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Posts Tagged ‘nocciole’

  1. Trionfo di burro e nocciole – La torta Langarola

    novembre 10, 2012 by Giulietta

    Torta langarola fetta blog

    Se la gestazione della prima ricetta inviata per il Contest delle Fattorie Fiandino  è stata lunga e dolorosa, sulla seconda ricetta (ne potrei inviare ad libitum, ma ho optato per due ricette, una salata ed una dolce) non ho avuto dubbi fin dal primo momento in cui l’ho vista, realizzata ed assaggiata durante il corso di pasticceria professionale che sto frequentando.

    Ta dà! Surprise! Non ve l’avevo ancora detto, ma sto frequentando un corso di pasticceria professionale presso l’Associazione Cuochi Torino, e sto finalmente imparando le basi della pasticceria, cosa che mi premeva imparare da molto, molto tempo, e a cui mi sto finalmente dedicando.

    Durante la lezione sulla pasta frolla per crostate e tartellette abbiamo realizzato un grande classico piemontese, la torta langarola, un trionfo di burro e nocciole, una torta deliziosa in cui una sorta di crema frangipane (a base di nocciole, però) è racchiusa in un guscio di pasta frolla, una vera bomba di gusto (e di calorie, ma io questo non l’ho detto). Una torta perfetta per un’occasione speciale, rustica al punto giusto e allo stesso tempo elegante e ricercata.
    Sarà il DNA piemontese, ma io la amo… e voi?

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  2. Non di solo burro, pt. 2 – Bacini, bacetti, bacioni di dama

    aprile 16, 2012 by Giulietta

    Baci di dama blog

     

    Eccoci alla ricetta burrosa della tradizione. Non parlo di una tradizione famigliare, ma di una tradizione regionale che, come da copione made in Piemonte, non può che prevedere le nocciole tonde gentili (so che esiste anche la versione, anch’essa piemontese e sempre tradizionalissima, alle mandorle, ma io sono del partito della nocciola, non me ne vogliate).

    E, in linea con lo spirito del contest sul Burro Occelli e in linea con lo spirito piemontese, la ricetta tradizionale dolciaria che ho scelto di realizzare è assai burrosa (siamo pur sempre una regione del nord).

    Naturalmente sto parlando, ma lo avrete già capito benissimo dalla foto, dei baci di dama, una ricetta tradizionale e molto molto semplice, dal momento che gli ingredienti sono tutti in proporzione 1:1 e che l’impasto si realizza in modo veloce con un normale robot da cucina.

    La parte più difficile è quella di resistere a questi biscottini ripieni, in cui l’aroma del burro si sposa alla perfezione con il tostato della nocciola e l’amaro del cioccolato.

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  3. Vai, primavera!

    marzo 10, 2012 by Giulietta

    Assemblaggio torta

    Foto di Eleonora

    Oggi splende un bel sole su Torino, e dovrebbe reggere per l’intero week-end, molto opportunamente, visto che me ne andrò un po’ in girula, come si dice dalle mie parti. Voglio proprio godermi questi primi cieli azzurri, questo primo tiepido sole, percorrere in macchina strade di campagna e fermarmi quando mi va, in cerca di niente, magari solo di qualche suggestione fotografica… non ve l’ho detto che sto frequentando un corso di fotografia, vero?! Beh, lo sto facendo, così magari imparerò a sfruttare un po’ meglio i potenti mezzi tecnologico-fotografici di cui sono da poco fornita. Ne approfitto per salutare i miei compagni di tribù (la tribù di Reflextribe) e i miei docenti (quanto sono professionale), che forse bazzicheranno da queste parti… vi piacerebbe trovare questa torta alla lezione di martedì, eh?!

    Ma (e l’avete ormai imparato, che c’è sempre un ma), per evitare che il tempo mi giochi qualche brutto scherzetto, vorrei fare una sorta di sacrificio ai numi del meteo, cioè proporre quella che spero sarà l’ultima vera ricetta invernale di questa stagione di blog … e se la prossima volta troverete la ricetta dello yak peperonato, date la colpa al clima, non alle mie intenzioni. Non sono riuscita a pensare a nulla che presentasse più suggestioni invernali rispetto ad una bella torta di frutta secca accompagnata da uno zabaione, per me aromatizzato al passito di Pantelleria (il mio tallone d’Achille)… dite che è abbastanza invernale?

    Mi auguro che questo dolce possa essere considerato un sacrificio sufficiente, e che il sole ci accompagni sempre più, d’ora in poi, o almeno per questo fine settimana (mi accontento di poco, tutto sommato).

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  4. Come riciclare il Natale (prima che arrivi): semifreddo al torrone

    dicembre 14, 2011 by Giulietta

    Semifreddo al torrone

    È ormai metà dicembre… i più preparati di voi avranno già finito i regali di Natale e si beeranno di questa soddisfazione, altri saranno ancora là con le strenne da ideare, comprare ed impacchettare (che poi, come mai mancano sempre i regali fondamentali, quando si arriva in fondo alla lista?!) e poi alcuni si ridurranno alla Vigilia a comprare la prima cosa che capiti sotto mano per l’ansia di non farcela.

    Ecco, io di solito rientro nella prima categoria, quella di persone che iniziano a pensare ai regali di Natale quando ancora si usano le infradito, e che spesso riescono a terminare tutto con un inquietante anticipo.. ma quest’anno sarà un Natale un po’ particolare per me, che comprenderà tanti regali home-made e un po’ più di calma.. che si trasformerà in panico quando mi accorgerò di aver dimenticato il regalo per la nonna a 10 minuti dal pranzo di Natale.

    Ma, almeno in parte, non posso rinunciare al mio proverbiale tempismo e, anche se so che il Natale deve ancora arrivare, sono talmente avanti che oggi non vi propongo qualche regalino home-made e last-minute, bensì una ricetta per disfarvi degli avanzi natalizi di torrone. Insomma, oggi faccio un po’ la parte del Grinch che scaccia il pensiero del Natale, quasi come fosse già passato!

    In realtà, non so a voi, ma a me il torrone proprio non piace granché… se è duro è troppo duro, se è molle si attacca ai denti (e gradirei non sentire un “That’s what she said” di mia conoscenza), e poi è troppo dolce. Insomma, non rientra certo fra i miei dolci preferiti, ma alla fine delle Feste qualche confezione di torrone superstite rimane sempre in casa…

    E così, sia che il torrone non vi piaccia in modo particolare e che magari preferiate rifilarlo a qualche ospite, che vogliate preparare un dolce natalizio per le prossime feste (non mi sono dimenticata che il Natale in realtà deve ancora arrivare… e cosa fa più “Natale” del torrone.. forse solo il Panettone) o che vogliate conservare lo spirito del Natale nel freezer ancora per un po’, ecco una ricetta semplice, ma di sicuro effetto, che saprà accontentare tutte queste esigenze, e forse anche qualcuna in più.

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  5. Home-made is better: la cugnà

    novembre 13, 2011 by Giulietta

    Cugnà

    Con questa ricetta apro ufficialmente (anche se dovrei forse includere qualche ricetta passata) assai volentieri una nuova “rubrica” dal titolo Home-made is better, cioè una rubrica dedicata a tutte quelle prelibatezze che forse potreste trovare in negozi che vendono prodotti di qualità, ma che fatte in casa raggiungono un nuovo livello di bontà, direi quasi oltre il Nirvana del gusto, ecco.

    Inoltre, questa rubrica mi servirà anche per lanciare qualche idea per l’ormai prossimo (argh!) Santo Natale, idee che possono senza ombra di dubbio essere utilizzate anche per altre occasioni (compleanni, lauree, cresime, battesimi, bar mitzvah, matrimoni -regali o bomboniere- e chi più ne ha più ne metta).. insomma, fatene un po’ quel che volete.

    Per aprire al meglio questa rubrica, punto su un prodotto regionale, che forse alcuni di voi conoscono, ma che molti credo non avranno mai sentito nominare.. la Cugnà. La cugnà (o cognà), una parola di cui ignoro il significato (e non ho trovato nessuna indicazione in merito), ma che si materializza in una densa meraviglia da conservare in vasetto. Non la definisco, perchè c’è una diatriba sulla sua essenza ontologica: è mostarda? Non propriamente, ma ci somiglia. È confettura? No, ma può essere usata come tale, e come tale veniva utilizzata nelle merende di qualche decennio fa. Insomma, forse è meglio non definirla, ma lasciarsene incantare.

    Di certo c’è che è una pietanza antica, che deriva dalla volontà di riutilizzare gli scarti della vendemmia (il suo ingrediente principale è infatti il mosto d’uva) e l’eccesso della produzione autunnale di frutta. Il tutto viene arricchito da frutta secca (inutile dire che la protagonista è soprattutto la nocciola tonda gentile del Piemonte) e lievemente speziato. Una volta non si conservava nemmeno in vasetto, ma semplicemente in un contenitore di coccio (la tupina. Piccola annotazione piemontese: ancora oggi tupin è la parola piemontese, utilizzata più che quotidianamente, che indica un contenitore generico, dal vasetto al contenitore ermetico. Quindi, se un piemontese vi dice “mettilo in un tupin“, non immaginate di dover farcire un roditore) coperto da un piatto.

    Vi chiederete come si utilizza questa prelibatezza… nella tradizione, poiché nato come piatto povero, la cugnà veniva mangiata insieme alla polenta (un utilizzo che non ho mai provato), mentre i più ricchi la utilizzavano per accompagnare gran bolliti misti (che qui in Piemonte si sprecano) e formaggi; si usava anche, però, come già detto, come una normale marmellata, quindi spalmata sul pane. A voi la scelta!

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