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Posts Tagged ‘prezzemolo’

  1. Giornata mondiale dell’ossobuco alla milanese (the day after)

    gennaio 18, 2012 by Giulietta

    Ossobuco alla milanese

    Ieri, di ritorno a casa, tardi, inizio a pensare che dovrei andare a spulciare tutte le nuove ricette comparse sui miei blog preferiti, poi mi ritrovo a pensare che forse dovrei prima aggiornare il mio blog e poi pensare a quelli degli altri… ma,  guardando gli altrui blog (per la serie "pensare una cosa e farne l'esatto opposto"), scopro da Sigrid che il 17 dicembre si celebrava la giornata internazione dell'ossobuco alla milanese (non è che ogni anno si dedichi una giornata a questo piatto, ma ogni anno la GVCI dedica ad un piatto specifico la giornata mondiale delle Cucine Italiane, e quest'anno il piatto in questione era, appunto, l'ossobuco alla milanese).

    Certo, non sarà come dimenticare il compleanno di tuo padre, le chiavi della macchina nel quadro o di prendere i guanti per uscire quando fuori ci sono -6° C (cosa che comunque a me è capitata giusto ieri), però, dal momento che la mia ricetta dell'ossobuco alla milanese aspettava da un po' di essere pubblicata (giacché la ricetta in questione arriva da quel corso sui tagli e le cotture delle carni frequentato qualche mese fa, e di cui già vi avevo parlato qui) mi è sembrato uno scherzo del destino quello di perdere l'occasione d'oro per scrivere di questo fantastico comfort food invernale.

    E così, se mi perdonate il giorno di ritardo, festeggio anche io gli ossibuchi (e il "the day after" dona anche un connotato apocalittico che oggi mi piace assai).

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  2. La prova del nove: peperoni ripieni

    agosto 27, 2011 by Giulietta

    Peperoni ripieni

    Non temete, la prova del nove del titolo non ha a che fare con la difficoltà di questo piatto (che, anzi, è piuttosto semplice), ma è perché finalmente IO ho passato la suddetta prova con il mio stomaco. Infatti, dovete sapere che per anni non ho potuto mangiare peperoni (sofferenza, visto che li adoro), dal momento che il mio delicato stomachino (buuuuuu) aveva deciso che per lui erano troppo.

    Così, addio peperonate calde e fredde, addio peperoni grigliati, addio peperoni ripieni.

    Questo fino all'anno scorso quando, complice una vacanza in terra croata, ho ricominciato ad avvicinarmi a questo stupendo (anche esteticamente) ortaggio, dapprima sottoforma di Ajvar, passando poi alle paprike ripiene (una ricetta che prima o poi troverete su questi schermi.. mi va di riscoprire le mie radici croate in cucina).

    Da allora il percorso è stato in discesa… prima un peperone sottaceto nel timballo di baccalà, poi un peperone grigliato a pranzo, fino alla VERA prova del nove di cui sopra: tentare la sfida con il peperone ripieno a cena.

    Inutile a dirsi, ex nemico peperone, ma ho vinto io (si prega di mettere in sottofondo "The eye of the tiger" dei Survivor)!

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  3. Un piatto per l’estate: carpaccio di polpo

    giugno 10, 2011 by Giulietta

    Carpaccio di polpo

    A dispetto del termine carpaccio, questa non è una preparazione a crudo, come già molti di voi sapranno. Il piatto finale, però, è un piatto fresco, leggero, che potete condire come più vi aggrada, e che farà sicuramente un figurone sulla vostra tavola estiva.

    Infatti, oltre ad essere un piatto sano, leggero e, a mio avviso, buonissimo, si prepara praticamente da solo (a patto di avere 24 ore di tempo) ed è inoltre un piatto gradevole alla vista. Per tutte queste ragioni, quindi, un grande piatto.

    Prima di assaggiare, ormai qualche anno fa, il carpaccio di polpo, per me il polpo era sempre stato sinonimo di polpo e patate (cosa che non rinnego: lo adoro tuttora): poi però il carpaccio mi ha conquistata e, dopo averlo mangiato ed apprezzato in diverse occasioni, ho deciso che fosse giunta finalmente l'ora di cimentarmi in questa ricetta, con un risultato al di sopra delle mie aspettative.

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  4. Sembra sugo ma non è… risotto ai peperoni arrostiti

    giugno 8, 2011 by Giulietta

    I due risotti

    Non mi capita di frequente di andare al ristorante, e mi capita di rado (eufemismo) di andare in ristoranti di livello, figurarsi di ottimo livello. Ma a volte capita, e se succede nel ristorante giusto, se ne esce rappacificati con il mondo, portando a casa una bella esperienza e dei gustosi ricordi.

    Qualche tempo fa mi è capitato di essere invitata insieme ad alcuni amici al ristorante La Credenza a San Maurizio Canavese (provincia di Torino) per festeggiare un'occasione importante e, se devo essere onesta, si è rivelato il luogo perfetto per una ricorrenza del genere. Infatti, non solo la location è impeccabile, ma credo che in più di un'occasione si sia rischiata la disarticolazione delle mascelle dei commensali per lo stupore dato dalla bontà del cibo e del vino.

    Nella lunga serie di pietanze, una ha colpito particolarmente tutti noi (io non faccio testo, perché ho continuato ad assumere un atteggiamento compito in presenza dello chef, del personale di sala e della sommelier, per poi esplodere in fragorosi oooooooh e fotografando l'impossibile non appena questi giravano le spalle), il risotto ai peperoni arrostiti. Premetto che io difficilmente mi abbandono all'amore sfrenato che provo per i peperoni per problemi digestivi, ma quella sera non potevo esimermi… e il destino ha fatto sì che quello fosse un piatto strabiliante! Infatti, il sapore deciso e affumicato del peperone arrostito era reso più delicato dall'unione con il risotto, mentre il gusto si sposava alla perfezione con i pezzetti di acciuga e la clorofilla di prezzemolo usati per guarnire il piatto. Davvero sublime!

    E così, nel ricordo di quell'esperienza estatica, ho provato a riproporlo in versione casalinga e senza avere una ricetta di base, quindi sperimentando e andando a gusto. Il risultato è un risotto in cui convivono gli stessi contrasti e le stesse esaltazioni, ma ovviamente diverso da quello della Credenza (cosa che si nota anche dalle foto sottostanti: in alto vedete la loro realizzazione, in basso la mia).

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  5. Se fossi… un’arsella?!

    marzo 17, 2011 by Giulietta

    A bagno

    Quante volte da bambina ho giocato al gioco del "se fossi", e a volte mi capita di giocarci ancora adesso, soprattutto se qualcuno mi dà l'avvio.. e non si tratta di un gioco così semplice come potrebbe sembrare, o di come ci sembrava da bambini, perché spesso è difficile trovare qualcosa che ci rappresenti appieno.

    Per esempio, oggi ho provato a dedicarmi per l'ennesima volta a questo gioco , e ci sono stati dei se fossi davvero difficili da determinare! Ad esempio, mi sono chiesta, "se fossi una canzone?"  Beh, sarei "Grace" di Jeff Buckley o "Wish you were here" dei Pink Floyd! No, dai, sarei "Freebird" dei Lynyrd Skynyrd, o forse "La strada" dei Modena City Ramblers! Ma noooo: sarei sicuramente "Un blasfemo" di De Andrè! In realtà, dopo circa 300 canzoni e ore di ascolto intensivo, mi sono resa conto che, se fossi una canzone, assai probabilmente sarei "Piece of my heart" nella versione di Janis Joplin, una canzone di amore e di rabbia, decisa ed intensa, cantata da una voce femminile e roca insieme, potente e fragile… sì, credo proprio che sarei quella canzone. Sono partita dalla missione più difficile, forse perché la musica racchiude così tante sfaccettature da rendere arduo il compito di individuare una sola canzone… ma non che le altre scelte siano tanto più semplici!

    Se fossi un poeta sarei Pablo Neruda, ma se fossi una poesia sarei la IV di Dieci poesie per una lucciola di Clemente Rebora, se fossi un colore sarei il rosso, se fossi un animale sarei il cane, se fossi una bevanda sarei una Birra Super Baladin.

    Se fossi un romanzo, sarei Monsieur Malaussène di Daniel Pennac (Malaussène, Malaussène, sempre Malaussène), se fossi un album sarei Non al denaro, non all'amore nè al cielo di De André, se fossi un film sarei Eternal sunshine of a spotless mind (mi rifiuto di scrivere il titolo in italiano), se fossi un regista sarei Pedro Almodòvar, se fossi un fumetto sarei Venerdì 12 di Leo Ortolani… e così via…

    Ma sapete quante esclusioni, quante riflessioni e ripensamenti prima di arrivare a questi film, romanzi e poesie?! Tantissimi, e sono sicura che ci ripenserò ancora!

    Ma quando mi sono trovata a pensare (grazie ad un fortissimo aiuto dall'esterno) "e se fossi una ricetta, che cosa sarei?", la risposta è stata immediata: "sarei un piatto di pasta con le arselle"!

    (continua…)