L’ansia da prestazione – Lasagne di fettucce cocozza e bufala per #LSDM

Quando si viene invitati ad un contest come Le Strade della Mozzarella, prima ancora di capire il chi, il come e il perché, si è investiti dall’ansia da prestazione, soprattutto sapendo il livello generale contest e scorrendo mentalmente i blog degli sfidanti.

Come se non bastasse, è partita in contemporanea anche un’altra ansia, quella che io chiamo “sana”, che mette in moto tutte le sinapsi alla ricerca della ricetta perfetta (per me, ovviamente), fino a quando, improvvisamente, la trovo.

Vi ho già detto il macro-contest quale sia, ma non vi ho detto che la sfida nella sfida è che il contest al quale prendo parte è Pasta e mozzarella veggie style, nel quale cioè si cerca l’equilibro perfetto fra pasta (e che pasta, visto che è quella del Pastificio dei Campi), mozzarella di bufala campana DOP e cucina vegetariana.

Mi sono arrovellata per un po’ cercando la mia quadra, ma alla fine mi sono lasciata illuminare sulla via di Damasco da un piatto campano che ho scoperto da poco e amato immediatamente, pasta e cocozza, dove la pasta cuoce come fosse un risotto insieme alla zucca stufata, che finisce così per avvolgerla completamente, dando origine ad un piatto confortante come pochi io conosca.

Sono partita da quel semplice spunto e poi, come spesso mi accade, l’ho stravolto, trasformandolo in una lasagna di grano duro con cocozza e mozzarella di bufala. Il piatto è rimasto semplice e confortante come quello della tradizione, ma ho giocato sulla forma più che sul contenuto, ricavando le lasagne dall’intreccio paziente di lunghe e meravigliosamente saporite fettucce di pasta di Gragnano, buonissime anche solamente bollite. Per quanto riguarda l’intreccio ho scelto di utilizzare una tecnica che normalmente si usa per le pie americane, che dà origine ad una maglia fitta e regolare, perfetta per ricreare la sfoglia della lasagna; ci va solamente un pochino di manualità e di pazienza nel seguire le istruzioni passo-passo per ottenere l’intreccio perfetto (io ho seguito questa immagine della mia amica Caris).

Poi il gioco è fatto! Vi basterà una zucca saporita, due scalogni, dell’olio buono e una mozzarella di bufala campana per ottenere una lasagna delicata e insolita che saprà stupire e conquistare.

Intreccio

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Lasagne zucca e bufala finale

Con questa ricetta partecipo al contest “Pasta e mozzarella veggie style” organizzato da Le strade della mozzarella

contest-Pasta-e-Mozzarella

Comfort food sciuè sciuè – Lasagnette di pane carasau alla ricotta e pesto (eretico)

Ci sono certi giorni in cui mi prende una voglia matta di mangiare qualcosa di buono e confortante, uno di quei piatti capaci di rimetterti in pace col mondo, che so, tipo una lasagna.

Da qualche settimana, però, sono partita in modalità dieta-dieta-dieta , quindi le parole d’ordine sono “piatti leggeri“, “cucina sana” e “attività fisica“. Ma si sa, quando ti prende la voglia di buono è difficile dirottarla su un petto di pollo ai ferri e un’insalatina scondita (un abbinamento che già di per sé mi fa tristezza assai, e infatti nella mia dieta non c’è).

Bisognava trovare una soluzione, perché fare una lasagna “vera”, con ragù, besciamella, mozzarella e Parmigiano, e per giunta in un giorno feriale, era fuori discussione. Così ho deciso di optare per una lasagnetta semplice, veloce da fare, leggera, ma soprattutto deliziosa: al posto della pasta all’uovo ho utilizzato il pane carasau, e ho optato per un condimento leggero e veloce, fatto di pesto (eretico, che  ho fatto in casa con quel che avevo, cioè basilico e mandorle, ben diverso da quello genovese, come vuole la ricetta autentica appresa al campionato mondiale del pesto)  e ricotta. Un goccio di latte, due cucchiai di Parmigiano, 10-15 minuti di forno, ed ecco apparire in tavola uno dei piatti più buoni dell’ultimo periodo, che ha accontentato pancia e spirito… e pure la dieta.

Lasagnette blog

Lasagnette finale blog

Lasagne ricce di grano duro con melanzane e scamorza affumicata

Era da troppo tempo che non si vedevano su questi schermi delle belle lasagne che, come si sa, fanno sempre festa, tavola imbandita, che profumano di convivialità e di domenica in famiglia. E voglio continuare a darvi ricette per delle lasagne un po’ diverse da quelle classiche (e qui ognuno ha la sua versione: io considero “classiche” quelle con ragù di carne, besciamella, mozzarella e parmigiano… ma conosco versioni con l’aggiunta di prosciutto, piselli, uova sode, polpette, salame e quant’altro), quindi vi presento una versione nuovamente vegetariana, ma questa volta in rosso (non in verde, come l’ultima volta)!

Il verde che invoglia: lasagne pesto, patate e fagiolini

Ho sempre sentito parlare di bambini che davanti al cibo verde storcono il naso, fanno i capricci o, più semplicemente, si rifiutano di averci a che fare. Questo non rientra nella mia esperienza, perché pare che riuscissi a mangiare broccoli e fagiolini quando portavo ancora il pannolone.

Ma di una cosa ho diretta esperienza (e non solo coi bambini, ma anche con adulti un po’ più capricciosi del solito): anche i più restii al contatto con le verdure non sanno resistere al fascino innato della lasagna (come al fascino della pizza o del sugo). E, d’altronde, chi si sentirebbe di dire di no ad una lasagna pesto, patate e fagiolini?! Una goduria per gli occhi (tripudio di verde) e per il palato!

Con questa ricetta spero di dare il mio piccolo contributo alla campagna contro la chiusura del reparto di neuro-fisiologia della Fondazione Santa Lucia di Roma, una campagna promossa da Caris (aka “cookingplanner”), foodblogger e mamma di Albertino-mimì, che cerca l’appoggio di chiunque per raccogliere ricette e dare maggiore visibilità  a questa vicenda, che non ha forse avuto lo spazio che meritava.

Una ricetta per il Santa Lucia

Il mio contributo, come detto, è assai piccolo, ma spero che possa aiutare a dare risalto, ad aumentare l’attenzione e la pressione, in modo che i bambini curati in questo reparto possano continuare a fare i capricci per la scarsa voglia di andarci e che possano battere i piedi in terra (come facevo io i capricci, da piccola) quando non vogliano mangiare cibi verdi… ma vedrete che questa lasagna se la mangeranno a quattro palmenti!

Mi raccomando, la lasagna è da gustare bella calda, grandi e piccini insieme!