Quel che resta del pollo – Pollo fritto al Negroni per l’MTC

Lo so, questa immagine di copertina farà storcere il naso a tanti. Un vero casino, per usare un francesismo: tovagliette di carta paglia, tovaglioli usati, bicchieri sporchi, bottiglie di birra vuote, tappi, ciotole svuotate dalle loro salse, un cetriolino che soffre di solitudine, cataste di ossa di pollo e unto, tanto unto. Robe che nemmeno nei peggiori bar di Caracas o, visto l’argomento, nemmeno nei peggiori bar dell’Illinois.

Però è così che ho vissuto questa sfida n. 63 dell’MTChallenge lanciata da Silvia, ex “anche no” appena approdata al mondo dei blog di cucina con il suo Officina Golosa. Il pollo fritto è un piatto porcoso, di quelli da mangiare rigorosamente con le mani, sporcandosi fino ai gomiti e poi leccandosi pure le dita (altrimenti si gode solo a metà, è cosa nota). Il contorno non può certo essere un’insalatina, ma un bel quintale di patate fritte sul momento (nella foto se ne vedono giusto due pezzi spatasciati sulla tovaglietta, ma sappiate che erano messe sullo stuzzicadente, tagliate a spirale e poi fritte) e, per sgrassare, due bei gurken (i cetriolini sottaceto preparati alla tedesca, belli speziati e con i semi di senape, come piacciono a me).

Birra a fiumi e chi si è visto si è visto.

Insomma, una roba da belli e dannati, da eroi maledetti e scapestrati, di quelli che non vanno certo per il sottile, quando si tratta di fritto.. loro rispondono! Non so, quella foto (scattata col cellulare, che mica si perde tempo con la reflex, quando c’è il fritto che attende) mi sa di un letto disfatto dopo una notte di passione, della quiete dopo la tempesta.

E poi, nel mio immaginario questo è quel che resta del pollo (fritto).. niente, solo le ossa!

La sfida dell’MTC era concentrata sulla marinatura (nella ricetta originale fatta nel latticello) e su due tipi di panatura, una con sola farina e l’altra con uovo e derivati del pane. Ero partita dall’idea di un pulaster, un pollo fritto alla piemontese, marinato nel vermouth (mio grande amore), impanato con i grissini e servito con una salsa alle nocciole, ma c’era qualcosa che non mi tornava, in quel vermouth lasciato un po’ a sé. Così mi sono rivolta alla consulente più esperta che conosca in fatto di alcolici, Greta, e abbiamo iniziato a disquisire su un sapore e su un altro, finchè… finché non ho cambiato radicalmente la mia idea iniziale, virando su un pollo fritto al Negroni.

Voi dovete sapere (per chi ancora non lo sapesse) che io e il Negroni abbiamo un rapporto speciale. Non ne avevo mai bevuto uno fino a 5 anni fa, poi ho conosciuto il Pittore e con lui il Negroni, che ho scoperto subito essere IL cocktail per me.

Vermouth rosso, gin e bitter, la concessione massima per ingentilirlo è una fetta di arancia: è un cocktail forte, deciso, intenso, che ti dà una certa steccata se non ti contieni nel berlo, ma questa è un’altra storia. Da 5 anni, non c’è occasione da festeggiare che non venga festeggiata a Negroni, non c’è aperitivo senza di Lui, e in casa mia ci sono sempre gli ingredienti per un buon Negroni, e ghiaccio pronto nel freezer, just in case.

Così, ho deciso che il mio pollo fritto creativo sarebbe stato un’ode al Negroni, seppur reinterpretato, perché di annegare un pollo nel mio cocktail del cuore non se ne parlava proprio. Quindi, ho prima marinato il pollo (cosce ed ali) in un mix 2:1 di Vermouth e infuso di bacche di ginepro, che rimanda al gin.

Poi ho affumicato lo stesso pollo con un mix di spezie bitter (che ricordano quindi il terzo ingrediente del Negroni) che mi ha fatto scoprire la Greta da Tiger (benedetto lui e soprattutto la Greta, santa subito) con questo metodo fighissimo scoperto proprio sulle pagine dell’MTC in una ricetta, toh, di Greta. E, già che c’ero, ho affumicato anche i bicchieri con le stesse spezie (come in questo video che mi ha passato sempre la Greta, che ormai è ben oltre l’odore di santità) e mi ci sono fatta un Negroni da bere per ingannare l’attesa.. una figata!

L’altro pollo invece se ne è  stato a bagno nel latticello, fedele alla sfida.

Poi ho infarinato il pollo al Negroni con semola rimacinata di grano duro, per conferirgli un po’ più di croccantezza (ho evitato la panatura con uovo e derivati del pane per non rischiare di coprire il gusto della marinata e dell’affumicatura) e ho invece impanato con uovo e pangrattato quello marinato al latticello.

Poi ho fritto, signori miei, e di brutto pure. Con una friggitrice che credo sia stata acquistata da mia nonna negli anni ’90 e utilizzata per la prima volta da me con questo pollo. E non te lo vuoi fare un goccino in memoria della nonna? Non vorrei mai scontentare il suo spirito (che, così ho deciso, vive nella friggitrice).

E poi, per finire il tutto, ho preparato una semplice maionese all’arancia, per ricordare quella fetta di arancia che nel Negroni è come la ciliegina su una bella torta.

[tutte le volte che trovo l’arancia nel Negroni, una volta finito di bere mangio pure la polpa dell’arancia, per non sprecare nulla]

Ma ora bando alle ciance, e via alla ricetta.

Pollo fritto per l’MTChallenge

Per prima cosa, per non dimenticarvi, preparate la salsa

Per la maionese all’arancia

  • 1 uovo intero
  • sale
  • circa 200 ml di olio di semi di girasole
  • succo di mezza arancia
  • scorza di arancia grattugiata

Preparate una normale maionese (io uso indifferentemente questo metodo o quello più classico di montare via via l’uovo con l’olio a filo), aromatizzandola con succo di arancia e scorza di arancia grattugiata. Coprite e mettete in frigorifero.

Tenete a disposizione per la serata anche altre salse (per me ketchup, salsa barbeque, senape in grani, salsa tartara.. così, per non esagerare)

Per il pollo fritto al latticello

  • 2 cosce di pollo di medie dimensioni
  • 3 ali di pollo
  • 250 g di yogurt magro
  • 250 ml di latte parzialmente scremato
  • 10 ml di succo di limone, filtrato

In una terrina, mescolate yogurt, latte e succo di limone e lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti. Mettete i pezzi di pollo a bagno nel latticello e rigirateli in modo che siano ben coperti. Coprite e mettete in frigorifero per circa 4 ore.

Trascorso questo tempo, tirate fuori i pezzi di pollo dalla marinatura e lasciateli sgocciolare per circa 30 minuti su una gratella.

Per il pollo fritto al Negroni

  • 2 cosce di pollo di medie dimensioni
  • 3 ali di pollo
  • 300 ml di Vermouth rosso
  • 150 ml di acqua
  • 1 cucchiaio di bacche di ginepro, leggermente pestate
  • circa 20 g di spezie bitter

Per prima cosa preparate l’infuso di bacche di ginepro: mettete le bacche in acqua fredda, portate a bollore e lasciate bollire per 5 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate per altri 5 minuti. Filtrate il liquido e lasciatelo intiepidire.

Preparate la marinata mescolando il vermouth con l’infuso di bacche di ginepro, quindi mettete il pollo a marinate, avendo cura che sia ben coperto dal liquido. Coprite e lasciate in frigorifero circa 4 ore.

Trascorso questo tempo, togliete dal frigo, togliete i pezzi di pollo dalla marinata e lasciateli sgocciolare su una gratella per circa 30 minuti.

Nel frattempo, coprite le spezie bitter di acqua calda e lasciatele in infusione per circa 20 minuti. Quindi scolatele e sistematele su due fogli sovrapposti di alluminio, che modellerete fino a creare una ciotola. Sistemate questo rudimentale contenitore in una pentola posta sul fuoco più piccolo, quindi sistemate sopra una griglia o una teglia forata, che coprirete con un coperchio spazioso o una ciotola rovesciata: bisognerà infatti che ci sia abbastanza spazio per sistemare successivamente i pezzi di pollo e quindi coprirli, perché avvenga l’affumicatura.

Accendete il fuoco al minimo e lasciatelo per circa 5 minuti (finché si comincerà a creare il fumo, insomma). A questo punto, VELOCEMENTE scoperchiate e altrettanto VELOCEMENTE sistemate i pezzi di pollo sulla griglia, coprite e lasciate affumicare, sempre con fuoco al minimo, per circa 10 minuti. Quindi spegnete il fuoco e lasciate ancora 10 minuti. Quindi, togliete pure i pezzi di pollo.

Procedete quindi con l’impanatura di entrambi i tipi di pollo.

Per il pollo fritto al latticello

  • 2 uova, leggermente sbattute
  • pangrattato

Passate i pezzi di pollo marinati nel latticello e ben scolati dalla marinatura prima nell’uovo e poi nel pangrattato. Sistemate tutto in un piatto.

Per il pollo fritto al Negroni

  • semola rimacinata di grano duro
  • sale
  • pepe nero macinato al momento

Passate i pezzi di pollo marinati nel “Negroni” e ben scolati dalla marinatura nella semola rimacinata di grano duro precedentemente salata e pepata.

E ora… friggete!!

  • 1,5 litri di olio di arachidi

Portate l’olio da frittura ad una temperatura compresa fra 160°C e 180°C (io ho usato la friggitrice, impostata sui 170°C) e friggete, tenendo sotto controllo la temperatura dell’olio e girando i pezzi frequentemente, in modo che colorino in modo equo. Io ho impiegato circa 7-8 minuti per le ali, e 15-17 per le cosce.

Una volta cotti, scolate il pollo dall’olio in eccesso usando della carta da cucina, della carta per fritti o della carta paglia. Salate e tuffatevici senza ritegno.

Nel frattempo friggete tante belle patate (a spicchi, a bastoncino, a chips, a spirali come ho fatto io), perché non c’è pollo senza patate fritte.

E poi, per sgrassare, vi consiglio di accompagnare dei pickles. Io ho scelto i gurken (che non ho avuto modo di preparare in casa), ma qui trovate una ricetta di pickles fatti in casa da urlo.

D’ordinanza sono litri e litri di birra fresca, nel mio caso ci ho aggiunto un bel Negroni.

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 63

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE

 

Stasera cucina lui – Il pollo alla mediterranea

Questa settimana nel Calendario del Cibo Italiano si festeggia il pomodoro, di cui è ambasciatrice Betulla.

Il pomodoro per me è il frutto per eccellenza dell’estate, una stagione che ancora si fa attendere, almeno qui al nord.

Niente di meglio, quindi, per propiziarne l’arrivo, di un bel Flash Mob dedicato proprio ai pomodori, anzi, a dei pomodori speciali, quelli di Pachino IGP. Non stupitevi, quindi, se oggi la rete sarà invasa di pomodori in ogni salsa (il gioco di parole qui era d’obbligo).

Io amo e adoro i pomodori e, ancor più, i pomodorini Pachino IGP, quelli a grappolo, per intenderci: non appena arriva la stagione giusta, infatti, comincio a mangiarne in quantità industriale, a pranzo, a cena, e pure come snack (io li mangio così, come fossero ciliegie). Anche perché, considerando che è un periodo “intenso” (per usare un eufemismo) e pure di dieta (per non farmi mancar nulla), i pomodorini sono anche comodi da portare in giro con me, il che non guasta mai!

In più, mi tocca ammettere che, al di fuori del week-end, raramente riesco a cucinare qualcosa di sensato.. così ho appaltato la cucina al Colui che, nelle poche volte in cui riesco a tornare a cena in settimana, cucina per tutti e due. E dalle sue sperimentazioni ai fornelli è nato questo ottimo pollo alla mediterranea, con tanti buoni pomodorini Pachino a grappolo, tante erbette fresche (del mio balcone), qualche cappero e nemmeno un filo d’olio (l’ho detto, sono a dieta). Tutto cuoce insieme in teglia (senza perderci molto tempo, per giunta) e si insaporisce grazie ai grassi del pollo, la cui pelle si caramella per benino, rimanendo croccante e colorata. Una goduria, e senza nemmeno i sensi di colpa.

Scusate, eh, ma se mi sono scelta il Colui, ci sarà un perché!!!

Pollo alla mediterranea

Pollo alla mediterranea finale

Con questa ricetta partecipo al primo flash mob “A tutto Pachino”, organizzato da AIFB in collaborazione con il Consorzio dei Pomodori Pachino

CONTEST A TUTTO PACHINO

Infilare il pollo nell’agenda, racconto di un dramma moderno – Pollo ripieno pancettato con gravy allo sciroppo d’acero per l’#MTC51

Quando è uscito il tema di questo MTChallenge, ho tremato. No, non perché Patty ci ha sfidato sul pollo ripieno, perché istintivamente mi sono chiesta: ma quando lo faccio? E quando me lo mangio, un pollo ripieno??

Allora, agenda alla mano, ho cercato di infilare il pollo da qualche parte.. sì, prima di infilare il ripieno nel pollo, dovevo infilare il pollo! Casca immediatamente l’occhio sul compleanno di mammà.
“Mamma, ma se vi invitassi a cena per il tuo compleanno? Cucino io”
Ma io volevo andare al ristorante a mangiar pesce
“Lascia stare, non stare a spendere soldi, cucino io, faccio il pollo ripieno”
… e il primo passo era fatto. Al 22 del mese, segno il pollo ripieno.

Ma il pollo (ché siamo all’MTC, mica ad un concorso per chi ha le sopracciglia a gabbiano più definite – per inciso, che orrore) va anche disossato. Beh, giusto, va prima comprato.

E allora al giovedì precedente ci metti la prenotazione del pollo, al sabato mattinala spesa e il disosso, poi si congela. Altre due date le abbiamo segnate, e si va di disosso. Oltre alla spiegazione che farò nella ricetta, e oltre alle mie (poche) foto, rimando all’esaustivo post della Patty e alla relativa infografica preparata da Dani Pensacuoca.

Pollo ripieno MTC

Al 20 segna di comprare quel che manca per il ripieno: le castagne le ho, il burro e lo sciroppo d’acero per ripassarle anche, ma devi andare dal tuo spacciatore di frutta secca per prugne, fichi e uvetta e dal macellaio per la salsiccia e la trita di manzo. Al 21 segnati di scongelare il pollo e di preparare il ripieno, che è meglio. Il giovedì è già segnato con un cerchio rosso e la scritta “pollo ripieno”, che quasi a guardar l’agenda mi scordo di fare gli auguri a mia madre, tanto che sono proiettata sul volatile.

E, quando arriva il giorno X, è tutto pronto: basta riempire (a posteriori posso anche dire che ho riempito un po’ troppo), cucire (malissimo, che io ci son negata), spalmare una bella cremina al burro, miele ed erbe e pancettare, legare.. e via fino a sera.

Pollo prima della cottura

Poi la cottura si fa da sé, il contorno di patate, patate dolci e zucca sabbiose (con Parmigiano e pangrattato) cuoce in contemporanea al pollo, e non resta che preparare il gravy allo sciroppo d’acero quando i commensali sono seduti a tavola a mangiare l’antipasto. Certo, se poi evitate di fare come me e rovesciare metà del gravy per terra grazie ad un pentolino in bilico, tanto meglio.. eviterete di dover pulire in fretta e furia prima che il cane ci si rotoli dentro dalla gioia.

Insomma, per tutti quelli che pensano che disossare un pollo e riempirlo, e cucirlo e cuocerlo non sia possibile, sappiate che si può, magari basta solo tenere l’agenda alla mano per incastrare tutto.

Ma quando vedrete questa meraviglia uscire dal forno, vorreste aver comprato invece di una Moleskine o di una QuoVadis l’Agenda Pollastro 2015, perché vorreste mangiarlo tutti i giorni.

Pollo ripieno dopo la cottura

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Pollo ripieno finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 51

MTC51

Voglia di Marocco – Tajine di pollo, olive e limoni in conserva

Da sempre il Marocco è un luogo che suscita in me un’attrazione unica.

Sarà che sono cresciuta sfogliando l’album di foto di un mitico viaggio in Marocco dei miei genitori e dei loro amici in Fiorino, immaginando grazie a quelle immagini le cene condivise con i beduini del deserto, la strada percorsa fra infinite dune di sabbia, i profumi dei suk e i colori usati per tingere tessuti e tappeti.

E quanto ho sognato di assaporare i loro piatti deliziosamente speziati e i loro dolci che colano miele.

Qualche anno fa ho avuto la fortuna di seguire un corso in 4 lezioni tenuto da uno chef di origine marocchina al Centro Culturale italo-arabo di Torino, il Dar al Hikma (letteralmente La casa della sapienza), e lì è stato amore non solo a prima vista, perché anche olfatto, gusto, tatto e persino udito sono stati altrettanto conquistati da falafel, hummus, zaaluk, harira e cous cous di ogni genere e forma. Ma il piatto che più mi colpì fu la tajine di carne (in quel caso bovina) alle prugne: la cottura lenta in questa particolarissima pentola dal coperchio ad imbuto non solo permetteva di ottenere carni tenere e gustose, ma la forma del coperchio aiutava ad “imprigionare” umori ed odori, e da quel giorno non ho potuto più scordare l’esplosione di profumi che avviene nel momento in cui una tajine che vi viene scoperchiata di fronte. Una cosa che non si può spiegare.

Ho continuato per anni a sognare ancora il Marocco grazie al blog di Eleonora, Burro e Miele, dal quale ho preso la ricetta di questa meravigliosa tajine di pollo con olive verdi e limoni in conserva (che io ho preparato qualche tempo fa seguendo la ricetta tratta dal mio amato Jerusalem di Yotam Ottolenghi) che ci ha stregati. Ormai la preparo quasi una volta alla settimana (accompagnata ora con il pane marocchino, come sarebbe opportuno, ma a volte con del cous cous) perché, pur essendo un piatto molto leggero (il condimento può essere ridotto al minimo, grazie alla cottura che preserva i liquidi) è un piatto estremamente gustoso.

Ora Eleonora ha cambiato angolo di mondo, così mi darà nuovi luoghi da sognare attraverso i suoi piatti e i suoi racconti, ma nel frattempo chiudo gli occhi e sogno ancora una volta Marrakesh.

Tajine pollo finale

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Tajine pollo

Io rinascerò pollo a primavera – Rollè di pollo e asparagina per il #GFFD

[Scusate la citazione del titolo.. una stupidata, ma mi piaceva troppo]

Dopo ben tre post dedicati al racconto di viaggi ed esperienze emozionanti, finalmente torno a cucinare, e ho deciso di farlo con qualcosa di leggero e adatto a questa primavera che, come diceva qualcuno, non bussa, lei entra sicura.

E con lei si affollano tutti quegli ortaggi verdi verdi che riempiono di gusto e di vigore i nostri piatti, anche quelli più leggeri, come questo rollè di pollo e asparagina, visto da Marina un annetto fa e da allora riproposto più volte sulla mia tavola, soprattutto in periodi di dieta o depurazione (come, che so, se nel giro degli ultimi 4 giorni aveste assaggiato più vini di quanti riusciate a ricordare).

Veloce da fare, gustosa eppure leggera, è una ricetta perfetta per questa primavera; io qui ve la propongo con un contorno semplicissimo di carote saltate in padella con uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino, ma andrà bene anche una fresca insalatina o qualsiasi contorno di vostro gusto.

Rollè di pollo finale blog

Rollè di pollo blog

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri) Day

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Facile e “leggero” – Pollo e peperoni al forno per il #GFFD

Oggi vi propongo un piatto che in casa mia va per la maggiore e fa contenti tutti, ma proprio tutti.

Sì, perché mentre noi ci pappiamo pollo e peperoni, dove il pollo rimane bello croccantino fuori ed umido e morbido dentro, Olivia (ve l’avevo detto che la mia compagna pelosa si chiama Olivia? Beh, ora l’ho fatto) si guadagna la carcassa bollita con qualche carotina e poi spolpata apposta per lei… e nini, lei adora il pollo e le carotine.

Questo piatto è anche leggero, poi.. certo, il leggero va tra virgolette, non per il contenuto calorico del piatto, veramente bassissimo, visto che utilizzo solo due cucchiai di olio extra-vergine, ma per i peperoni, che so benissimo non siano cosa da tutti. Io stessa ho ricominciato a mangiarli mica da tanto, uscendo così dal tunnel dell’indigeribilità.

Ma ora non mi ferma nessuno! E poi, lo sapevate che i peperoni (soprattutto  quelli gialli) contengono molta vitamina C e sono assai indicati per la salute di capelli e barba (e queste informazioni mica le studio io, ma il Colui, che è il maggiore esperto di cibi idonei per la cura della barba.. per la serie “Dio li fa e poi li accoppia”).

Per il resto, dieci minuti di preparazione.. e il lavoro duro lo fa il forno!

È pure naturalmente gluten free.. che volete di più? Una barba folta?!

Al massimo vi leccherete i baffi..

Pollo e peperoni blog

Pollo e peperoni piatto blog

Con questa ricetta partecipo al Gluten Free (fri)day

100GlutenFreeFriDay1