Corso pratico per prepararsi all’estate – Cous cous in insalata con verdure arrostite e ricotta salata

Io non voglio prepararmi all’estate, io voglio prepararmi alle vacanze.

Con questa affermazione potrei anche concludere il post, visto che racchiude appieno il sentire più profondo del periodo.

Vorrei cacciare quattro stracci in una borsa, puntare alla cieca una destinazione su una cartina geografica e dirigermi all’auto-camper-bus-treno-bicicletta-aereo più vicino e partire per il gusto di partire, di dimenticare orologio, telefono e pc, di perdermi in un altro luogo e di scordare la differenza fra il giorno e la notte.

Vorrei addormentarmi con il rumore del mare e “il cielo stellato sopra di me” (la ragion pratica la lascio a Kant), vorrei svegliarmi senza sapere che ora sia e senza ricordare dove mi trovo, ma lontano dal qui ed ora.

Ma, non potendo preparare una valigia e scomparire, mi prendo l’unica rivincita possibile: preparare una terrina gigante di cous cous ai 4 cereali (quello di Nuova Terra) in insalata con verdure estive arrostite in forno al profumo di timo e ricotta salata.

Quella stessa terrina che vorrei tanto trasformare in un contenitore ermetico da caricare in macchina insieme alle valigie.. che, si sa, viaggiando viene fame.

Cous cous in insalata con verdure arrostite collage

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Cous cous in insalata con verdure arrostite finale

Infilare il pollo nell’agenda, racconto di un dramma moderno – Pollo ripieno pancettato con gravy allo sciroppo d’acero per l’#MTC51

Quando è uscito il tema di questo MTChallenge, ho tremato. No, non perché Patty ci ha sfidato sul pollo ripieno, perché istintivamente mi sono chiesta: ma quando lo faccio? E quando me lo mangio, un pollo ripieno??

Allora, agenda alla mano, ho cercato di infilare il pollo da qualche parte.. sì, prima di infilare il ripieno nel pollo, dovevo infilare il pollo! Casca immediatamente l’occhio sul compleanno di mammà.
“Mamma, ma se vi invitassi a cena per il tuo compleanno? Cucino io”
Ma io volevo andare al ristorante a mangiar pesce
“Lascia stare, non stare a spendere soldi, cucino io, faccio il pollo ripieno”
… e il primo passo era fatto. Al 22 del mese, segno il pollo ripieno.

Ma il pollo (ché siamo all’MTC, mica ad un concorso per chi ha le sopracciglia a gabbiano più definite – per inciso, che orrore) va anche disossato. Beh, giusto, va prima comprato.

E allora al giovedì precedente ci metti la prenotazione del pollo, al sabato mattinala spesa e il disosso, poi si congela. Altre due date le abbiamo segnate, e si va di disosso. Oltre alla spiegazione che farò nella ricetta, e oltre alle mie (poche) foto, rimando all’esaustivo post della Patty e alla relativa infografica preparata da Dani Pensacuoca.

Pollo ripieno MTC

Al 20 segna di comprare quel che manca per il ripieno: le castagne le ho, il burro e lo sciroppo d’acero per ripassarle anche, ma devi andare dal tuo spacciatore di frutta secca per prugne, fichi e uvetta e dal macellaio per la salsiccia e la trita di manzo. Al 21 segnati di scongelare il pollo e di preparare il ripieno, che è meglio. Il giovedì è già segnato con un cerchio rosso e la scritta “pollo ripieno”, che quasi a guardar l’agenda mi scordo di fare gli auguri a mia madre, tanto che sono proiettata sul volatile.

E, quando arriva il giorno X, è tutto pronto: basta riempire (a posteriori posso anche dire che ho riempito un po’ troppo), cucire (malissimo, che io ci son negata), spalmare una bella cremina al burro, miele ed erbe e pancettare, legare.. e via fino a sera.

Pollo prima della cottura

Poi la cottura si fa da sé, il contorno di patate, patate dolci e zucca sabbiose (con Parmigiano e pangrattato) cuoce in contemporanea al pollo, e non resta che preparare il gravy allo sciroppo d’acero quando i commensali sono seduti a tavola a mangiare l’antipasto. Certo, se poi evitate di fare come me e rovesciare metà del gravy per terra grazie ad un pentolino in bilico, tanto meglio.. eviterete di dover pulire in fretta e furia prima che il cane ci si rotoli dentro dalla gioia.

Insomma, per tutti quelli che pensano che disossare un pollo e riempirlo, e cucirlo e cuocerlo non sia possibile, sappiate che si può, magari basta solo tenere l’agenda alla mano per incastrare tutto.

Ma quando vedrete questa meraviglia uscire dal forno, vorreste aver comprato invece di una Moleskine o di una QuoVadis l’Agenda Pollastro 2015, perché vorreste mangiarlo tutti i giorni.

Pollo ripieno dopo la cottura

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Pollo ripieno finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 51

MTC51

Insalata di riso Venere dal sapor mediorientale per #risaiami

Se pensavate che sul tetto (che scotta?) ci stesse solo la gatta, vi sbagliavate di grosso. . A Milano sul tetto ci trovate anche una risaia.

La Risaia sul Tetto” è un progetto finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e realizzato dall’Associazione tra la Provincia di Vercelli e l’Associazione “Strada Vercellese del Riso di Qualità”. Si tratta di una vera e propria risaia costruita su una terrazza in piena Milano (proprio a fianco del Terzo Paradiso di Pistoletto) dove, all’interno delle camere di risaia (così si chiamano le aree in cui si semina il riso) sono state seminate 5 varietà di riso (Arborio, Baldo, Venere, Cerere, e Sant’andrea), più altre due nei cerchi minori dell’opera di Pistoletto (Carnaroli e Maratelli).

Questo sta a significare che non esiste “un” riso ma i risi, cioè varietà con caratteristiche e utilizzi diversificati.

Per la mia ricetta ho scelto di utilizzare un riso in particolare, il riso Venere,  il cui colore nero mi incanta ogni volta e la cui tenuta perfetta della cottura trovo sia adattissima per le insalate di riso, un vero toccasana per questi primi caldi estivi. Io ho scelto un condimento leggero e “dal sapor mediorientale” (come cantava la Nannini quando ero solo una cita), a base di pollo marinato al limone e poi grigliato, albicocche secche, mandorle, timo (una delle erbe contenute nello Za’atar) e scorza dei limoni in conserva, la mia “droga” mediorientale preferita, che conferisce ad ogni piatto una freschezza e un tocco piccantino a cui vi diventerà difficile rinunciare.

 

Insalata di riso venere obliqua

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Insalata di riso venere-001

Pollo arrosto con clementine, finocchi e Ricard (per chi non ha l’Arak) per lo Starbooks Redone

Di tutti i libri affrontati dallo Starbooks, Jerusalem di Yotam Ottolenghi è quello che più mi ha colpito e che più e più a lungo mi è rimasto nel cuore e negli occhi. Quei piatti così raffinati, colorati e profumati, quella cucina semi-sconosciuta e così ricca di fascino.

E, tra tutte le ricette di questo libro che ho potuto conoscere grazie allo Starbooks, una su tutte mi ha ammaliato al primo sguardo, e ho saputo fin da una scorsa agli ingredienti che avrei amato l’aroma di anice e il gusto originale e accattivante.

Si tratta del pollo arrosto con clementine, finocchi e Arak visto da Patty di Andante con gusto, di cui vi lascio la ricetta presa ed utilizzata pari pari. Le mie uniche variazioni: ho utilizzato del Ricard invece dell’Arak (liquore all’anice che non ho trovato, mentre il Ricard in casa mia è sempre presente) e ho utilizzato solo cosce di pollo; per il resto ho mantenuto tutto invariato (a parte un’omissione finale, di cui leggerete).

Pollo con clementine e finocchi collage blog

Pollo con clementine e finocchi 2 blog

L’ho saputo al primo sguardo, e le papille gustative hanno solo dovuto confermare l’evidenza dei fatti: questo è il miglior pollo arrosto che abbia mangiato da anni a questa parte. Certo, il buon vecchio caro pollo arrosto con le patate è sempre buono, ma qui si aggiungono dei sapori e dei profumi che mai avrei immaginato tutti insieme, e che invece si sposano alla perfezione, creando una commistione fra carne, verdura e frutta difficilmente immaginabile. Il succo di agrumi, la mostarda in grani e il timo pungono e insieme accarezzano il palato, mentre il profumo dell’anice, rinvigorito dai semi di finocchio (un suo omologo di gusto) tiene insieme questa mirabile opera, e al primo boccone vi ritroverete in bocca una sinfonia di sapori, ben diversa dal “solito” pollo arrosto.

Yotam per me è quindi assolutamente PROMOSSO!

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks di novembre

redone

Crema di zucca alla salvia e timo con castagne e miele

Non è una novità se vi dico che adoro la zucca; su questo blog di zucca, infatti, se n’è già vista: basti pensare alla crostata di zucca e patate con prosciutto crudo o al gateau di patate e zucca, ma soprattutto al passato di zucca, che non manca mai sulla mia tavola nella stagione autunno-inverno.

Mi piace però cambiare le carte in tavola, e accostare alla zucca nuovi sapori: oggi trovate quindi una nuova ricetta per una crema di zucca alla salvia e timo con castagne e miele. Dove trovate la ricetta?! Su Honest Cooking.

PS: per chi, dopo aver letto, si chiedesse come poter fare il dado vegetale in casa, ecco la risposta.

Tappeto rosso: tarte tatin di pomodorini

Lo ammetto: questa volta il titolo non è altro che il frutto di una suggestione cromatica, con una spruzzata di fantasie cinematografiche veneziane (che quest’anno, poi, il Festival non l’ho nemmeno seguito più di tanto, se non cogliendo qualche sparuta notizia qua e là).

La verità è che di questa tarte tatin vi rimarranno impresse 3 cose: il colore (un rosso vivo, pieno, scarlatto), la semplicità della sua preparazione e il suo gusto, rustico e appena appena dolciastro.

L’ispirazione anche oggi mi arriva da un altro blog, questa volta in lingua inglese, fondato da una coppia italiana trasferitasi in Inghilterra, che vuole combattere a suon di ricette la disinformazione estera sulla cucina italiana… non a caso il nome del blog è Don’t call it bolognese. Appena ho visto la loro tarte tatin di pomodorini e formaggio di capra ho semplicemente pensato che fosse un’idea geniale! Una tarte tatin salata, e per di più fatta con i frutti per me più preziosi e colorati dell’estate, i pomodorini!

Non volevo però copiare pedestremente, e così ho apportato qualche modifica qua e là… venite a scoprire le differenze!