Pan e nus mangè da spus – Pane con le noci a lievitazione naturale (e di quando qualcosa va storto)

A volte le cose vanno storte.

Certo, non sempre.

Certo, non sempre in modo irreparabile, ma a volte succede.

Come quando hai studiato per benino la ricetta per la partecipazione ad un contest, perché volevi riproporre un pane che hai amato e che ami, e quindi fai tutto per benino: foto del procedimento, attenzione ai particolari, foto curate, con luce naturale, dei panini finiti. Una soddisfazione, quando tutto viene come vorresti.

E poi vanno perdute. Come non si sa, ma succede. Cancellate per sbaglio dalla macchina, dal pc, un momento di follia?! Non so, però c’è che quelle foto sono scomparse, e così ti ritrovi con quelle 4 foto in croce dei panini finiti, scattate alla sera, prima di mangiare, “giusto così“.

Meno male che c’erano quelle foto di riserva, per quanto pessime, però che rabbia.

Ma almeno ho il ricordo di questi paninetti con le noci, uno dei miei primi esperimenti con il li.co.li, una ricetta semplice e perfetta, “rubata” qui a Barbara di Pane & Companatico e solo arricchita da gherigli di noci, per seguire uno dei detti piemontesi più famosi, secondo cui Pan e nus mangè da spus (cioè “pane e noci, mangiare da sposi”. C’è poi una continuazione, “nus e pan mangè da can” cioè “noci e pane mangiare da cane” che mi è meno chiara, ma tant’é).

Il pane con le noci non è un pane, è un tallone d’Achille: è dura, infatti, non divorare questi paninetti uno dietro l’altro, come fossero ciliegie in stagione.

Io non ho resistito, e voi?

Pane e noci quadrata blog

Pane e noci finale blog

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra.

contestPaneFarinaAntiqua

Innamorarsi di un chicco di grano – Pane 100% semola di grano Senatore Cappelli a lievitazione naturale

La scorsa settimana, un pomeriggio qualsiasi. Suonano al campanello, è il corriere, per la terza volta in tre giorni.

Ma questa volta appena stringo fra le mani il pacco, privo di insegne, capisco cos’è, da un impercettibile velo di semola che ritrovo sulle mani. Mi precipito in casa e lo apro, incurante del fatto che stavo montando la rete a doghe del letto (fortunatamente me ne sono ricordata, altrimenti forse ora dormirei su un letto a tre gambe), e mi ritrovo catapultata a Matera, estasiata di fronte a quei prodotti che bramavo di provare, ma che qui in Piemonte non sono così semplici da reperire.

Per questo, per quei prodotti, non ho saputo resistere al contest organizzato da Mangiare Matera con la collaborazione di Teresa alias Scatti Golosi. E ora mi ritrovo fra le mani tre pacchi di pasta (paccheri, calamarata, cavatelli) che attendono solo il momento giusto per essere assaggiati, una forma di pane di Matera che è stata la colazione più buona degli ultimi anni, un pacco di semola ed uno di semola rimacinata di grano duro Senatore Cappelli.

Sono mesi che sento parlare di questo grano, che ne ascolto tessere le lodi, e ormai mi pareva di averne persino immaginato il profumo, il sapore. Quindi ho saputo immediatamente quale sarebbe stata la mia prima ricetta per questo contest (eh sì, non credo che potrò fermarmi qui), un pane semplice, a base di sola semola Senatore Cappelli e a lievitazione naturale, per mettere alla prova il mio Gustavo.

Gustavo è il mio lievito in coltura liquida (o li.co.li), nato da neppure un mese grazie a questo post della mitica Sandra e cresciuto a colpi di consigli e dritte degli amici di Panissimo. Ho provato solo poche volte a panificare usando il mio piccino, e questa è la seconda volta che utilizzo una medesima ricetta, cosa che mi ha davvero illuminato su quale enorme differenza faccia la farina, o in questo caso la semola. Non è un mistero, certo, ma fino a quando non lo vedete coi vostri occhi è difficile crederci. E la semola Vero Lucano è semplicemente perfetta.

Sono riuscita ad ottenere un pane fragrante, ben alveolato, croccante e morbido insieme, un pane capace di farvi sognare ad occhi aperti le rocce di Matera.

Fette di pane blog

Data la mia inesperienza in materia, per ottenere un pane con idratazione al 60%, per  quantità e procedimento mi sono ispirata al bellissimo pane di campagna di Manuela del blog Con le mani in pasta, mio personale guru in merito a lievitati ed utilizzo del li.co.li.

Pane senatore Cappelli blog

 

Con questa prima ricetta inauguro la mia partecipazione al contest Mangiare Matera

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Inoltre, sono lietissima di inserire questa ricetta nella raccolta di Panissimo (ideata da Barbara e Sandra) di novembre, ospitata questo mese da Michela.