Colazione mon amour – Plum cake allo yogurt e arancia

Non aggiungo nulla di nuovo… chi mi conosce lo sa che non so dire di no ad una bella colazione fatta in casa, di solito a base di torte, ciambelloni e simili, facili e veloci da preparare (non come i biscotti, che per me hanno più il sapore dell’occasione, e non della quotidianità), la cui fragranza e morbidezza dura per tutta la settimana.

Io prediligo, appunto, i dolci soffici, morbidi, perfetti per l’inzuppo mattutino (e/o pomeridiano, per i più golosi); quando poi sono anche leggeri, poiché a base di di yogurt o olio (o entrambi), come dire di no?

Plum cake yogurt e arancia collage blog

Così, appena messe le mani sulle prime arance della stagione, già incredibilmente succose, mi sono ricordata di quest plum cake avvistato un bel po’ di tempo fa su Zucchero e Sale, e non mi sono certo tirata indietro.

Ora non avete nemmeno più la scusa del caldo, per non accendere il forno! Presto, ai forni di combattimento!

E buona settimana.. che possa cominciare in morbidezza.

Plum cake yogurt e arancia blog

Plum cake yogurt e arancia scritta blog

“When life gives you bananas…” (forse è meglio che non continui) – Banana bread all’olio di oliva

Non so bene il perché, ma ho una stramba predisposizione ad utilizzare, spesso senza una volontà ben precisa, battute che contengono evidenti doppi sensi.

Sarà che mi diverto tanto a strappare un sorriso che il più delle volte mi viene naturale cercare ogni mezzo per farlo.

E così, quando ho iniziato a pensare al titolo giusto per questo post, mi sono detta che sarebbe stato carino iniziare con una rielaborazione di quel famoso detto inglese “when life gives you lemons, make a lemonade“, sostituendo ai limoni il frutto oggetto della ricetta del giorno, la banana.

Solo a metà frase ho colto che sarebbe stato difficile trovare una continuazione socialmente accettabile alla frase “when life gives you bananas“. Ma, se la vita vi offre davvero delle banane (e per di più in via di marcescenza), non pensate al peggio, fate un bel banana bread, che così farete contenti tutti con un ottimo dolce da colazione.

Inoltre, questo post vi ha offerto una preziosa lezione di vita: qualsiasi cosa vi offra la vita (o un acquisto sproporzionato di banane) si può trasformare in un’occasione positiva, almeno per la colazione.

La ricetta di questo banana bread è presa dal sito 101 cookbooks e da me lievemente modificata.

 

Banana bread blog

Elogio della semplicità e della salute (almeno ci si prova) – Torta di mele all’olio extra-vergine d’oliva

Su questo blog funziona così, spesso e volentieri: una volta si pranza o si cena, e la volta successiva ci si dedica alla colazione (o al dessert, se l’occasione è propizia). Così, visto che l’ultimo post era dedicato ad una portata salata (e che portata, ho ancora l’acquolina) e, complice il fatto che nel mentre ho finito la materia prima per la mia indispensabile colazione, eccomi qui alla carica con una torta da credenza, perfetta per iniziare bene la giornata.

Spesso e volentieri i dolci che preparo per la colazione rispondono a due requisiti: la semplicità e la leggerezza, e in questo caso devo dire che entrambi sono stati ampiamente rispettati.

Infatti, cosa risponde più al criterio di semplicità e genuinità rispetto ad una torta di mele? E, per la ricerca della maggiore leggerezza possibile, anche questa torta ha come grasso principe l’olio extra-vergine di oliva  (ma qui troverete altre idee sul tema, sotto la voce “Dolci all’olio“). Certo, sempre di grasso si tratta, ma sicuramente più sano e più leggero rispetto a quelli di origine animale (e badate, non sono una talebana dell’olio, però in questo genere di dolci lo prediligo).

La ricetta è di Patty di Andante con gusto, e fa parte di una appuntamento  quindicinale dal titolo “La cucina dell’extra-vergine“, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio e condivisa con altri blog, interessantissima per conoscere nuovi oli extra-vergine e la loro assoluta versatilità in cucina. Lei ha utilizzato un olio extra-vergine ligure, io ho optato per un extra-vergine del lago di Garda, profumato e delicato, perfetto per i dolci.

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Rimedi facili per tempi stretti: torta con le arance intere dentro

Questi sono tempi assai stretti, per me: lavoro (o, per meglio dire, lavori), progetti, impegni, vita che preme per essere vissuta, E così finisce che alcuni giorni non riesco a stare a casa per più di 2 o 3 ore (ma a volte anche meno, eh).

Non c’è bisogno che lo dica, ma ovviamente anche il tempo per cucinare è molto limitato. Certo, non sarei in grado di rinunciarvi nemmeno lo volessi, però è innegabile: spesso i tempi sono stretti e, per non rinunciare a certi lussi, a volte devo andare alla ricerca di ricette più veloci o, come direbbe qualcuno, furbe.

Il qualcuno a cui mi riferisco è Stefania, aka Araba Felice, una vera guru in materia di ricette furbe. E io puntualmente le salvo per i tempi bui, quelli stretti, ché prima o poi i tempi bui/stretti arrivano sempre, e per tutti.

Uno dei lussi che preferisco è quello della colazione. Ve l’ho già detto, e l’avrete anche capito dal minimo comun denominatore di tante mie ricette dolci, che io considero perfette per la colazione. Qualsiasi siano i miei tempi, anche se ormai sono giunta a degli perfezionamenti fantozziani (non ho però la signora Pina che mi faccia da aiutante al pezzo, quindi spero che non si rompa mai un laccio della scarpa – forse è per quello che indosso scarpe senza stringhe?!), che potrebbero peggiorare solo se decidessi di prendere l’autobus al volo, non posso mai (e dico mai) rinunciare alla colazione (in casi davvero estremi fatta al bar), e di preferenza lo faccio coccolandomi con qualcosa di home-made, dolci spesso semplici, senza fronzoli, ma genuini.

E così, quando da Stefania ho visto la torta con le due (che per me sono diventate tre) arance dentro, me ne sono innamorata, perché risponde a tutti i requisiti essenziali di un dolce per la colazione, specialmente in questo periodo: ingredienti semplici, velocità di preparazione (10 minuti, netti), leggerezza del dolce. Unico requisito è possedere un mixer/frullatore. Che dite, vi ho intrigati?

E allora eccola. Rispetto alla ricetta di Stefania, ho aumentato le arance (le mie erano di piccole/medie dimensioni), ridotto lo zucchero (da 300 a 250g) e ho omesso la glassa (la cui ricetta è però copiata in nota). Per la ricetta originale rimando ovviamente a lei.

Torta con le arance dentro quadrata blog

Un colpo di genio – Torta caprese ai pistacchi di Bronte


Caprese ai pistacchi con fetta blog

Che io adori i pistacchi non so più quante volte ve l’ho detto, non so nemmeno se sia necessario ripeterlo ancora o se dirlo in altre lingue potrebbe aiutare, ma io i pistacchi li amo proprio, è questa la realtà. Certo, è difficile avere dubbi dopo la millefoglie al pistacchio o visto che i pistacchi io li metto anche nel polpettone, ma repetita iuvant, o almeno così dicono.

Così, dovendo liberarmi di 100 g di preziosissima farina di pistacchi di Bronte (non è che volessi disfarmene, sia chiaro, ma non si può conservare troppo, o si rischia l’irrancidimento, un peccato mortale) acquistata questa estate in Calabria (la stessa di questi tartufi di ricotta) e conservata gelosamente fino ad oggi (sempre nell’ormai famosa dispensa/armadio dei vestiti), ho voluto trovare una ricetta che valorizzasse appieno l’oro verde. Oltretutto, avendo una piccola quantità di farina non potevo neanche tuffarmi nella preparazione di quei dolcetti di pistacchio made in Sicily che tanto amo.

E così -e qui sta il colpo di genio del titolo- mi sono detta: perché non fare una torta caprese (corso di pasticceria docet) con la farina di pistacchi di Bronte invece di quella di mandorle? Il risultato è semplicemente delizioso: il gusto del pistacchio si sente appena appena (essendo un po’ più deciso di quello della mandorla), ed è un piacevole retrogusto per quella meraviglia che è di per sé la torta caprese, che amo ed adoro. E al pistacchio la amo persino di più (se è umanamente possibile).

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Torta caprese ai pistacchi di Bronte
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Ricetta: Dessert
Cucina: Italiana
Autore:
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: Una torta di 20 cm di diametro
Non stupitevi per le quantità "originali": le ho adattate ad una teglia di 20 cm di diametro. La versione classica della torta caprese può essere ottenuta semplicemente sostituendo la farina di pistacchi di Bronte con ugual peso di farina di mandorle.
Ingredienti
  • 100 g di burro
  • 86 g di zucchero a velo
  • 10 g di miele (per me millefiori)
  • 50 g di tuorlo
  • 120 g di cioccolato fondente in gocce (o tritato al coltello)
  • 10 g di cacao amaro
  • 26 g di farina
  • 100 g di farina di pistacchio
  • 2 g di lievito per dolci
  • 64 g di albumi
  • 16 g di zucchero
Procedimento
  1. Montate in planetaria il burro con lo zucchero a velo e il miele.
  2. Aggiungete piano piano i tuorli, alternandoli con una metà delle polveri setacciate (è un po' macchinoso setacciare la farina di pistacchio, in quanto di solito è di grana maggiore rispetto a quella di mandorle).
  3. Quando la massa è ben montata, unite le gocce di cioccolato (o cioccolato tritato al coltello).
  4. Montate a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero semolato e incorporatevi delicatamente l'altra metà delle polveri (sempre setacciate), mescolando dall'alto verso il basso.
  5. Unite la massa di burro e quella di albumi, sempre mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto.
  6. Imburrate e infarinate una tortiera (anche a cerniera) di 20 cm di diametro. Io tuttavia vi consiglio di imburrare, coprire con carta da forno e poi imburrare nuovamente: in questo modo si evita la patina biancastra di farina su una torta cioccolatosa e scura, ma forse è un dettaglio maniacale (a voi la sentenza).
  7. Cuocete in forno a 160° C per circa 30 minuti (fate la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta non dovrà seccare troppo).
  8. Sfornate, sformate e lasciate raffreddare, quindi spolverizzate con zucchero a velo.
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Trionfo di burro e nocciole – La torta Langarola

Se la gestazione della prima ricetta inviata per il Contest delle Fattorie Fiandino  è stata lunga e dolorosa, sulla seconda ricetta (ne potrei inviare ad libitum, ma ho optato per due ricette, una salata ed una dolce) non ho avuto dubbi fin dal primo momento in cui l’ho vista, realizzata ed assaggiata durante il corso di pasticceria professionale che sto frequentando.

Ta dà! Surprise! Non ve l’avevo ancora detto, ma sto frequentando un corso di pasticceria professionale presso l’Associazione Cuochi Torino, e sto finalmente imparando le basi della pasticceria, cosa che mi premeva imparare da molto, molto tempo, e a cui mi sto finalmente dedicando.

Durante la lezione sulla pasta frolla per crostate e tartellette abbiamo realizzato un grande classico piemontese, la torta langarola, un trionfo di burro e nocciole, una torta deliziosa in cui una sorta di crema frangipane (a base di nocciole, però) è racchiusa in un guscio di pasta frolla, una vera bomba di gusto (e di calorie, ma io questo non l’ho detto). Una torta perfetta per un’occasione speciale, rustica al punto giusto e allo stesso tempo elegante e ricercata.
Sarà il DNA piemontese, ma io la amo… e voi?

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