Il torrone che voleva essere un duro – Torrone alle nocciole per l’Italia nel Piatto

Eccoci tornati all’appuntamento mensile con L’Italia nel piatto, questa volta dedicato ai piatti natalizi.

Durante le Feste, si sa, il cibo la fa da padrone, e sulla tavola piemontese natalizia non mancano i grandi classici della tradizione: come antipasti vitello tonnato ed insalata russa, gli agnolotti (quelli di arrosto, ma anche quelli di asino, tradizionalissimi anch’essi), gli arrosti e via discorrendo.

Ma, lo sappiamo bene tutti noi e i nostri girovita, a Natale la sola cosa che non manca davvero mai in tavola sono i dolci, dai più classici e trasversali panettoni e pandori ai dolci che caratterizzano ogni regione. Solo a me sotto Natale piace fare il giro d’Italia in 21 dolci, passando senza soluzione di continuità da struffoli a cartellate, dalla gubana al pandolce, dal panforte ai ricciarelli? Lo faccio solo per la scienza, sia chiaro, con immenso spirito di sacrificio.

In Piemonte il re dei dolci natalizi regionali è senza dubbio il torrone: quello tradizionale è ovviamente a base di nocciole, e può essere tenero o friabile. Per me (e credo per molti miei conterranei) il vero torrone, quello con cui siamo cresciuti e sul quale abbiamo perso otturazioni e capacità mandibolari, è quello prodotto dalla Sebaste, protagonista indiscusso di ogni banchetto di dolciumi che trovate per strada sotto le Feste. Ormai esistono moltissime altre valide aziende piemontesi di origine più o meno recente che le contendono il primato di torrone più amato dai piemontesi, ma sono certa che se chiedete in giro per la regione, il torrone del gallo Sebaste abbia ancora moltissimi estimatori.

Io, ovviamente, da buona bastian cuntrari, non amo molto il torrone: se dipendesse da me potrebbe rimanere intonso fino a gennaio (e oltre), salvo poi essere recuperato in un bel semifreddo. Ma mia mamma lo adora, e io sono anni che provo ricette su ricette sperando di ottenere il risultato perfetto per poterglielo regalare a Natale, ma ci sono ancora riuscita. In questo caso sono partita seguendo la ricetta di La pasticceria di Chico (che ha anche un bel video passo passo) con lo scopo di ottenere un torrone friabile (cioè duro), e invece mi sono ritrovata con un torrone morbido, ma che più morbido non si può… sarà stato un duro dal cuore tenero!

Scherzi a parte, non so cosa possa essere andato storto rispetto al procedimento originale, che ho seguito alla lettera e facendo molta attenzione alla cottura del miele e alla temperatura dello zucchero, ma posso solo dirvi che il risultato a livello di sapore è eccezionale, assolutamente corrispondente al gusto di un torrone coi fiocchi. Per quanto riguarda la consistenza, invece, io lo definirei un torrone di Schrödinger: se il gatto di Schrödinger può essere vivo e morto insieme, questo torrone può essere morbido e friabile insieme, non potete sapere quale dei due sarà finché non lo proverete.

L’unica certezza è che le vostre papille gustative non rimarranno deluse.

Torrone collage

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Torrone finale

Piemonte - Italia nel piatto

Ed ecco i miei compagni di avventura

Liguria – Ravioli di pesce

Lombardia – Bignolata mantovana

Trentino Alto Adige – Weihnachtliches Früchtebrot

Veneto – Biscottini di Natale

Friuli Venezia Giulia – Buaidnik 

Emilia-Romagna – Tortellini alla bolognese

Toscana – Cavallucci e berriquocoli di Siena

Umbria –  Pinoccate

Marche – I cavallucci di Apiro 

Abruzzo – Celli Pieni  

Lazio – Ceciaroli

Campania –  Scialatielli bucati con i purptiell affugat

Basilicata – Crispi lucani

Calabria – Pitta mpigliata o pitta nchiusa

Puglia – Sannacchiùdere

Sicilia: non partecipa

Sardegna – Pan’e Saba 

Come riciclare il Natale (prima che arrivi): semifreddo al torrone

È ormai metà dicembre… i più preparati di voi avranno già finito i regali di Natale e si beeranno di questa soddisfazione, altri saranno ancora là con le strenne da ideare, comprare ed impacchettare (che poi, come mai mancano sempre i regali fondamentali, quando si arriva in fondo alla lista?!) e poi alcuni si ridurranno alla Vigilia a comprare la prima cosa che capiti sotto mano per l’ansia di non farcela.

Ecco, io di solito rientro nella prima categoria, quella di persone che iniziano a pensare ai regali di Natale quando ancora si usano le infradito, e che spesso riescono a terminare tutto con un inquietante anticipo.. ma quest’anno sarà un Natale un po’ particolare per me, che comprenderà tanti regali home-made e un po’ più di calma.. che si trasformerà in panico quando mi accorgerò di aver dimenticato il regalo per la nonna a 10 minuti dal pranzo di Natale.

Ma, almeno in parte, non posso rinunciare al mio proverbiale tempismo e, anche se so che il Natale deve ancora arrivare, sono talmente avanti che oggi non vi propongo qualche regalino home-made e last-minute, bensì una ricetta per disfarvi degli avanzi natalizi di torrone. Insomma, oggi faccio un po’ la parte del Grinch che scaccia il pensiero del Natale, quasi come fosse già passato!

In realtà, non so a voi, ma a me il torrone proprio non piace granché… se è duro è troppo duro, se è molle si attacca ai denti (e gradirei non sentire un “That’s what she said” di mia conoscenza), e poi è troppo dolce. Insomma, non rientra certo fra i miei dolci preferiti, ma alla fine delle Feste qualche confezione di torrone superstite rimane sempre in casa…

E così, sia che il torrone non vi piaccia in modo particolare e che magari preferiate rifilarlo a qualche ospite, che vogliate preparare un dolce natalizio per le prossime feste (non mi sono dimenticata che il Natale in realtà deve ancora arrivare… e cosa fa più “Natale” del torrone.. forse solo il Panettone) o che vogliate conservare lo spirito del Natale nel freezer ancora per un po’, ecco una ricetta semplice, ma di sicuro effetto, che saprà accontentare tutte queste esigenze, e forse anche qualcuna in più.

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