Il potere terapeutico della farina – Cavatelli con pomodori secchi, ricotta e mandorle

C’è chi dopo una giornata (o una settimana) stancante dorme fino a tardi, chi guarda un film o legge un libro per staccare, c’è chi va a correre nel parco e chi fa il punto e croce.

Io, invece, impasto. Affondo le mani nella farina (un po’ come Amelie nel sacco di legumi), e impasto. Qualsiasi cosa.

Anche se spignatto tutto il giorno, non riesco a resistere al fascino della farina: così, dopo una giornata passata in cucina, mi è venuta la voglia irresistibile di preparare un piatto di pasta fresca espressa per cena. Giusto il tempo (brevissimo) di impastare, il necessario riposo e in 20 minuti si è a tavola. I cavatelli (per me un po’ cicciotti, grazie, e corti corti, che il formato allungato per me è lo strascinato) per due persone si preparano in 10 minuti, basta poi fare bollire l’acqua e nel frattempo preparare il sugo, semplice e delizioso, a base di ricotta, pomodori secchi e mandorle. Un po’ di acqua di cottura, una mescolata, ed è pronto in tavola un piatto buono e completo che ha avuto il potere di rimettermi in pace col mondo.

Sempre pensato che la farina abbia un potere terapeutico, prima e dopo l’impasto.

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Cavatelli finale blog

Con questa ricetta partecipo al Contest del Molino Grassi

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Comfort food sciuè sciuè – Lasagnette di pane carasau alla ricotta e pesto (eretico)

Ci sono certi giorni in cui mi prende una voglia matta di mangiare qualcosa di buono e confortante, uno di quei piatti capaci di rimetterti in pace col mondo, che so, tipo una lasagna.

Da qualche settimana, però, sono partita in modalità dieta-dieta-dieta , quindi le parole d’ordine sono “piatti leggeri“, “cucina sana” e “attività fisica“. Ma si sa, quando ti prende la voglia di buono è difficile dirottarla su un petto di pollo ai ferri e un’insalatina scondita (un abbinamento che già di per sé mi fa tristezza assai, e infatti nella mia dieta non c’è).

Bisognava trovare una soluzione, perché fare una lasagna “vera”, con ragù, besciamella, mozzarella e Parmigiano, e per giunta in un giorno feriale, era fuori discussione. Così ho deciso di optare per una lasagnetta semplice, veloce da fare, leggera, ma soprattutto deliziosa: al posto della pasta all’uovo ho utilizzato il pane carasau, e ho optato per un condimento leggero e veloce, fatto di pesto (eretico, che  ho fatto in casa con quel che avevo, cioè basilico e mandorle, ben diverso da quello genovese, come vuole la ricetta autentica appresa al campionato mondiale del pesto)  e ricotta. Un goccio di latte, due cucchiai di Parmigiano, 10-15 minuti di forno, ed ecco apparire in tavola uno dei piatti più buoni dell’ultimo periodo, che ha accontentato pancia e spirito… e pure la dieta.

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Ricordi di Calabria ed una pasta semplice ed estiva

L’avevo detto, io, che ho i miei tempi, ma che prima o poi sarei arrivata a raccontarvi del periodo trascorso nella Locride, e quel momento è arrivato.

Non l’ho mai chiamata vacanza, perché a conti fatti non posso dire che lo sia stata, visto che ero laggiù per seguire il mio compagno, impegnato con la sua ricerca nel parco archeologico di Locri Epizefiri. E, con lui fuori impegnato a lavorare tutto il giorno (o quasi), capirete bene perché non possa averla chiamarla vacanza. Ma si è fatto quel che si è potuto per godere appieno di questo periodo nel sud d’Italia, e questi sono i miei ricordi, insieme ai i miei consigli per chi si trovasse a passare per quelle zone.

  • In primissimo luogo, quindi, non posso che consigliarvi di andare a visitare il parco archeologico di Locri Epizefiri, con annesso museo; non metto foto, per non risultare di parte, ma sappiate che è davvero un bel sito archeologico, che si trova in un vasto parco che costeggia ed ha al suo interno numerosi alberi da frutto. Io ho avuto il privilegio di avere gli scavatori stessi come guide, una fortuna che non capita spesso e che mi ha permesso di apprezzare il sito da un punto di vista speciale, ma se passate da quelle parti non lasciatevi sfuggire questo sito archeologico.
  • Se siete da quelle parti, poi, non potete perdervi una visita a Gerace, un borgo medievale incantevole, di grande rilievo storico e dai bei colori della sabbia.
    Vi segnalo anche che a fine luglio si tiene fra i suoi vicoli “Il borgo incantato“, festival Internazionale di Arte da Strada, durante il quale troverete per strada tante cose buone da mangiare, come le zeppole, la pasta di casa con lo stocco e tanto tanto altro.
    Se invece non siete così fortunati da azzeccare il periodo giusto, potrete comunque consolarvi con un bel piatto di antipasti calabresi (spesso appartenenti a due categorie, sottoli oppure fritti) o di pasta alla geracese (con pomodoro fresco, peperoncino, acciughe, olive e pomodoro secco).
    Io ho mangiato proprio un bel piattone di antipasti misti appena fritti (frittelle di funghi, fiori di zucca, patate, riso ecc.) e un piatto di pasta alla geracese da  “Il brillo parlante“, Via Zaleuco 19/21 che mi sento di consigliare: un locale senza pretese, in cui poter mangiare una buona e semplice cucina di casa, spendendo il giusto (che non guasta mai).

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  • Altro sito archeologico della zona è la Villa Palazzi di Casignana, in cui fra i resti della villa troverete l’impianto termale che conserva ancora buona parte degli impianti in tubi fittili e della pavimentazione laterizia e musiva.

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  • Non sto dimenticando il mare, tranquilli! Vi consiglio un bel bagno sulle stupende spiagge di Capo Bruzzano, promontorio della costa ionica, in cui avrete occasione di trovare, in aggiunta alle classiche spiagge di piccoli ciottoli regolari, degli scogli modellati da vento ed acqua e delle piscine di acqua cristallina (che purtroppo si riducono di anno in anno) da mozzare il fiato.

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  • Fra i miei ricordi più vividi c’è la selvaggia e rigogliosa natura calabrese, che di punto in bianco vi sorprende con un ulivo, un fico d’India o un banano (sì, ho proprio detto banano).

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  • Non perdete anche l’occasione di trascorrere una bella serata in spiaggia. Io ricordo almeno un paio di notti limpide e stellate (anche se le stelle qui non si vedono), una delle quali davanti ad un bel falò.

Notte blog

  • Un consiglio spassionato è quello di puntare almeno una volta la sveglia presto (e per presto intendo le 6, che per me è stata la sveglia quotidiana in Calabria, ma questa è un’altra storia) e di andare a godervi la meraviglia di una spiaggia deserta alle 7 del mattino, anche quando il tempo è nuvoloso.

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… La sveglia presto sarà sì una scocciatura, ma per me è stato anche il modo di sollazzarmi sulla spiaggia con la mia Olivia, per la sua prima volta al mare.

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  • Beh, ovviamente l’ultimo consiglio è di rilassarvi (e questo vale per qualsiasi vacanza, eh).. forse non riuscirete a farlo tanto quanto lei, ma provateci, almeno!

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Ed ora vi lascio con una pasta molto estiva e molto semplice, ma per quanto mi riguarda anche estremamente soddisfacente, con pomodorini freschi, peperoncino, basilico e tanta, tanta ricotta salata.

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Detto questo, vi saluto per una settimana almeno, che questa volta vado in vacanza per davvero, direzione nord!

A presto, e BUONE VACANZE a tutti!

Live from Calabria – Come combattere il caldo, corso pratico: cous cous freddo vegetariano

Ed eccomi qui, come promesso live from Calabria (inoltrata, ché qui non si scherza e si scorge in lontananza –e manco troppa- la Sicilia) e, come immaginavo, le temperature sono a dir poco torride (a differenza di Torino, in cui mi dicono il tempo sia tornato quasi autunnale).

Per questo, si cucina poco e si mangiano tante cose fresche… e si beve tanta acqua, si mangia tanta frutta e si evita di uscire nelle ore più calde, proprio come consiglia ogni telegiornale “che si rispetti” ogni qualvolta arrivi l’estate che, se non lo sapevate, arriva ben una volta l’anno.

Non volevo sconvolgervi con notizie tanto inaspettate, quindi mi faccio perdonare con una ricetta veloce, sfiziosa e fresca, perfetta per una cena estiva in terrazza (cosa che qui non manca), ma anche per il baracchino da portare a lavoro in attesa delle ferie, un cous cous freddo vegetariano, arricchito da frutta secca e formaggio, così da avere in poco tempo un pasto completo, pur utilizzando i fornelli per non più di 5 minuti.

 

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Maionese fatta in casa in 30 secondi… accettate la sfida?

Lo so, non pubblico mai di domenica, ma mai dire mai.

Questo sarà un post velocissimo, “stupidissimo“, ma di un’utilità immensa.. e, come se non bastasse, la ricetta è facilissima e il risultato eccellente (ok, troppi superlativi in una frase, ma concedetemelo).

Giorni fa ho letto questo post sul blog Trattoria da Martina, su come fare la maionese in 30 secondi netti, e non ho resistito. Alla prima occasione utile mi sono armata di frullatore ad immersione (necessario per la ricetta) e ho dovuto provarla, perché la sfida era irresistibile. Così oggi mi sono sfidata, mi sono cronometrata e, devo dirlo, non è vero che ci vanno 30 secondi… ne bastano anche 20.

Insomma, a patto che seguiate le (semplicissime) indicazioni, la ricetta è assolutamente geniale, e in pochissimo tempo avrete una maionese fatta in casa, bella soda come piace a me e perfetta per qualsiasi utilizzo.

Seriamente, ci ho messo mooooolto di più  a scattare la foto che a fare la maionese, provare per credere.

Sì, il guanto di sfida è lanciato!

Ps. Qui invece trovate le indicazioni di Serena per un’ottima maionese con ingredienti rigorosamente a temperatura ambiente. Ad ognuno il suo!

 

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Non si vive di sola acqua … Gnocchi all’acqua con pesto di rucola

Mi accingo a svelare un grande segreto, quasi quasi uno degli n-mila segreti di Fatima: non si vive di sola acqua!

C’è bisogno di tante, forse persino di troppe cose nella vita, almeno nella vita cosiddetta moderna: in termini culinari l’acqua non basta, c’è bisogno di ciccia, di sostanza, e essa può assumere le forme più svariate. Allo stesso modo, fuor di metafora gastronomica, si avverte sempre più il bisogno, a volte quasi impellente, di tante cose (nel senso materiale del termine), di necessità non si sa quanto primarie… eppure senza quell’acqua, senza la base, l’ossatura non potrebbe nemmeno sommarsi tutto il resto (a volte tutt’altro che realmente necessario), vi pare?

Così, ogni tanto, secondo me è bene tornare a quell’acqua, al fondamento, alla radice delle cose. E quella base per me sono i piccoli piaceri, come scrivere queste poche righe ascoltando un vecchio pezzo dei Beatles, avvertire il calore e il colore di una voce amata, svegliarsi con l’aroma del caffè, abbracciare qualcuno, ma anche solo riuscire a strappare mezz’ora alla propria giornata per cucinare qualcosa di sano, genuino e, perché no, dannatamente buono.

Ecco, la ricetta di oggi rientra nell’ultima categoria, ma proprio appieno.. e che l’ingrediente centrale sia l’acqua non è un caso.

Da un po’ di tempo mi capitava di vedere questi gnocchetti all’acqua in giro per blog, ma è stata la ricetta di Francesca (aka Aria in Cucina) a conquistarmi, visto che volevo proprio provarli in abbinamento con il pesto di rucola.

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