L’antipasto è una cosa seria – Il vitello tonnato per il Calendario del Cibo Italiano

Oggi nel Calendario del cibo italiano AIFB è la Giornata Nazionale del Vitello Tonnato, di cui è ambasciatrice Antonella del blog Cucino Io.

La ricorrenza mi ha solo fornito l’occasione di proporre uno degli antipasti che vanno per la maggiore in casa mia. E non lo dico con leggerezza, perchè in Piemonte l’antipasto è una cosa seria, ma seria davvero.

Non so se vi sia mai capitato di mangiar fuori per un pranzo o una cena importante in Piemonte, ancor più se in ristoranti o osterie di campagna. Ecco, se vi è capitato, saprete benissimo che il numero medio degli antipasti proposti è superiore alla decina: c’è la carne cruda, i tomini elettrici o al verde, l’albese, l’insalata russa, la lingua al verde, i peperoni con la bagna caoda, i flan di verdure e il vitello tonnato. E ho detto solo i primi che mi sono venuti in mente.

Non è la prima volta che lo dico, ma si potrebbe davvero fare (e senza troppo sforzo) una cena piemontese solo a base di antipasti!

In casa mia, però,  ce ne sono alcuni che occupano un posto speciale nella “hall of fame” (dove fame si legge all’italiana) degli antipasti e, non a caso (vista una certa “fissa” dell’uomo di casa con la maionese) si tratta di insalata russa e vitello tonnato.

Lo so, molti puristi inorridiranno a sentir pronunciare “vitello tonnato” e “maionese” nella stessa frase, visto che il “tonnato” del nome, almeno in origine, probabilmente nulla aveva a che fare col tonno, e figurarsi con la maionese. Infatti “tonnato” o “tonnè” pare provenga dal francese “tanné“, ovvero “acconciato“, forse un espediente linguistico per conferire un’aura di nobiltà ad un piatto invece popolare (in cui la carne veniva cotta a lungo per ottenere morbidezza); alcuni, però, ipotizzano che il tonno abbia giocato un suo ruolo nell’etimologia della parola, perché stava ad indicare che il vitello “veniva cotto come un tonno”. Non so se sia vero o no, o se l’utilizzo del tonno nella ricetta sia stato in qualche modo “causato” da questo equivoco linguistico, ma sta di fatto che ad un certo punto della storia di questo piatto le acciughe utilizzate in origine lasciarono il posto al tonno e sempre più spesso comparvero le uova, dapprima sotto forma di tuorli e poi, più prosaicamente, sotto forma di maionese.

La versione con la maionese è infatti ormai sdoganata da tempo e posso tranquillamente dire che è la più diffusa, ben più delle altre quattro versioni attestate: quella calda con salsa di acciughe, quella fredda con salsa tonnata senza uova e quella con tuorli sodi, senza contare la versione in cui tonno e vitello vengono cotti insieme.

Anche per quanto riguarda la cottura della carne, ce n’è per tutti i gusti: c’è chi la fa bollire (tipo… io), anche se è il metodo in cui è più difficile controllare la temperatura, chi la cuoce in forno, chi la fa brasare e, ultimamente, chi la cuoce sotto vuoto a bassa temperatura, forse la tipologia di cottura che permette di ottenere la carne più tenera in assoluto.

Poi, se avete un’affettatrice avrete compito semplice e fette perfette, altrimenti con tanta pazienza e un buon coltello otterrete fettine più spesse, ma ugualmente buone.

Credo di avervi detto tutto.. no, dimenticavo la cosa più importante: non fate mai mancare il pane!

Vitello tonnato

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Vitello tonnato finale

“Cosa resterà di questi anni ’80?” – Cocktail di gamberetti per il #GFFD

Anni come giorni son volati via, brevi fotogrammi, un treno in galleria, è un effetto serra che scioglie la felicità… Delle nostre voglie, dei nostri jeans, cosa resterà? […] Cosa resterà di questi anni ’80?

Tutti insieme, su con le mani!

No, non sono impazzita (so che avete dei dubbi, ma fidatevi), è solo il mio modo musicale “da venerdì” di dirvi che la ricetta che vi presento oggi rappresenta un tuffo nel passato, nei gloriosi anni ’80. Su, ammettiamolo che gli antipasti ricchi di maionese, così come i primi piatti con panne e affini (pennette panna e vodka su tutti), fanno un po’ menù anni ’80, con quella simil-eleganza in realtà un po’ cafona, fatta di salsa rosa industriale e gamberetti surgelati.

Ma, devo ammetterlo, il cocktail di gamberi a me  piace, è un po’ quel guilty pleasure che non ammetti apertamente, ma che ami di nascosto, in sordina. Se poi hai spesso a che fare con un drogato di maionese (ogni riferimento è puramente casuale), alla fine ci prendi persino gusto a concedertelo ogni tanto (con la scusa di farlo felice).

E così, ecco qui la mia proposta anni ’80 di cocktail di gamberetti in salsa rosa, fatto però con tutti i crismi: maionese fatta in casa (anche se in 30 secondi), un buon ketchup (o salsa rubra), un paio di cucchiaini di brandy e dei bei gamberetti (di allevamento, non mi dimentico certo degli insegnamenti di  ConsuMare giusto) sgusciati e sbollentati.

Aggiungiamo al quadretto un gambo di sedano e un vermouth con fetta di arancia, e l’aperitivo del venerdì è assicurato!

Cocktail di gamberetti blog

Cocktail di gamberetti finale blog

Con questa ricetta partecipo al Gluten Free (fri)Day

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Insalata russa.. e Buon Natale

Scrivo il giorno di Natale, perciò non so quanti leggeranno, impegnati in preparativi e spacchettamenti, ma ci tengo a farvi i miei auguri di Natale.

E quale modo migliore, se non lasciarvi la mia ricetta dell’insalata russa, l’antipasto principe sulle tavole delle feste, almeno qui in Piemonte?

Per me non c’è nulla di meglio, quindi… ecco i miei personalissimi auguri per un sereno Natale, da passare con chi amate, naturalmente a tavola.

Insalata russa blog

Maionese fatta in casa in 30 secondi… accettate la sfida?

Lo so, non pubblico mai di domenica, ma mai dire mai.

Questo sarà un post velocissimo, “stupidissimo“, ma di un’utilità immensa.. e, come se non bastasse, la ricetta è facilissima e il risultato eccellente (ok, troppi superlativi in una frase, ma concedetemelo).

Giorni fa ho letto questo post sul blog Trattoria da Martina, su come fare la maionese in 30 secondi netti, e non ho resistito. Alla prima occasione utile mi sono armata di frullatore ad immersione (necessario per la ricetta) e ho dovuto provarla, perché la sfida era irresistibile. Così oggi mi sono sfidata, mi sono cronometrata e, devo dirlo, non è vero che ci vanno 30 secondi… ne bastano anche 20.

Insomma, a patto che seguiate le (semplicissime) indicazioni, la ricetta è assolutamente geniale, e in pochissimo tempo avrete una maionese fatta in casa, bella soda come piace a me e perfetta per qualsiasi utilizzo.

Seriamente, ci ho messo mooooolto di più  a scattare la foto che a fare la maionese, provare per credere.

Sì, il guanto di sfida è lanciato!

Ps. Qui invece trovate le indicazioni di Serena per un’ottima maionese con ingredienti rigorosamente a temperatura ambiente. Ad ognuno il suo!

 

Mayonnaise blog