La voglia matta – Rotolo di pasta biscuit farcito di confettura e panna

Ci sono le diete, ci sono i buoni propositi.. e poi ci sono i raptus.

Quelli che appena vedi una ricetta hai già la mano che si porta istintivamente al pezzo di carta, pronta a stilare la lista degli ingredienti… e poi via a far la spesa.

Tipo questo rotolo, ad esempio. Complice il tema del mese dell’Mtchallenge, dedicato ai dolci fatti di masse montate, mi sono innamorata del rotolo di pasta biscuit farcito con confettura di fragole e panna preparato da Eleonora secondo la ricetta di Martha Steward contenuta in Scuola di cucina. E così, nel giro di due giorni dalla pubblicazione il rotolo era già bello che fatto, raffreddato, gustato e digerito.

Sabato sera scorso, infatti, avevo in programma una cena con una coppia di amici, che nei piani originali avrebbero dovuto portare il dolce, e invece li ho chiamati il giorno prima dicendo di lasciar perdere, che ci avrei pensato io. E questo solo per provare il rotolo.

Sì, perché so che un certo qualcuno di cui non farò il nome ma che, per proteggere la sua privacy, chiameremo “il mio Colui“, va pazzo (P-A-Z-Z-O) per il rotolo farcito, e non glielo avevo mai preparato, così mi sono lanciata. E, per la serie “buttati che è morbido“, l’atterraggio è stato perfetto, grazie alla semplicità ed infallibilità delle ricette della Martha.

Nella mia ingenuità, però, pensavo che quel rotolo fosse troppo grande per quattro persone, che ne sarebbe avanzato, ma non avevo tenuto conto che qualche IGNOTO ladro avrebbe potuto prendere di mira il povero rotolo prima, durante e dopo la cena, lasciandomi quasi a bocca asciutta per la colazione del giorno dopo.

Altro che topi d’appartamento, la specie si è evoluta in topi da frigorifero, signori miei!

Rotolo

Download English recipe by clicking here

Rotolo con fetta

Di #FGD, magia, spezie e pumpkin pies

La settimana è arrivata.

Mancano quattro giorni quattro alla Foodie Geek Dinner, una cena in cui appassionati di cucina e di tecnologia (e, possibilmente, delle due cose insieme) legati spesso e volentieri in un rapporto virtuale quotidiano si trovano finalmente intorno ad un tavolo, le gambe sotto lo stesso, e lo smarthpone a portata di mano per fotografare/postare/hashtaggare, in una serata all’insegna dell’allegria, della convivialità e della magia.

Ebbene sì, non ho usato il termine a sproposito, perché il tema di questa cena è proprio quello della magia, perché Torino è da sempre “magica” e perché intorno al cibo avvengono tante piccole cose che spesso ci fanno pensare più ad una magia che al risultato un’azione umana.

Pensate ad una crema che fino ad un momento prima era liquida e il secondo dopo è densa proprio come la desideravate o, ancora, pensate ad un impasto che lievita, che raddoppia, che triplica, quasi come se dentro ci fossero forze invisibili a portarlo verso il cielo.

Ma soprattutto, per me, la magia più grande della cucina è quella di parlare senza le parole, quella di farci dire un “ti amo” con un pane appena sfornato, “scusa” con il piatto del core, “grazie” con una creme brulèe. Questa, per me, è la magia inaspettata, la più bella, quella di sostituirsi alle parole che, come diceva il buon Nanni Moretti, “sono importanti“, e il cibo pure.

La storia, però, in quanto al legame fra cibo e magia, ha sempre identificato come ingredienti magico/alchemici le spezie, quindi non posso che lasciarvi con una ricetta ricca di spezie e tipica, ma che più tipica non si può, della festa del Ringraziamento, per chi volesse cimentarsi con una cena a tema, o semplicemente per chi volesse provarla.

La ricetta è tratta dal libro Buon appetito, America! di Laurel Evans, consigliatissimo a chi sia in cerca di un libro sulla cucina made in US, compresa quella delle feste. Ho rielaborato le dosi della torta per adattarle alla mia tortiera apribile di diametro 20 cm.

.

Pumpkin pie blog

Pumpin pie fetta blog

Il Ba-bù-net e le leggi di Murphy – Babà al bonet

Avete presente la legge di Murphy che recita “Se qualcosa può andar male, lo farà“?

Ecco, i miei babà sono la prova di questa legge della sfiga natura.

Io non ho mai amato il babà (e dire che io con un babà ci ho inaugurato il mio blog). Premetto di non averlo mai assaggiato nella sua terra di origine, troppo intenta a dividermi fra una sfogliatella riccia (il mio grande amore) e una pizza, e qui a Torino non ne ho mai mangiati di davvero buoni: troppo inzuppati, troppo dolci, troppo qualcosa.

Così devo essere partita un po’ prevenuta, pur fidandomi al 100% della ricetta di Antonietta, che è a dir poco perfetta.

Quindi, seppur partita carichissima e con le migliori intenzioni, quelle di trasformare il babà napoletano in qualcosa di mio, inserendo gli ingredienti di uno dei dolci classici piemontesi, il bonet, che si sposa alla perfezione con la bagna al rhum più tipica del babà, non me n’è andata una giusta. Io dico che il babà deve aver captato la mia diffidenza e deve avermi fatto il malocchio, è l’unica spiegazione sensata (?!).

Espongo nell’ordine ciò che è accaduto ai miei babà, e poi sarete voi stessi a giudicare. L’impasto è una bomba (l’ho detto che la ricetta è perfetta), ma non sono a casa mia a cucinare, quindi niente stampi monoporzione, e mi accontento di quelli da budino, così gli ipotetici 11 babà si trasformano in quattro babà semi-giganti, di cui uno collassa in cottura (per il peso, suppongo). Poco male, ne ho ancora tre bellissimi, e quello non andrà di sicuro sprecato. Li lascio sul tavolo della cucina e comincio a bagnarli.. dopo qualche ora torno in cucina e, orrore, trovo il cane intento a mangiare di gusto il suo secondo babà (da allora chiamati babù, uno dei nomignoli della mia cagnetta, che alle volte ha un modo molto particolare di abbaiare, facendo esattamente questo verso).

Le concedo molto bonariamente di continuare a vivere e, passate le manie omicide e la seguente ridarola (è da sabato che mi chiedo se questa sua passione per i babà le derivi dal fatto che è nata a Paestum), mi dico “vabbè, ne ho ancora due“, uno dei quali è ovviamente quello orribile. Faccio allora la crema pasticcera, che mai prima mi ha dato problemi, ma non tengo in considerazione che il cacao aggiunto per rimanere fedele al bonet la renderà probabilmente più morbida. Presa da un non so quale furore divino, mi dimentico di fare il caramello per lucidare il babà (come da mio progetto, e sempre per ricordare il bonet).

Al momento di comporre il dolce, l’unico babà “buono” si apre troppo al taglio, la crema non è sufficientemente densa da fare da collante, così al volo la pasticcera si trasforma in chantilly. Nel frattempo è calata la sera, e anche la luce per le foto è andata a quel paese.

Io non so bene cosa pensare, ma di sicuro avrò bisogno di una pausa di riflessione, rima di rifare un babà; ed è un vero peccato, perché quell’insieme, seppur sfigato, era semplicemente divino.

Baba al bonet collage

BABÀ AL BONET -> DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE BY CLICKING HERE

Babà al bonet taglio

Con questa ricetta partecipo all’MTC di maggio

BANNER

Saint Honoré… prega per noi! La Saint Honorè ricetta originale

Mettiamo il caso che qualcuno di veramente importante per voi (mettiamo la persona amata, così, per dire) compia gli anni.

Mettiamo poi che il “qualcuno” in questione abbia un debole per i dolci, in particolare per la pasta sfoglia  e per la panna montata, e che da tempo abbia una sola richiesta da soddisfare in materia di dessert, e che quella richiesta porti il nome del santo protettore dei pasticceri francesi, il buon Saint Honoré (ovvero S. Onorato di Amiens).

Con queste premesse, ovviamente non potevo esimermi dall’accontentare il mio birthday boy preferito… ma

Già, c’è sempre un ma.. lavorando full-time non è così semplice (ma non impossibile, io ne sono la prova) riuscire a preparare una torta complessa (ancor più se, come me, decidete di volerla preparare da zero e completamente home-made) incastrando il tutto con la pausa pranzo e con un’oretta post-lavoro, inventando scuse poco credibili per far riuscire la sorpresa … non ve l’avevo detto che era una sorpresa, e che quindi ho anche trasferito la mia cucina -planetaria, teglie, sac-à-poche, bocchette, tarocchi ecc ecc- dai miei genitori (che, per inciso, erano in vacanza)?!

Ma, come ho detto, non è impossibile… basta organizzare ogni mossa con la precisione strategica di un colonnello asburgico, preparare tutto il possibile in anticipo e poi… SI PUO’ FARE! Certo, devo anche ringraziare un nutrito gruppo di amiche food-blogger che mi hanno aiutato a capire se la pasta choux potesse essere preparata in anticipo, conservata in frigorifero  e poi utilizzata il giorno successivo (la risposta, dopo un vero e proprio summit internazionale, mi è arrivata dall’Araba Felice: grazie a Stefania, ma grazie a tutte voi che mi avete aiutato, conoscendo o no la risposta… Simona, Silvia, Aria, Teresa, Sonia, Marina, Manuela, Patty, Manu, Juls, Alessia, Elisa e Serena.. lo avevo detto che è stato un summit)

Per prima cosa ho letto tutto il possibile sulla storia, la genesi e l’esecuzione di questo dolce, che spesso nella sua versione italiana è molto diversa dalla torta Saint Honoré ricetta originale: pan di Spagna come base invece della sfoglia, crema chantilly invece della chiboust, spesso e volentieri anche aromatizzata al cacao (in aggiunta alla classica al sapore di vaniglia). Basta fare una ricerca di immagini con la chiave “saint Honoré” per capire quale differenza di risultati ci sia.

Alla fine ho deciso di basarmi su una ricetta francese per quanto riguarda la composizione della torta, per le ricette base ho utilizzato quelle già in mio possesso e già comprovate (per la sfoglia, ad esempio, guardate qui), mentre per il resto mi sono basata sulla ricetta della Saint Honoré di Montersino (da cui ho preso la ricetta della pasta choux e della crema chiboust, su cui ho un’unica perplessità, legata alla quantità di colla di pesce utilizzata, ma leggete tutto nel corpo della ricetta), un’utilissima guida video per i procedimenti, da guardare comunque (che male non fa).

Tirando le somme: la torta è complessa, il tempo a mia disposizione era poco e quindi, lo ammetto, è stato un discreto impegno… ma, questo ve lo assicuro, la faccia stupita del festeggiato nel vedere la torta e, ancor più, la faccia goduta alla prova assaggio, hanno ripagato ogni singolo istante di lavoro.

E io la rifarei domani stesso… perché qualcuno certi gesti e certe bontà se li merita proprio tutti.

Saint Honoré quadrata

Saint Honoré verticale

La torta della festa – Millefoglie al pistacchio di Bronte

Ve l’avevo mai detto che ho una passione smodata per i pistacchi? No?! Beh, è ora che lo sappiate: sono una pistacchio-addicted! Di quelle che a due (due?! E chi ci crede?!) pistacchi salati non sa proprio dire di no, in qualsiasi momento e situazione, di quelle che “basta che ci sia il pistacchio perché un dolce sia buono” (ma mica solo un dolce… ché non si dica che sia razzista!), di quelle che “la Sicilia è la terra promessa”.

Così, quando questa estate mi sono trovata in Calabria, pur senza mettere piede nell’agognata terra promessa (sì, lo ammetto, in Sicilia non sono ancora stata, ahimè), ho trovato facile reperire della farina di pistacchi di Bronte. Potevo forse io tornare a mani vuote, messa davanti a questa larga presenza di oro verde? Non si poteva proprio, e così, mentre ancora una parte di quel tesoro giace tranquillo nella mia dispensa/armadio (sì, io tengo cibo e vestiti vicini vicini), una parte se n’è già andata, ma è stato per una buona, anzi, buonissima causa.

La nostra eroina si è infatti sacrificata in occasione del compleanno di due persone per me molto importanti e che, come me, amano i pistacchi. Ho scelto, quindi, come dolce torta per l’occasione una millefoglie composta da pasta sfoglia hand-made, crema pasticcera al pistacchio di Bronte e panna, in ultimo decorata con una spolverata di pistacchi e una scritta cioccolatosa (l’ho detto, i festeggiati erano due: non conosco nessuno che abbia già compiuto i 2728 anni).

Per accompagnare il dolce in questione avrei potuto scegliere di rimanere in Sicilia, con uno degli altri prodotti made in Trinacria che preferisco, il passito di Pantelleria (non vi ho mai parlato della mia passione per i vini passiti?! Mi sa che ho ancora molti segreti da svelarvi, allora), ma ho deciso infine di abbinarlo sì ad un vino passito, ma di origine piemontese, il Sulé Caluso Passito doc prodotto dall’azienda vitivinicola Orsolani. Questo vino, dolce e fruttato, sulla carta si sposerebbe forse ancor meglio con la pasticceria secca, ma trovo che il gusto deciso del pistacchio di Bronte abbia creato le giuste premesse per un matrimonio perfetto, nonostante si tratti di una torta fresca di crema e panna. E, sarà l’amore per l’ancora ignota terra siciliana, ma io sono sempre a favore di un matrimonio fra cibo di sicula reminiscenza e bottiglia piemontese, come ho già dimostrato in passato. D’altronde, quando c’è l’amore…

Continua a leggere La torta della festa – Millefoglie al pistacchio di Bronte

Happy birthday to me – Meringata in coppa (sort of)

Un post veloce veloce, con un intento chiaro chiaro: augurarmi BUON COMPLEANNO (meglio farsi gli auguri da sola, che non si sa mai)! Olé, cado anche io nel cliché del post di compleanno, ma non infierirò (verso me stessa, ovviamente) dichiarando la mia disperazione per l’età che avanza (argh, l’età avanza, però) o descrivendo tutto ciò che ho intenzione di preparare per i sontuosi festeggiamenti in onore del mio genetliaco. Anche perché non preparerò nulla, non ci sarà alcun festeggiamento particolare: mi rifiuto di cucinare, almeno il giorno del mio compleanno (e che diamine!!).

Ma, per il mio non-compleanno (cioè il compleanno festeggiato in anticipo), ho preparato questa sorta di meringata in coppa, che ha riscosso un certo successo.. perché poi per il mio non-compleanno io prepari la meringata, quando a me la meringa non fa impazzire, questo resterà un mistero da risolvere. Ma questa è un’altra storia, che credo abbia a che fare con le turbe mentali di cui vi parlavo nell’ultimo post… ma, guardiamo il lato positivo, almeno non ho acceso il forno!

Continua a leggere Happy birthday to me – Meringata in coppa (sort of)