Alla faccia di Caronte – Pizza mania

Che fosse estate lo avevamo capito da quella caldazza paurosa che, ammettiamolo, non è poi così anormale; certo, meno normali sono i nubifragi  che si abbattono qui e là e che hanno trasformato il mio viaggio verso l’ufficio di ieri in una sorta di safari in Tanzania nella stagione delle piogge.

Ma da domani, caldazza sia … di nuovo! Sopporteremo pazienti, in attesa delle tanto (tantissimo) agognate vacanze!

Però c’è una cosa alla quale non riesco a rinunciare, ad agosto come a dicembre, a -10°C come a 40°C, ed è accendere il forno! Trovo sempre qualcosa a cui non posso proprio rinunciare e che richiede necessariamente l’utilizzo del forno. Certo, i dolci, ma soprattutto la pizza! Ad una bella serata pizza home-made non rinuncerei per nulla al mondo, manco per Caronte. E se poi si ha una bella farina locale e macinata a pietra da provare, chi mi può fermare?!

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Pizza party con la pizza di Gabriele Bonci

Alzi la mano chi non ama la pizza! Scommetto che nessuno ha osato alzare la mano… ammettiamolo, è impossibile non amare la pizza, e non solo in quanto italiani, ma in quanto esseri umani dotati di stomaco e papille gustative.

La pizza è una delle meraviglie del mondo, una delle cose che mette d'accordo un po' tutti, data la sua incredibile versatilità. Questo è sempre stato il mio pensiero, ma ne ho avuto ulteriore conferma da quando ho scoperto la pizza di Gabriele Bonci (scoperta grazie all'amica Elisa del blog Kitty's Kitchen), notissimo mastro pizzaiolo romano, la cui pizza è ormai leggenda. Purtroppo non ho ancora avuto il piacere di assaggiare la pizza fatta di suo pugno, ma ho in mente di rimediare con un giretto da Pizzarium la prossima volta che passerò nuovamente da Roma (momento che non dovrebbe essere poi così lontano).

In realtà, però, grazie a degli ottimi video trovati su Dissapore e ai consigli reperiti grazie ad alcune foodblogger, mi è stato possibile tentare di imitare la pizza del Maestro, con il grosso vantaggio di non aver mai assaggiato l'originale… in questo modo non potrò mai sapere se rispecchia davvero la sua. Ciò detto, io mi sono proprio innamorata di questa pizza, molto idratata (come vedrete, contiene un'altissima percentuale di acqua), molto lievitata (ma molto lentamente) e molto, molto leggera. Così non dovrete sentirvi in colpa quando ne mangerete una fetta in più… e credetemi, lo farete, ah se lo farete!

Ma fate come me, organizzate un bel pizza party, così dividerete la vostra colpa con i vostri commensali.

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Una formaggiosa bontà… la focaccia al formaggio

Se passate per Recco, o per altre città vicine della Riviera di Levante ligure, non potete non assaggiare la famosissima focaccia di Recco. Ciò a patto che amiate alla follia lo stracchino, visto che dentro ad una focaccia di Recco c’è più o meno la quantità di stracchino che potreste mangiare in un anno o due della vostra vita.

Uno dei grossi inconvenienti della focaccia di Recco è che è pressoché impossibile da trovare al di fuori della sua zona d’origine. Quindi, per ovviare all’astinenza da focaccia stracchinosa, perchè non provare a farne una versione casalinga?! E, ancor prima che mi impegnassi nella spasmodica ricerca di una ricetta efficace, quest’ultima mi è letteralmente caduta addosso, e io non ignoro mai un chiaro segno del destino, soprattutto in fatto di cibo!

Così, mentre navigavo fra i miei soliti food blog amici per informarmi sulle novità, mi sono imbattuta nell’efficacissima ricetta di Manuela di Manu’s Menu per preparare l’amatissima focaccia di Recco.

La ricetta è molto semplice da preparare, non richiede lunghi tempi di attesa (la pasta non è lievitata), ma solo grandissime quantità di stracchino (la ricetta originale su cui Manuela si è basata prevedeva l’utilizzo di 1 kg di stracchino per 500 g di farina; sia lei che io abbiamo dimezzato -o quasi- le dosi… sappiatelo). Siete pronti?

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