Crêpe is the new black: il sesto libro dell’MTC

Crêpe is the new black cop.

Scusaci Piper, scusaci.

E chiedo scusa anche a tutti i creatori, sceneggiatori, registi e cast tutto di OITNB, perché ieri di voi non si è ricordato nessuno.

Tutti intenti a capire cosa ci fosse dietro quel nuovo acronimo che ha invaso Facebook per tutta la giornata di ieri. Ebbene, tanto per cambiare, dietro si celava il solito MTChallenge, con l’uscita del suo SESTO libro, Crêpe is the new black, #CITNB!

Annunciamo con gioia la sua nascita, e aggiungo di mio pugno che è la solita figata pazzesca, a partire dalla copertina.

crepe is the new black copertina

La struttura è sempre quella che seguiamo da L’ora del Paté, Insalata da Tiffany, Dolci Regali, Torte Salate e Dietro la Lasagna: una prima parte di teoria, con tecniche, ingredienti, attrezzature e spiegazioni varie: crêpes ma anche pancakes, waffles, blinis e cialde, di tutti i tipi. Segue la parte centrale, questa volta dedicata a un Giro del Mondo in 45 crêpes (e vi prego di prendere alla lettera il Giro del Mondo perché i 5 continenti ci sono tutti).

Crepe is the new black mondo

Poi la parte della Dispensa, con burri “vecchi” e nuovi, pralinati, creme, sciroppi, curd, confetture e paté e creme spalmabili salate, per sondare tutte le infinite possibilità di farcire queste preparazioni. Poi la parte creativa, con le ricette della sfida e, infine, la rubrica più consultata, quella del “Facile e Veloce”, per un libro che, al pari degli altri, vorremmo che venisse consultato tutti i giorni dell’anno, con le solite “più di 100 ricette” che sono un altro dei nostri biglietti da visita.

Crepe is the new black -porter

Da oggi, Crepe is the New Black è in vendita nelle edicole, con La Nazione e Il Resto del Carlino

Dal 15 giugno, sara’ nelle librerie, al prezzo di €14,90.

E’ prenotabile, con lo sconto del 15%,  su Amazon (dove siamo stati primi in classifica prima ancora di uscire :), appena si è diffusa la notizia del lieto evento), su IBS e sul sito di Feltrinelli.

PS. Dentro (al libro, non in carcere), ci sono anche io, con questa ricetta qui. Se volete scoprire di cosa si tratta.. accattatevillo!!

PPS: Per ulteriori informazioni, racconti e retroscena, andate sul sito dell’MTC.

Crepe is the new black - io

DIETRO LA LASAGNA! IL NUOVO LIBRO DELL’MTCHALLENGE

dietro la lasagna copertina

Ebbene sì, siamo tornati.. per la quinta volta!

Ci abbiamo preso gusto?! Potete dirlo forte!!

Quindi, bando alle ciance, e via con l’annuncio ufficiale dell’uscita del quinto libro dell’MTChallenge

dietro la lasagna

DIETRO LA LASAGNA (c’è di più)

ovvero i dieci motivi per andare prima di subito in libreria (o su Amazon) e comprare il libro, stringendo al petto la vostra copia urlando “Il mio tesssoro”

  1. Il libro è iper-ultra-mega STRAFICOOO (agevoliamo un filmato), perché ha Paolo Picciotto alle foto, Mai Esteve alle grafiche. Sarò buona, agevolo anche due foto esplicative, per capire con chi abbiate a che fare.
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  2. Il libro ha ben 160 pagine di pura libidine, con oltre 50 ricette di lasagne, dalle più classiche quelle da “o famo strano“, tutte provate, riprovate, e provate ancora, perché fossero a prova di bomba. Ce ne sono per tutti i gusti, quelle “senza” particolari ingredienti, quelle senza forno, e quelle senza vergogna. Perché la lasagna è patrimonio dell’umanità, e tale deve rimanere.
  3. C’è una mia ricetta dentro. Ok, così una copia a mia mamma l’abbiamo venduta!
  4. Su Amazon siamo primi in classifica da 10 giorni, e il libro esce oggi. Così, per dire
  5. L’ho già detto che il libro è STRAFICOO?? Ok, mi sono sbagliata… è più che STRAFICOOO, è STRAFICHISSIMO (non abbiamo da agevolare filmati in merito).
  6. La penna che ha scritto i testi è quella della Van Pelt. Lei, la Signora dei Pipponi, la signolaaaah che ha sposato suo malito, la sacerdotessa della Porca Figura, l’anima dell’MTChallenge, quella che se non ci fosse bisognerebbe inventarla, quella che quando cominci a pensare in simbiosi con lei, inizi a preoccuparti.
  7. Anche questa volta il libro dell’MTC sostiene la Piazza dei Mestieri (di cui vi ho parlato estesamente qui), una realtà torinese che ho nel cuore, e che sono sempre felice di contribuire ad aiutare (con il 5 per mille, ma anche bevendo birra e mangiando cioccolato.. sì, sono una benefattrice)
  8. Il libro è il frutto di una sfida da manuale, condotta da una Bolognese DOC, la zia Sabry!!
  9. Natale è vicino, non sapete cosa regalare al fidanzato (che, si sa, va preso per la gola, e non in quel modo che potrebbe portarvi nel più vicino carcere), alla zia che vi propina solo polpette IKEA ma che vorrebbe dare di più, al vicino di casa che ammorba le scale condominiali solo con odore di sardine arrostite?! Ta dan! Ci pensa l’MTC!! Il prezzo è pure onestissimo (€14,90), cosa aspettate ad essere tutti più buoni e a regalare finalmente qualcosa di utile (e non il solito maglione con la renna -che, diciamolo, sta bene solo a Colin Firth)?!colin-firth-christmas-jumper-sweater_mgzoom
  10. Uno studio dell’Università del Kentucky orientale ha provato che “Dietro la lasagna” aumenta sensibilmente le prestazioni sessuali. Non si sa di chi, ma questo sta a voi scoprirlo.. ovviamente, comprando il libro!

SIAMO TOURNATI – LE TORTE SALATE & L’MTCHALLENGE IN TOUR

È giunta finalmente l’ora di annunciarlo, dopo averlo tanto aspettato e bramato.

Quando sai che l’oggetto del desiderio è finalmente così vicino da poterlo quasi sfiorare, l’attesa si fa spasmodica.

E oggi lui è qui. Fra noi.

Chi? Cosa!!

IL QUARTO LIBRO DELL’MTCHALLENGE!!!

Torte salate

“Torte salate – una sfida Torta a Torta” (ed. Gribaudo -gruppo Feltrinelli) rappresenta il nuovo appuntamento con l’MTChallenge nelle librerie e nelle edicole di tutta Italia (perché, qui, ci siamo sempre): oltre 100 ricette, tratte da una delle sfide più “affollate” della nostra storia, corredate di basi, glossari, storie, complementi, spiegazioni per “gnubbi” e per geni dei fornelli, tutte raccontate in pieno stile MTC, quello di chi fa le cose sul serio senza prendersi sul serio.

Rispetto ai libri precedenti, rimane immutato il fine benefico e l’ente al quale destiniamo parte dei proventi delle vendite del nostro libro, vale a dire la Piazza dei Mestieri, una realtà che per me che vivo a Torino è ormai “di casa”, e che mi è entrata nel cuore. Per questo c’è un’emozione speciale per me nel dirvi che il 4 aprile saremo proprio alla Piazza, a cucinare insieme ai ragazzi della scuola le torte del nostro libro, per offrirle a quanti vorranno partecipare alla presentazione.

Io ovviamente ci sarò, e sarei felicissima di vedere qualcuno di voi lì.

Locandina invito

Accanto alla tappa torinese ci saranno altre 11 presentazioni, lungo tutta la Penisola, secondo il calendario che segue

Tour MTCsmall

.. e nello specifico

  • Milano Giovedì 31/3 ore 18,30 Libreria Mondadori Megastore via Marghera 28 interviene Fernanda Roggero 
  • Torino Lunedì 4/4 ore 18,30 La Piazza dei Mestieri, Via Jacopo Durandi 13
  • Genova  Martedì 5/4  ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica Via Ceccardi 16r–interviene Sergio Rossi
  • Verona  Mercoledì 6/4 ore 18 la Feltrinelli Librerie via Quattro Spade 2 interviene Stefania Berlasso
  • Padova Giovedì 7/4 ore 18 la Feltrinelli Librerie via S.Francesco 7 interviene Antonino Padovese
  • Firenze Venerdì 8/4  ore 21.00 – la Feltrinelli RED piazza Repubblica 26 interviene Raffaella Galamini
  • Bologna Martedì 12/4 ore 19 Librerie Coop Eataly via Orefici 19  interviene Gino Fabbri
  • Parma Mercoledì 13/4 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica via Farini 17 interviene Arianna Gandolfi
  • Roma Giovedì 14/4 ore 18 la Feltrinelli Libreria via Orlando 78/81 interviene Eleonora Cozzella
  • Napoli Venerdì 15/4 ore 18 la Feltrinelli Librerie P.zza Dei Martiri 23 interviene Luciano Pignataro
  • Catania Sabato 16/4 ore 18 laFeltrinelli Librerie via Etnea 285 interviene Andrea Graziano

Noi siamo tournati, siamo ovunque (come il prezzemolo) e vi aspettiamo numerosi, ovunque voi siate!

Non avete scuse!

I libri del cuore – I limoni in conserva di Yotam Ottolenghi per lo Starbooks redone (e due)

Di tutti i libri di cucina che possiedo (che non sono poi moltissimi, per carità), si contano sulle dita di una mano quelli che sfoglio e risfoglio sempre con immenso piacere, e fra questi al primo posto c’è senza dubbio Jerusalem di Yotam Ottolenghi e Sam Tamimi.

Ogni tanto lo tolgo dalla libreria e lo sfoglio anche solo per il piacere di farlo, di perdermi fra le sue foto di Gerusalemme e fra i suoi piatti, che rifarei tutti, nessuno escluso: dalle carni alle verdure, dai dolci alle conserve.

Ho atteso così tanto questo libro, scoperto grazie allo Starbooks, che quando finalmente mi è arrivato in dono, ero talmente intenta a sfogliarlo in lungo e in largo da non notare che in mezzo alle sue pagine facevano bella mostra di sé i biglietti per un concerto di Ben Harper (che io amo ed adoro). Inutile dire che, quando li ho visti, il regalo è stato ancor più gradito, ma ci ho messo un po’ a capire che lo sguardo insistente del Colui verso di me che sfogliavo il libro a suon di “uhmmm, che meraviglia” e “oddio questo lo rifaccio” non era dovuto alla mia fulgida bellezza, ma più ad invito a guardare meglio. Uno dei regali migliori degli ultimi anni, insomma.

E, in una ricerca di ispirazione costante che, nel mio caso, si affida più a blog e riviste, quel libro è tuttora un’oasi a cui mi piace tornare.

Così, quando mi sono capitati per le mani dei bei limoni biologici, oltre a farli diventare limoncello (già per altro mezzo sgolato, soprattutto dalla sottoscritta), ho finalmente potuto provare una ricetta che da tanto tempo avevo adocchiato proprio fra le pagine di Jerusalem, i limoni in conserva, perfetti per accompagnare le carni (grigliate, ma anche le tajine) e il pesce, tagliati a fettine oppure tritati (come suggerisce l’amica Mapi).

Limoni in conserva ingredienti

Limoni in conserva

I miei limoni in conserva sono in frigorifero, in attesa che passi un mese, quando potrò finalmente assaggiarli. Pertanto, non posso esprimermi sul loro gusto, ma promuovo la ricetta comunque, per la sua facilissima realizzazione, per l’aderenza alla tradizione culinaria mediorientale, ma fosse pure solo per il fatto che, a vedere il vaso che campeggia in frigorifero, ogni volta che ne apro la porta spero che siano già trascorse quattro settimane.

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone (again)

a Redone

DOLCI REGALI – Perchè non c’è due senza tre

Incredibile! Due post in due giorni di fila, e non stanno nemmeno piovendo rane!!

Ma il post di oggi esula un po’ dal solito, perché oggi ho un’ANNUNCIAZIONE e un super CONSIGLIO PER GLI ACQUISTI, visto che tra pochissimo (oh, mio Dio), e due al prezzo di uno!

Infatti sono qui per annunciare, e non senza emozione, l’uscita del terzo libro della collana dell’MTC, dal titolo “Dolci Regali

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E questa volta, fatemelo dire, abbiamo fatto le cose in grande: a differenza delle prime due creatura, L’ora del paté e Insalata da Tiffany, questo libro non concentra la sua attenzione solo su una sfida specifica dell’MTC, ma si ispira alla gara sul babà e lo prende come trampolino di lancio per parlare di un argomento di più ampio respiro, cioè la nascita e il trionfo della pasticceria intesa come arte culinaria sè stante fra la fine del XVII e gli inizi del XIX. Si parte dalle ricette nate nelle cucine delle corti reali, simbolo del potere dei monarchi assoluti, come le corone dei kugelhupf, dei babà, dei savarin, del Ferdinandkrapfen, del kringel. In questo senso, son dolci regali perché “di re“.

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Ma non temete, c’è anche una bella selezione dei dolci dei poveri (che ovviamente riservavano queste preparazioni alle occasioni speciali): ecco quindi krapfen, graffe, buchteln, buns, torta delle rose e molto altro.

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Ma, come se non bastasse, una serie infinita di sciroppi, bagne aromatiche, creme, liquori, conserve, acque profumate, praline e chi più ne ha più ne metta, in un libro che in totale racchiude ben oltre 130 ricette.

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E, last but not least… acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri, un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta­ dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

In ultimissimo, anche io ho contribuito al libro in maniera attiva, quindi non posso che darvi questo annuncio con immensa gioia, grande emozione, e con il mio faccione lì, stampato nero su bianco, insieme a quello di tante amiche. “Mamma, vedi che sono su un libro”!

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Qualche informazione pratica:

Titolo “Dolci regali

Collana “I libri dell’MTChallenge

SAGEP Editori­ Genova

Prezzo di copertina: € 18,00

Foto di Paolo Picciotto

Illustrazioni di Mai Esteve

Editor: Fabrizio Fazzari

Impaginazione: Barbara Ottonello

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I muffin del capro espiatorio per l’MTC

In questi quasi due anni di MTC ne ho viste di ogni: dalla pasta al quinto quarto, dalle ricette straniere a quelle tradizionali, ma mai si era vista una sfida così, e solo la Francy di Burro e Zucchero insieme a quella mente geniale (ho sentito diabolica? Forse c’è un’eco strano, qui) della Van Pelt potevano partorire una tale, tanta e decisiva aggiunta.

Questo mese, infatti, non c’è solo il tema culinario, dedicato ai muffin dolci e salati, ma la loro realizzazione deve essere ispirata. Dal divino? No, da un testo, sia esso letterario, musicale o poetico. Eh, sembra facile (fare un buon caffè), e invece non lo è per niente.. anche perché trovo che sia sempre più difficile farsi ispirare, in generale nella vita; siamo sempre lì ad arrovellarci, a pensare, a gabolare, e non lasciamo tanto spazio a quell’ispirazione che, per definizione, dovrebbe essere immediata, come un fulmine a ciel sereno.

Ma basta abbassare la guardia, svuotare il cervello, che so, camminando un paio di chilometri nell’aria fresca di  un autunno/quasi inverno, e l’illuminazione viene da sé, e per me l’apparizione è stata istintiva, naturale, e mi ha parlato non tanto di un libro, ma di una serie di libri, che ho amato e divorato ai tempi dell’università, per me i tempi della lettura più vorace, spaziando da Saramago che mi ha rubato il cuore e qualche ora di sonno, alla poesia, da sempre mio grande amore, ai gialli di ogni genere e grado.

I libri che però hanno più segnato quegli anni (che mi sembrano ormai così lontani, sigh) sono stati senza dubbio quelli del “Ciclo di Malaussène” di Daniel Pennac, che con la sua penna leggera ed irriverente mi hanno fatto affezionare alla strampalatissima e adorabile famiglia Malaussène, facendomi versare ben più di qualche calda lacrima al termine della saga.

Per chi non avesse mai letto questa serie, che io consiglio caldamente, parla della Parigi di Belleville, in cui vive una famiglia allargata composta dai più sgangherati personaggi (dal cane epilettico al bimbo dagli occhiali rosa, dalla mamma sempre incinta alla ragazza preveggente), capitanati da Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, in un grande magazzino prima, in una casa editrice poi. Il malcapitato Benjamin, ovvero, fa da cuscinetto, da paraurti, a tutte le lamentele e i reclami di clienti, lettori e scrittori inferociti, piangendo a comando, e assumendosi responsabilità che mai ha avuto.

“Mi stia a sentire, Malaussène, l’ho assunta come capro espiatorio perché si beccasse le piazzate al posto mio, perché subisse le grane con un piantino al momento giusto, perché risolvesse l’irrisolvibile spalancando le sue braccia di martire, in poche parole, perché lei si facesse carico. E lei si fa carico in modo straordinario! Nessuno al mondo potrebbe farsi carico meglio di lei, e sa perché?”
Me lo aveva spiegato mille volte: perché, secondo lei, ero un capro espiatorio nato, ce l’avevo nel sangue, una calamita al posto del cuore ad attirare le frecce. Ma, quel giorno, aggiunse dell’altro: “Non solo, Malaussène, c’è un’altra cosa: la compassione, ragazzo mio, la compassione! Lei ha un vizio raro: compatisce. Poco fa soffriva, al posto del gigante infantile che faceva a pezzi i miei mobili. E capiva talmente bene la natura del suo dolore che ha avuto l’idea geniale di trasformare la vittima in carnefice, lo scrittore respinto in critico onnipotente. Era proprio quello di cui aveva bisogno. Solo lei può sentire cose tanto semplici.” […] ” Lei è il doppio dolente di questo basso mondo, Malaussène.”

Muffin alla tarte tatin collage blog

Io di questo personaggio e di questi libri mi sono innamorata, perché scanzonati, surreali (come le foto di oggi), divertenti, confortanti. Per mesi, forse persino anni, hanno rappresentato per me la coperta calda sotto la quale nascondermi e farmi delle grasse risate, un mondo parallelo e stralunato rispetto alla routine quotidiana. E proprio per questo aspetto di sicurezza e conforto io li paragono al dolce francese che, oltre a ricordarmi incredibilmente Parigi, per me rappresenta tutto questo, la tarte tatin. La tarte tatin, famosissima torta di mele rovesciata nata da un fortunato errore, ha per base (o meglio, prima per copertura e poi per base) una burrosissima pasta sfoglia, si serve calda, e profuma di mele cotte e di caramello, e giuro che non riesco ad immaginarmi nulla di più confortante.

Ho scelto quindi di portare nei miei muffin la tarte tatin, le mele caramellate al burro, la Parigi di Malaussène, i suoi bistrot con le tende bianche e azzurre (proprio come i pirottini scelti dal mio doppio in cucina). Ho scelto la semplicità di un muffin semplice e profumato di burro, mele e caramello, perfetto per consolare il buon Benjamin dalle fatiche di compatire il prossimo.

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Muffin interno blog

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 43

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