Carpaccio di pesce spada in rosa

Nello scorso post vi parlavo di primavera, delle sensazioni che questa stagione ricca di vita mi trasmette e di voglie che mi fa scaturire in un baleno. Beh, la voglia di un viaggio on the road me la sono tolta, nel mentre.. 5 giorni meravigliosi per le strade della Provenza e della Camargue, tante tappe, tanti posti stupendi che ancora mi riempiono gli occhi, tanti colori e profumi, tanti passi fatti e tanti ancora da fare.

Dopo tutto ciò, lo ammetto, il ritorno alla realtà è stato particolarmente duro, e il desiderio di cucinare è andato a farsi un giretto pure lui. Ma avevo assolutamente voglia di qualcosa di fresco e profumato, che accompagnasse la stagione appena iniziata e desse possibilmente una spinta all’estate, che così arriverà in un battibaleno (facendoci poi immancabilmente provare nostalgia per l’autunno è l’inverno.. che volete farci, è una ruota che gira). Così, ecco l’idea di un carpaccio di pesce spada con condimento “in rosa“, un omaggio alla stupenda “La vie en rose” di Edith Piaf, una canzone che ha accompagnato (insieme a mille altre) questo mio viaggio. E, il risultato, una ricetta-non ricetta dai profumi freschi, intensi e agrumati.

Ma prima di lasciarvi alla ricetta (se si può chiamare così, data la sua banalità), voglio farvi capire il tremendo effetto da ritorno post-vacanza attraverso un’immagine, un insieme di foto che racchiudono alcune delle suggestioni di quei giorni fantastici in terra francese.

Ditemi voi come non provare nostalgia… e dire che sono già pronta a ripartire, la prossima settimana, destinazione Bruxelles (quindi se avete consigli/suggerimenti/idee, non siate timidi, che le mie orecchie sono sempre bene aperte). Non c’è niente da fare, il mio gene vagabondo inizia a farsi vivo ogni giorno di più.

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Ho scoperto l’acqua calda (ovvero “l’idea stupida del martedì”): crostini rustici con battuto di lardo al pepe nero

Il week-end da poco passato potrebbe essere senza dubbio rinominato “paura e delirio in cucina“… un sabato intero (e per intero intendo intero) trascorso fra le quattro mura della cucina alle prese con cinque preparazioni natalizie diverse, con un multi-tasking esagerato e, ovviamente, con gli inevitabili sbagli da ansia da prestazione (non posso ancora rivelare il mio errore, ma sappiate che comprende della carta stagnola ed una lunghissima serie di improperi). Ma, quando si condivide tutto ciò con una buona amica, e lo si condisce con una gran dose di ironia (e vi assicuro che è stata assolutamente necessaria), anche le cavolate si trasformano in una risata e tutto passa, anche la stanchezza per una 12 ore di delirio culinario.

E poi, la domenica, un’epica polentata in montagna, con tanto di turni per girare la polenta sulla stufa, uno spezzatino come Dio comanda, funghi, formaggi e un buon vino rosso.

Ed è così che, in una cucina o intorno ad una tavola, con amici vecchi e nuovi, credo che tutto trovi il proprio equilibrio, che tutto torni al giusto posto.

Il prossimo week-end sarà Natale, molti di noi passeranno questa settimana a cucinare piatti elaborati, lunghi, corposi, e a digiunare (tranne che nelle immancabili cene/merende/dopo-cene per scambiarsi auguri e regali.. ok, quindi in fondo non si digiunerà mai) per prepararsi agli imminenti bagordi. Oggi non vi propongo una ricetta della tradizione (anche se in realtà in alcuni luoghi dell’astigiano si annovera tra gli antipasti più o meno tipici) nè una ricetta elaborata ma, appunto, una ricetta tanto stupida quanto efficace, velocissima e di sicuro impatto.

Come rivoluzionare la tradizione romanesca: muffins cacio e pepe

Della tradizione romanesca questo è l’abbinamento che amo in assoluto di più… già il Pecorino, così, in purezza, è una mia debolezza (più in generale ho un debole per i formaggi, e per me vige la regola del “più puzzano e più son buoni“.. non so se abbia già un inventore, altrimenti potremmo tranquillamente chiamarlo “teorema di Robert“… no, non ho cambiato sesso, è “solo” il mio pesante cognome), nel senso che nessuno dovrà mai, mai e poi mai lasciarmi da sola con una forma di formaggio, poiché non risponderei delle mie azioni!

E fino a qui abbiamo parlato dei formaggi in generale… ma quelli di pecora e di capra, direte voi?! Venghino a me anche loro, che qui troveranno sempre una porta aperta! Adoro questi formaggi, che siano freschi o stagionati, per la loro intensità di gusto, e sono anche migliori per chi avesse problemi di colesterolo, ovviamente sempre senza esagerare… e qui casca l’asino! Come si fa abbandonare a sè stesso un povero formaggio?! È crudeltà!

E tra tutti i formaggi di pecora e capra, come non amare in modo particolare il Pecorino, un vanto italiano, che accomuna, nelle loro diversità, almeno Lazio, Basilicata, Toscana, Sardegna, Sicilia, Campania, Abruzzo, Umbria (che ricordi del pecorino umbro… ah, che ricordi!) e Marche?! Il Pecorino, che io preferisco ben stagionato, è in assoluto uno dei formaggi che prediligo, per il suo gusto forte, la sua innata freschezza, il suo giusto apporto di sale, la sua consistenza, la sua fragranza…

Pecorino mio, ti amo, c’è poco da fare!

Quindi, per dimostrare al Pecorino tutto il mio amore e il profondo rispetto che nutro per il suo matrimonio con il pepe (due begli spaghetti cacio e pepe, ve li siete mai gustati?! Che bontà!), ho deciso di fare una pazzia, cambiare le carte in tavola e giocare con questo abbinamento in una preparazione che di italiano ha poco o nulla, quella dei muffins!

E il risultato è un morbido e profumatissimo spuntino o, per i più golosi, un “panino” da guarnire, adattisimo per aperitivi o antipasti sfiziosi, che racchiude in sè la tradizione romanesca (omaggiata dall’utilizzo del Pecorino Romano e dall’abbinamento con il pepe) e un tocco di innovazione.. questo piccolo concentrato di sapori vi conquisterà?

Pecorino mio, io ti amo anche così… e voi?!