Buono e sano – Caciucco di ceci alla senese

Alla fine di queste vacanze di Pasqua brevi ma intense, soprattutto sul fronte culinario, è meglio correre ai ripari. E dire che nella mia famiglia le feste non sono sinonimo di chissà che mangiate pantagrueliche, ma quando si sta tutti riuniti intorno ad un tavolo diventa assai difficile dire di no anche a quelle piccole cose a cui tutti giorni si rinuncia senza farne un dramma: le olive (che io adoro) e la fetta di salame all’ora dell’aperitivo, pane come se non ci fosse un domani, qualche (n) bicchiere di troppo, l’immancabile dessert.

È così, la tavola chiama… e io rispondo.

Ma ora si torna al regime alimentare normale, fatto di molte verdure, poca carne (soprattutto quando rossa) e tanti legumi, che in casa mia sono un vero must. I piselli e le fave finalmente in stagione, i fagioli, le mie amate lenticchie e tanti, tanti ceci. Pasta e ceci, insalate di ceci (qui e qui, anche se dovrete aspettare ancora un po’ per avere gli altri ingredienti di stagione), minestroni e, ora, il caciucco.

Sì, avete letto bene, il caciucco di ceci, niente a che vedere con Livorno e con il pesce, se non la medesima origine del termine (probabilmente dal turco kukuk, cioè minuto, piccolo, che quindi andrebbe a riferirsi ad un insieme di minutaglia). La ricetta è senese, e da chi altri potrei averla appresa, se non dalla Patty? Il suo caciucco mi aveva colpito fin da subito, inserito da mesi nella mia ormai chilometrica to-do-list, ma quando ci siamo viste a Siena per Doppio Fuoco e, strano a dirsi, abbiamo parlato di cibo e cucina perdendoci fra le meraviglie del Consorzio Agrario, mi sono trovata incollata alla mani un sacchettino di ceci piccoli del Chianti, e il consiglio prezioso di provare il caciucco di ceci.

Non me lo sono fatto ripetere e, se pur a distanza di qualche tempo, appena ho messo le mani su dei begli spinacini novelli, non ho potuto resistere al consiglio, e mi sono goduta questo piatto meraviglioso, semplice, gustoso e sano.

Caciucco


Caciucco finale

Su su sui monti – Spätzle agli spinaci con panna e speck

Ebbene sì, ormai mi sono assuefatta al ricordo della montagna… e così, complici la memoria montana, la voglia di Alto Adige (sempre più forte), il clima invernalissimo di questi giorni e sull’onda del verde che oggi impazzerà su tutta la rete (San Patrizio vi dice qualcosa?!) cedo ad un altro piatto di montagna, questa volta dichiaratamente altoatesino.

Certo, anche sull’onda di un recente ed imperdibile acquisto (la grattugia per spatzle), eccovi i miei spatzle agli spinaci, con uno dei condimenti più classici, panna e speck (ma sono buonissimi anche semplicemente burro e salvia).

Ricetta semplicissima, veloce e decisamente ottima!

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Grandi classici – Cannelloni ricotta e spinaci

C’è poco da fare, ci sono dei piatti della tradizione italiana che si ricollegano immediatamente alla festa. Quei piatti che, non appena appoggiati sul tavolo, fanno pensare alla domenica, alla casa, alla famiglia tutta disposta intorno al desco (la parola forbita del giorno). Di solito quei piatti, almeno nel mio immaginario, sono (quasi) sempre fumanti, (quasi) sempre perché appena usciti dal forno.

Provate a pensarci: le lasagne, la pasta al forno (che per me non sono la stessa cosa), i timballi, la parmigiana di melanzane, gli arrosti (con tanto di patate al forno, ovviamente), e poi pizze e focacce, e chi più ne ha più ne metta. Sarà, ma le pietanze cotte in forno secondo me sono un po’ sinonimo di festa, di cura per la tavola, di convivialità.

E fra questi piatti, e a pieno diritto, entrano anche i cannelloni, che io amo nella loro versione più famosa e forse più semplice, quella ricotta e spinaci, conditi con sugo di pomodoro e besciamella. Lo ammetto, preparati da zero richiedono un certo impegno: tutto in questo piatto può (e forse deve) essere fatto a mano, ed è questa sfida che mi conquista ogni volta che li preparo. Perché amo trovarmi di fronte ad un piatto che possa definire davvero “fatto in casa” (mi attrezzerò per fare anche le pirofile in casa, per correttezza filologica) e che possa dire alle persone sedute intorno al tavolo “vi voglio bene” al primo assaggio. E questa non è cosa da tutti i piatti…

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Non di solo burro, pt. 1 – Fagottini di vitello ripieni di spinaci con salsa di noci

Tenetevi forte, perché questo sarà il primo di 3 ravvicinatissimi post con un ingrediente in comune, il burro. Ho scelto come titolo di questa serie “non di solo burro“, perché sicuramente non di solo burro si vive (ancor più perché, da bravi Italiani, è l’utilizzo dell’olio che ci contraddistingue), ma in certe preparazioni, a mio avviso, il burro è un discrimine forte, quel valore aggiunto e mai predominante che accompagni i sapori e li esalti.

Queste riflessioni burrose sono scaturite dalla partecipazione ad un contest organizzato dall’Azienda Beppino Occelli: la sfida è quella di creare e realizzare tre ricette (una ricetta originale, una di veloce preparazione ed una della tradizione) che avessero il burro come elemento chiave.

Io sono partita da questa chiave ed ho cercato di creare (o riproporre, nel caso della ricetta tradizionale) dei piatti in cui il burro fosse il legante, l’ingrediente che tiene insieme i sapori e che, allo stesso tempo, non li sovrasta. Per fare ciò, è essenziale utilizzare un burro dal buon sapore, che abbia un gusto fresco, di latte, di buono, e il burro Occelli, quello che da sempre utilizzo per i dolci a base burrosa, è perfetto per l’uso.

Spero che sarete soddisfatti di queste creazione come sono stata io dei risultati.

Per quanto riguarda la ricetta originale, vi propongo dei fagottini di carne di vitello con ripieno di spinaci freschi, noci e parmigiano, cotti al burro e serviti con l’accompagnamento di una salsa di noci. Sono partita, per creare questa ricetta, dall’assunto fondamentale che la fettina cotta al burro sia la morte sua, e ho deciso di aggiungere due ulteriori note burrose, poiché gli spinaci sono preventivamente saltati al burro e perché il burro è presente nella salsa di noci (che è una ricettina veloce veloce da tenere presente anche per condire la pasta).

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Pasta alla carbonara di spinaci

Questa ricetta è un’altra di quelle (come già per la pasta con pinoli e maggiorana) che appartengono al mio bagaglio familiare… la vedo cioè preparare da così tanto tempo in casa, e io stessa ho imparato così presto a prepararla, che mi sembra che sia nata in casa mia.

L’altro giorno, invece, ho chiesto lumi a mia mamma e ho scoperto che in realtà lei ha appreso la ricetta da una cara amica che ormai non c’è più da tanti anni, ma che è rimasta impressa nella mia memoria di bambina per i pranzi a casa sua, per la sua numerosissima famiglia, per la sua incredibile energia e simpatia, oltre che per le sue grandissime doti culinarie, quindi non posso che ricordarla con grande affetto, mentre nasce un sorriso spontaneo, la prova vivente di quanto una bella persona riesca a lasciare dietro di sè.

Il nome di carbonara di spinaci gliel’ho invece appioppato io in un raptus di analogie culinarie, ma in realtà non si utilizza lo stesso tipo di pasta e non c’è l’uovo… insomma, il vero punto in comune fra questa ricetta e la classica carbonara è la pancetta! Ma passatemi questa analogia, suvvia!!!

È una ricetta molto semplice, delicata e saporita che, una volta provata, non lascerete più.