Panna cotta al caffè.. e il dessert è servito!

Sarà che il Piemonte scorre prepotente in me (sebbene il mio sangue abbia tanto altro ben mescolato insieme), ma la panna cotta è una di quelle cose a cui non so mai dire di no.

È uno di quei dessert passepartout, che stanno sempre bene, e che sanno cambiare in base a ciò che li accompagna: dal più classico caramello (che me la fa collegare subito al suo parente barotto, il bonet), al coulis di fragole che dà un “twist” estivo e colorato, fino agli accompagnamenti salati (come una gelatina alla birra) che, insieme a qualche “aggiuntina” interna la trasformano in un originale antipasto da servire come finger food.

Infatti, ed è questo il suo bello, la panna cotta è in grado di cambiare anche in base a ciò che si mette al suo interno, come dello yogurt per alleggerirla e renderla ancora più fresca o del caffè, come in questo caso, per creare quello che per me è diventato il perfetto fine pasto.

Quando sono alla canna del gas, ho poco tempo per preparare un dessert o poca fantasia, mi voto alla Santa Panna Cotta al Caffè et voilà, in 15 minuti il dessert è pronto.
Basta solo muoversi con un po’ di anticipo per far rassodare il tutto e il gioco è fatto.

Non ci credete? Vi sfido!

Panna cotta al caffè

Ingredienti (per 6 monoporzioni o uno stampo da budino di medie dimensioni)

  • 600 ml di panna fresca
  • 100 g di zucchero a velo
  • 6 g di gelatina in fogli
  • 3 tazzine di caffè
  • riccioli di cacao e caffè in polvere per guarnire, opzionali

Procedimento

  1. Mettete a bagno la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
  2. Trascorsi 5 minuti, portate la panna quasi a bollore, quindi aggiungete il caffè e spegnete il fuoco.
  3. Strizzate bene la gelatina, aggiungetela alla panna e mescolate accuratamente.
  4. Allineate lo stampo singolo o gli stampi mono-porzione (io ne ho di alluminio con la forma che vedete in foto, ma andranno bene anche stampi usa e getta o cocottine di terracotta/bicchieri se non volete sformarli) e inumidite l’interno con un goccio d’acqua (aiuterà a staccare poi la panna cotta).
  5. Versate la panna negli stampi passando attraverso un colino a maglie strette, quindi lasciate intiepidire.
  6. Una volta tiepidi, coprite con pellicola o alluminio e mettete in frigorifero per almeno 3 ore (ma si può preparare tranquillamente il giorno precedente).
  7. Al momento si servire, sformate la panna cotta e guarnite con riccioli di cacao ed un pizzico di caffè in polvere.

“Dottore, ho una dipendenza da yogurt” – Panna cotta allo yogurt

In questo periodo vivrei di yogurt.

E non solo perché non non ha bisogno di cottura, è che mi piace proprio.. talmente tanto che l’ho messo pure nella pasta!

Ma diciamo che ultimamente, pasta a parte, spesso sostituisco il pasto della sera con una bella tazza di yogurt, muesli, frutta fresca, magari con un pezzetto di cioccolato fondente. È un pasto leggero e fresco, ed è tutto ciò di cui mi viene voglia a cena, ecco.

Poi, fatto non trascurabile, lo yogurt di cui parlo è fatto in casa con la fedelissima yogurtiera, quindi posso garantire.. è buonissimo!

Ma quando si hanno ospiti a cena pare brutto fare uno yogurt party, e così l’amatissimo yogurt è finito nel dessert. Ho provato per la prima volta a fare la panna cotta allo yogurt, dove cioè quest’ultimo sostituisce per metà la panna, e mi ha conquistata: la panna cotta rimane vellutata e cremosa, ma è più leggera e con un gusto appena appena acidulo, perfetto per essere accompagnato dal sapore dolce di una confettura o della frutta caramellata. O, perché no, anche entrambe (per non farsi mancare nulla).

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Panna cotta allo yogurt

Finger food al retrogusto di autunno – Panna cotta salata all’Ottavio Pichin con gelatina di birra su frolla al burro 1889 salato

Io sono fatta così, almeno per le cose blog-related (ma in realtà non solo per quelle): mi infiammo in un baleno, mi iscrivo ai contest di istinto, mossa da qualche non ben definito fuoco sacro e solitamente avendo già in testa 500 idee diverse. Passano 1 o 2 giorni e tutte le idee che avevo mi paiono inutili o stupide o non calzanti (o tutte e 3 le cose insieme), così inizia un periodo di riflessione, ponderamento, di “maturità”. Penso, cogito, soppeso e poi, all’improvviso, arriva L’IDEA, quella geniale (poi arriva anche la modestia, ma non subito), ed è allora che mi metto all’opera e agisco.

Il problema è che a volte, fra la riflessione e lo scaturire dell’idea che verrà attuata può trascorrere un tempo anche piuttosto lungo.. ecco perché mi sono iscritta mesi fa al contest delle Fattorie Fiandino e solo ora pubblico la mia prima ricetta. Però, a mia discolpa, è una ricetta che ho amato fin dal suo parto mentale e che ora adoro ancor di più, perché il suo gusto e la sua presenza scenica mi hanno del tutto conquistato.

Vi propongo quindi un finger-food dal retrogusto autunnale, perfetto per un aperitivo o come antipasto di una cena importante: delle piccole panne cotte salate all’Ottavio Pichin (formaggio alla birra scura artigianale) servite su mini biscottini al burro 1889 salato e coronate da una gelatina di birra scura (io ho scelto una stout).

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In bianco e in rosso: panna cotta con coulis di fragole

Non so a voi, ma a me l’abbinamento fra il bianco e il rosso ricorda immediatamente l’estate. In primis nell’abbigliamento, visto che in estate il bianco la fa da padrone e il suo accostamento con il rosso è semplicemente divino (io ho un amore sfrenato per le magliette da marinaretto bianche e rosse, ma forse è solo una mia turba mentale), ma anche nel cibo.

Se ci pensate un attimo vi accorgerete che non sto farneticando (non troppo, almeno): pensate alla caprese (il bianco e rosso estivo per eccellenza), alla pasta fredda bianchiccia che si sposa con i succosi pomodorini estivi (e con altro, naturalmente), a tutta la moltitudine di frutti rossi estivi… e, proprio per fare onore a quest’ultima categoria, non potevo esimermi dall’abbinare le fragole a qualcosa di bianco e succulento. Così, da buona piemontese (ebbene sì, l’invenzione è nostra, sappiatelo), ho subito pensato alla panna cotta. Devo commentare il risultato, o le foto (che potremmo catalogare sotto la dicitura in loving memory, visto che la panna cotta è ormai defunta) lo fanno al posto mio?

Di sicuro si tratta di un dolce fresco, estivo, che potrete abbinare a qualsiasi frutto desideriate, per alleggerirlo un po’ rispetto al canonico abbinamento panna cotta-caramello (o panna cotta-cioccolato): quindi, via di fragole, lamponi, albicocche, mirtilli, pesche…ciò che più vi piace, insomma, perché il risultato sarà comunque imbattibile.

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