Pane per hot-dog per prepararsi al week-end

A grandi balzi siamo già arrivati al fine settimana, il primo d’autunno.

E il fine settimana vuole, ma che dico, pretende, un po’ di relax e qualche concessione in più rispetto alle normali giornate di routine casa-lavoro-cane-cena-pc.

Quindi perché non concedersi, ad esempio, una bella serata cinema casalinga, in cui mangiare qualcosa di gudurioso rigorosamente con le mani e spaparanzati sul divano davanti ad un bel film (o alla vostra serie tv preferita)?

E allora benvenuti piadine, hamburger, pizza, hot dog e quant’altro si possa mangiare abolendo per una sera forchetta e coltello!

Chiaramente il tutto fatto in casa, altrimenti non starei mica qui a parlarne! E, se decidete per l’hot dog, non c’è nulla di meglio che preparare questi sofficissimi panini (la ricetta è di Trattoria da Martina), che trasformeranno uno dei più classici American junk food in una cena-divano di tutto rispetto. Se poi ci aggiungete un buon wurstel del macellaio (che è tutta un’altra cosa rispetto a quelli industriali), una senape di Digione, un po’ di salsa rubra, maionese o qualche altra aggiunta a piacere e accompagnate il tutto con patate appena fritte e una birretta fresca bevuta a canna, allora sì che il vostro week-end prenderà finalmente il volo!

Ora non vi resta che scegliere il film, e prendere un bavaglino per non macchiare di salse il divano!

Pane per hot dog finale

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Pane per hotdog collage

Pan e nus mangè da spus – Pane con le noci a lievitazione naturale (e di quando qualcosa va storto)

A volte le cose vanno storte.

Certo, non sempre.

Certo, non sempre in modo irreparabile, ma a volte succede.

Come quando hai studiato per benino la ricetta per la partecipazione ad un contest, perché volevi riproporre un pane che hai amato e che ami, e quindi fai tutto per benino: foto del procedimento, attenzione ai particolari, foto curate, con luce naturale, dei panini finiti. Una soddisfazione, quando tutto viene come vorresti.

E poi vanno perdute. Come non si sa, ma succede. Cancellate per sbaglio dalla macchina, dal pc, un momento di follia?! Non so, però c’è che quelle foto sono scomparse, e così ti ritrovi con quelle 4 foto in croce dei panini finiti, scattate alla sera, prima di mangiare, “giusto così“.

Meno male che c’erano quelle foto di riserva, per quanto pessime, però che rabbia.

Ma almeno ho il ricordo di questi paninetti con le noci, uno dei miei primi esperimenti con il li.co.li, una ricetta semplice e perfetta, “rubata” qui a Barbara di Pane & Companatico e solo arricchita da gherigli di noci, per seguire uno dei detti piemontesi più famosi, secondo cui Pan e nus mangè da spus (cioè “pane e noci, mangiare da sposi”. C’è poi una continuazione, “nus e pan mangè da can” cioè “noci e pane mangiare da cane” che mi è meno chiara, ma tant’é).

Il pane con le noci non è un pane, è un tallone d’Achille: è dura, infatti, non divorare questi paninetti uno dietro l’altro, come fossero ciliegie in stagione.

Io non ho resistito, e voi?

Pane e noci quadrata blog

Pane e noci finale blog

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra.

contestPaneFarinaAntiqua

Amore a prima vista – Panini laugenbrot

Alcune ricette mi ammaliano, come il canto delle sirene: la prima volta in cui le vedo dico “ma sì, poi”, e poi le vedo una seconda, e già tentenno “eh, però, sarebbero perfette per quella cena” (che naturalmente è imminente), cerco già una giustificazione, un pretesto.

Alla terza volta ho già agguantato gli ingredienti, e indietro non si torna.

Il mio amore per i brezel era già consolidato da tempo: mi sono piaciuti al primo assaggio, un souvenir dall’Alsazia in tempi non sospetti, poi li ho amati in un freddo febbraio a Monaco di Baviera, la mia abitudine nei tre giorni trascorsi lì, sbocconcellati nella Ubahn al mattino, tagliati a metà e spalmati di burro.

Così, inebriata da quel ricordo, li ho rifatti per un Oktoberfest fai-da-te e, dopo una lunga attesa, mi sono ricongiunta con loro a Berlino, dove per una settimana sono stati il mio appuntamento fisso quotidiano.

Ma i laugenbrot non li avevo mai assaggiati.. eppure al primo sguardo sapevo, ero certa che li avrei amati, soprattutto sapendoli fratelli minori dei brezel, con i quali condividono la crosticina scura e croccante; ma il cuore di questi paninetti è morbido morbido, ammiccano ai panini semi-dolci, e quindi perfetti per essere farciti e presentati ad un buffet, ma anche semplicemente preparati per la gioia di portare a tavola un pane nuovo, di cui ci si è innamorati a prima vista. Al cuor non si comanda, si sa.

Per la ricetta mi sono affidata ad una garanzia in fatto di lievitati, Paoletta di Anice & Cannella

Laugenbrot forno blog

Laugenbrot finale blog

 

Col forno si parte e col forno si torna: burger buns per una serata hamburger coi fiocchi

Rieccomi, tornata (sempre troppo presto) da queste brevi, ma intense, vacanze. La mia meta è stata la Croazia, soprattutto l’Istria, ma non solo. Dopo tre giorni di relax e mare cristallino a Pula (un ritorno alle origini, con anche una piccola tappa a Galižana, paese natale di mia nonna), mi sono goduta la possibilità rara di vedere questi luoghi meravigliosi da un punto di vista insolito, quello della barca a vela.

Il mare della Croazia è già di per sé una meraviglia, ma ancora meglio è poterlo godere appieno navigando e potendosi così fermare in luoghi non così facilmente accessibili (sono tutti accessibili, ma organizzando bene il proprio viaggio fra bus e traghetti): e così Umag, Veruda, Susak e Zapuntel sono state le nostre tappe, in un tripudio di mare aperto, di azzurri e di blu, di scogli, di tramonti mozzafiato e di stelle cadenti.

Croazia BLOG

Strano ma vero, è stato però più travagliato il viaggio di ritorno verso l’Italia, trasformato in una sorta di decathlon di mezzi: “taxi” da Zapuntel a Molat (a bordo di una Lada di età imprecisabile), traghetto fino a Zara in super-ritardo, bus perso e sostituito da … bus fino a Zagabria, bus fino ad un’ignota località montana croata, mini-bus fino alla ventosa Fiume (che almeno siamo riusciti a visitare), e finalmente bus fino a Trieste. Che poi siano stati necessari ancora un viaggio in treno, uno in taxi e 5 ore di auto per tornare finalmente a Torino (dopo “sole” 28 ore di viaggio) è un’altra storia..

E, dopo questo viaggio della speranza, di cosa avreste avuto voglia?! Di una doccia?! Di una bella notte di sonno?! Di un massaggio?! Di piangere, forse?!

A me è venuta una gran voglia di organizzare una bella serata hamburger home-made con gli amici, così il giorno dopo sveglia presto, spesa, e poi via di maionese e burger buns, due ingredienti fatti in casa che cambiano completamente il risultato di un hamburger. Aggiungete la compagnia, la carne giusta (perfetta ed ottima quella di razza chianina), del bacon abbrustolito in padella, della scamorza affumicata tagliata sottile, del lattughino e dei pomodori dall’orto di un’amica e qualche padellata di patate fresche tagliate a bastoncino e fritte a puntino.. ecco la ricetta per una serata hamburger memorabile.

Per la ricetta del pane home-made, come tutto ciò che è made in USA, ricorro sempre alla bravissima Laurel Evans, che è per me una garanzia.

Burger buns quadrata blog