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Posts Tagged ‘mele’

  1. Elogio della semplicità e della salute (almeno ci si prova) – Torta di mele all’olio extra-vergine d’oliva

    aprile 23, 2013 by Giulietta

    Torta di mele all'olio copertina blog

    Su questo blog funziona così, spesso e volentieri: una volta si pranza o si cena, e la volta successiva ci si dedica alla colazione (o al dessert, se l’occasione è propizia). Così, visto che l’ultimo post era dedicato ad una portata salata (e che portata, ho ancora l’acquolina) e, complice il fatto che nel mentre ho finito la materia prima per la mia indispensabile colazione, eccomi qui alla carica con una torta da credenza, perfetta per iniziare bene la giornata.

    Spesso e volentieri i dolci che preparo per la colazione rispondono a due requisiti: la semplicità e la leggerezza, e in questo caso devo dire che entrambi sono stati ampiamente rispettati.

    Infatti, cosa risponde più al criterio di semplicità e genuinità rispetto ad una torta di mele? E, per la ricerca della maggiore leggerezza possibile, anche questa torta ha come grasso principe l’olio extra-vergine di oliva  (ma qui troverete altre idee sul tema, sotto la voce “Dolci all’olio“). Certo, sempre di grasso si tratta, ma sicuramente più sano e più leggero rispetto a quelli di origine animale (e badate, non sono una talebana dell’olio, però in questo genere di dolci lo prediligo).

    La ricetta è di Patty di Andante con gusto, e fa parte di una appuntamento  quindicinale dal titolo “La cucina dell’extra-vergine“, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio e condivisa con altri blog, interessantissima per conoscere nuovi oli extra-vergine e la loro assoluta versatilità in cucina. Lei ha utilizzato un olio extra-vergine ligure, io ho optato per un extra-vergine del lago di Garda, profumato e delicato, perfetto per i dolci.

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  2. Profumo di inverno – muffins mele, cannella, noci Pecan e miele

    febbraio 7, 2012 by Giulietta

    Muffin mele, noci pecan, miele e cannella blog

    Ci sono dei profumi che inevitabilmente mi riportano a determinate stagioni, a certi luoghi, a precisi istanti. Dicono che l’olfatto sia un senso molto potente, capace di attivare la memoria in modo più istantaneo rispetto agli altri sensi.

    Io non posso definirmi una “feticista degli odori“, ma non posso negare che il profumo di una persona, l’aroma confortante del pane appena sfornato o l’odore di alcune erbe aromatiche costituiscano delle “sensazioni odorose” che rimangono dormienti nel cervello, pronte a risvegliarsi ad ogni buona occasione.

    Sarà che ho preso il “naso” di mio papà, non esteticamente (ne ho preso la forma, ma non le dimensioni.. non me ne voglia, ma è andata decisamente meglio così), ma proprio a livello sensoriale.. forse devo il mio olfatto a lui non solo per una questione genetica, ma per una questione di “allenamento“.. in tantissime foto di me da piccina insieme a mio padre, lui è immortalato nel gesto di farmi annusare della lavanda, del rosmarino o chissà quale altra erba aromatica.
    È possibile che ciò abbia influito sullo sviluppo dell’olfatto? Chi lo sa, ma a me piace pensare che sia così.

    E, se certi odori rimandano ad atmosfere autunnali (le caldarroste o l’odore di sottobosco, di funghi), estive (l’odore di salsedine o di crema solare, per quanto mi riguarda) o primaverili (la primavera ha un suo odore proprio e caratteristico, che credo derivi dalla vita che rinasce dopo il torpore dell’inverno), ci sono anche odori che accompagnano l’inverno.. in questi giorni siamo circondati dall’odore della neve (“Perché, la neve ha un odore?“, vi chiederete… secondo me sì, ma non saprei descriverlo o definirlo), ma ci sono dei profumi e degli abbinamenti che “sanno” di inverno, di casa calda, di the fumante.

    Per me il profumo di cannella, quello del miele e delle mele che cuociono in forno rientrano fra i profumi invernali.. e allora perché non farli sposare in un muffin?

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  3. La Tarte Tatin, un classico semplice ed intramontabile

    gennaio 13, 2012 by Giulietta

    Tarte Tatin

    La Tarte Tatin non è un dolce facile, ma è un dolce semplice. E, come tutti i dolci semplici, composti da pochi ingredienti, per essere davvero buona deve essere fatta con tutti i crismi che merita.

    Bisogna fare un buon caramello, affettare con cura le mele, ricoprire di pasta brisée (o di pasta sfoglia, per chi preferisse) e fare attenzione che quel piccolo capolavoro non bruci, in modo che, una volta tirato fuori dal forno e capovolto, rimanga perfetto come l'avete sognato, pronto per essere fatto appena intiepidire ed essere mangiato, accompagnato da un po' di panna semi-montata o di gelato alla vaniglia, ma anche semplicemente così, in purezza.

    La semplicità della Tarte Tatin, però, sta anche nella possibilità di essere anche più veloce, con l'utilizzo della pasta brisée (o della sfoglia) pronta. Lo so che la pasta  home-made è tutta un'altra cosa, che in quella confezionata chissà quali ingredienti ci siano.. concordo al 100% con le vostre remore, ma (perché c'è sempre un ma) ponete di ritrovarvi con tante mele e niente burro (ma una brisée nel congelatore), pensate di dover preparare un dolce veloce per degli ospiti più o meno improvvisi, o mettete semplicemente che vi colga un'irresistibile voglia di Tarte Tatin o di un pomeriggio dall'inequivocabile sapore parigino… ecco, in questi casi non desistete… home-made is better, ma qualche volta l'home made può essere sacrificato (almeno secondo me).

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  4. Home-made is better: la cugnà

    novembre 13, 2011 by Giulietta

    Cugnà

    Con questa ricetta apro ufficialmente (anche se dovrei forse includere qualche ricetta passata) assai volentieri una nuova “rubrica” dal titolo Home-made is better, cioè una rubrica dedicata a tutte quelle prelibatezze che forse potreste trovare in negozi che vendono prodotti di qualità, ma che fatte in casa raggiungono un nuovo livello di bontà, direi quasi oltre il Nirvana del gusto, ecco.

    Inoltre, questa rubrica mi servirà anche per lanciare qualche idea per l’ormai prossimo (argh!) Santo Natale, idee che possono senza ombra di dubbio essere utilizzate anche per altre occasioni (compleanni, lauree, cresime, battesimi, bar mitzvah, matrimoni -regali o bomboniere- e chi più ne ha più ne metta).. insomma, fatene un po’ quel che volete.

    Per aprire al meglio questa rubrica, punto su un prodotto regionale, che forse alcuni di voi conoscono, ma che molti credo non avranno mai sentito nominare.. la Cugnà. La cugnà (o cognà), una parola di cui ignoro il significato (e non ho trovato nessuna indicazione in merito), ma che si materializza in una densa meraviglia da conservare in vasetto. Non la definisco, perchè c’è una diatriba sulla sua essenza ontologica: è mostarda? Non propriamente, ma ci somiglia. È confettura? No, ma può essere usata come tale, e come tale veniva utilizzata nelle merende di qualche decennio fa. Insomma, forse è meglio non definirla, ma lasciarsene incantare.

    Di certo c’è che è una pietanza antica, che deriva dalla volontà di riutilizzare gli scarti della vendemmia (il suo ingrediente principale è infatti il mosto d’uva) e l’eccesso della produzione autunnale di frutta. Il tutto viene arricchito da frutta secca (inutile dire che la protagonista è soprattutto la nocciola tonda gentile del Piemonte) e lievemente speziato. Una volta non si conservava nemmeno in vasetto, ma semplicemente in un contenitore di coccio (la tupina. Piccola annotazione piemontese: ancora oggi tupin è la parola piemontese, utilizzata più che quotidianamente, che indica un contenitore generico, dal vasetto al contenitore ermetico. Quindi, se un piemontese vi dice “mettilo in un tupin“, non immaginate di dover farcire un roditore) coperto da un piatto.

    Vi chiederete come si utilizza questa prelibatezza… nella tradizione, poiché nato come piatto povero, la cugnà veniva mangiata insieme alla polenta (un utilizzo che non ho mai provato), mentre i più ricchi la utilizzavano per accompagnare gran bolliti misti (che qui in Piemonte si sprecano) e formaggi; si usava anche, però, come già detto, come una normale marmellata, quindi spalmata sul pane. A voi la scelta!

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  5. Quadrotti di mele di conforto

    novembre 5, 2011 by Giulietta

    Quadrotti di mela

    Oggi piove, ma forse dire che piove è riduttivo… sta diluviando, da un giorno ormai, ininterrottamente. Al momento siamo alla massima allerta su Torino e l’intero Piemonte, perché il Po potrebbe esondare, o potrebbe farlo uno degli altri numerosi fiumi della regione (e qualcuno, nella zona di Alessandria, lo ha già fatto). Siamo qui a sperare che non sia un altro 1994 o un altro 2000, che l’acqua risparmi quei territori già tanto colpiti.

    Ma il pensiero va, inevitabilmente, ai vicini liguri, che prima alle Cinque Terre e poi a Genova hanno vissuto un’alluvione (purtroppo non ancora finita) uguale o peggiore (ma cercare il peggio nel peggio è un esercizio davvero malato) di quella che qui abbiamo già visto.. si vorrebbe che non accadessero più fatti del genere, nel 2011, nel mondo “civilizzato“, in città storiche sopravvissute finora ed improvvisamente a rischio, tutto per un’incuria che porta a disastri che diventano sempre imprevedibili sulla bocca dei politici (e mi domando chi ci creda ancora).

    Insomma, oggi chi è nel Nord Ovest d’Italia, ma non solo qui, farà bene a stare chiuso in casa, ad evitare di mettersi in strada se non strettamente necessario, per evitare rischi inutili. Anche se è sabato, e vorremmo uscire, distrarci da una settimana di lavoro, resa più intensa per aver visto o vissuto tragedie troppo vicine al portone di casa, facciamo lo sforzo di stare a casa, guardiamo un film, leggiamo un libro, seguiamo con apprensione le notizie climatiche e domandiamoci, una volta davvero, se possiamo fare qualcosa per aiutare il nostro vicino in difficoltà. L’unica concessione ammessa è un the caldo e un quadrotto di mela, per confortarci.

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