasse bene con i due formaggi svizzeri da me scelti, il Gruyère DOP e lo Sbrinz DOP, ho scelto una crema di zucchine e besciamella.

Il risultato è stata una lasagna in bianco e verde, in cui zucchine, besciamella e formaggi si sono sposati alla perfezione, originando un piatto delicato e allo stesso tempo gustoso.

Sicuramente sono delle lasagne diversa dal solito (per questo potrebbero anche dirsi doppiamente svizzere -sia per l’origine dei formaggi utilizzati, sia perché ho sempre sentito utilizzare il termine “svizzero” come sinonimo di “strano, stravagante“, chissà poi perché?!), in cui si contamina la tradizione italiana per dare origine ad un piatto nuovo e sfizioso.

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