Profumi di fine estate – Timballo di verdure grigliate alla menta di Pancalieri per l’#Italianelpiatto

Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento con l’Italia nel piatto, e questa volta il fil rouge che legherà le nostre ricette sono le erbe aromatiche e i profumi di fine estate.

Quindi, pensando e ripensando, non sono riuscita a trovare nulla di più calzante rispetto a questo zuccotto di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri, che in un sol colpo ci permette di dire “arrivederci” (addio no, per carità) a tutte quelle meravigliose verdure che popolano l’estate, pomodori, zucchine, melanzane e peperoni, e allo stesso tempo ad una delle erbe aromatiche che più associano il loro profumo alla medesima stagione, la menta.

In questo caso ho scelto di usare una menta piemontese, e non solo perché siamo universalmente noti per il modo in cui in Piemonte si pronuncia menta (non avete mai sentito un piemontese pronunciare la parola menta – con quella bella e aperta?! Non sapete cosa vi siete persi!), ma anche perché la menta, soprattutto piperita, che si produce nel pancalierese (zona in cui si produce circa il 50% delle erbe officinali italiane) è un’erba aromatica davvero eccezionale, profumatissima ed intensa, che permette di ottenere un olio essenziale considerato il migliore al mondo per finezza del profumo e gradevolezza del gusto.

Ma dovreste solo sentire il profumo incredibile che sprigiona in questo piccolo timballo, per decidervi a cercare non dico la menta di Pancalieri, ma almeno il suo sciroppo per accaparrarvi ancora un po’ d’estate!

 Zuccotto

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Zuccotto finale

Piemonte - Italia nel piatto

Ed ecco i miei compagni dell’Italia nel piatto!

 

Zuccotto di verdure grigliate per i formaggi svizzeri

 

Oggi è uscita la nuova newsletter dei Formaggi Svizzeri, la cui protagonista (udite udite) sono io, con una ricetta creata appositamente per loro e gustata nell’occasione della cena in bianco (ve l’avevo detto che il resto del menù, oltre alla Caesar Salad, sarebbe arrivato, no?!).

La ricetta è molto semplice e molto estiva, e si sposa secondo me benissimo con l’idea di delicate food che i Formaggi Svizzeri vogliono promuovere.

Qui trovate una mia piccola intervista (così potete scoprire cosa è per me il delicate food), mentre qui trovate la ricetta dello zuccotto: facile da fare, con ingredienti semplici e iper-reperibili (e di stagione), e anche bello da vedere (secondo me, eh)… una ricetta che vale la pena di provare!

Zuccotto collage

 

Operazione pummarola

Oggi si parla di pummarola!

In queste settimane in giro per i blog di cucina e nel mondo reale (avrei potuto dire “fra la gggente della strada”, ma mi sarebbe parso troppo) ho sentito tanto parlare di pummarola e di conserve, di tradizioni familiari, di nonne che preparavano quintali di passata, di famiglie riunite intorno ad un pentolone (anche se calderone mi sembra un termine più appropriato) che sobbolliva per giorni e giorni.

Ecco, io non faccio parte di questa nutritissima schiera: non so se sia una questione di origini più o meno nordiche o se sia semplicemente per abitudine, ma a casa mia la tradizione della conserva è ignota. Intendiamoci, non è che manchi la tradizione delle conserve tout court, perché qui impazza la confettura (quando il pruno è nell’anno buono, gli si fatica a stare dietro, e anche il gelso non scherza) e, soprattutto, l’antipasto (ad agosto fra cipolline, carciofini, pomodori secchi, peperoncini ripieni, melanzane, zucchini e peperoni non c’è da scherzare) ma, complice il fatto che a casa mia il sugo di pomodoro è veramente una mosca bianca, di pummarola non se n’è mai sentito il bisogno.

Questo fino ad oggi, ovviamente. Perché quest’anno mi sono detta: è vero che qui il sugo di pomodoro è una rarità, ma volete mettere come verrebbero più buoni (assai, aggiungerei) anche quei pochi sughi o ragù (ma anche parmigiane di melanzane, o spezzatini o pizze)?!

E così ho iniziato con una ventina di chili… poi vedremo se saranno sufficienti o se dal prossimo anno avrò convinto la famiglia ad iniziare una nuova tradizione. Ai posteri l’ardua sentenza.

Intanto, eccovi le mie tre conserve di pomodoro.

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Un pigro martedì: il dado vegetale

Torno alla carica con i miei post pigri.. e questo è pigro alla seconda!

Perché pigro alla seconda? In primis perché si tratta di una preparazione veloce, dietro la quale non dovrete perdere molto tempo o attenzione. E, in secondo luogo, perché una volta ottenuto il vostro dado, potrete permettervi di essere pigri per quattro-cinque mesi (questa la sua durata), ed ottenere in un secondo un brodo vegetale (per il risotto, da aggiungere a preparazioni di carne, per una minestrina se non vi sentite bene) o avere a portata di mano un insaporitore fenomenale (io lo uso spessissimo al posto del sale) fatto con ingredienti genuini, freschi e sani (ok, sembra la pubblicità di un omogeneizzato).

Credetemi, se utilizzate i dadi già normalmente, questo vi farà cambiare idea su che cosa sia un dado. Se non li utilizzate, quando avrete questo, inizierete a farlo.

Io ho imparato questa ricetta al recente corso sulle carni, e non la lascio più!

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La caprese dei miei sogni

 

 

È estate (ancora per poco) e c'è voglia di semplicità, di ingredienti basilari e rigorosamente di qualità, di mangiare cose fresche, genuine e che non vadano cotte… "Te ne accorgi solo il 1° di settembre?" direte voi, e soprattutto dopo avervi ammorbato con sfogliatelle, peperoni ripieni e altre amenità?

Beh, sì, in effetti me ne sono accorta solo adesso… o meglio, questa consapevolezza era in nuce in me, ma aveva bisogno di essere rinfrescata dagli ingredienti giusti!
Così, quando mi sono trovata per le mani una bella confezione di bocconcini di mozzarella di bufala campana D.O.P giunta fresca fresca da Salerno (un souvenir post-vacanze graditissimo… altro che chincaglieria -alla quale comunque fatico a dire di no-: mozzarelle, signori miei, sono il regalo dell'estate!), pomodori maturati sulle piante nell'orticello casalingo (ce n'è voluta, eh, ma ce l'hanno fatta anche loro, finalmente), basilico del giardino e olio salentino, come potevo arrivare ad una conclusione diversa da una semplice e sempre ottima caprese?! Era impossibile giungere a diversa conclusione, mio caro Watson!

Questo perché, pur essendo la caprese una delle ricette più for dummies fra quelle for dummies, dal momento che potrebbe prepararla anche chi non fosse dotato di pollice opponibile (forse avrebbe qualche difficoltà in più a tagliare a fette gli ingredienti, ma alla fine ce la farebbe), la differenza in questa ricetta sta tutta nella qualità delle materie prime. Quindi, per gustarvi una vera e propria delizia, non risparmiate sugli ingredienti, e il palato vi ringrazierà.

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