Ode ai nuovi stimoli – Blitz di mele senza glutine

Tra i miei innumerevoli difetti (sono permalosa, disordinata, ho la coda di paglia, sono irosa.. se volete posso continuare; quanto tempo avete a disposizione?!) non si annovera certamente la staticità. Mai ferma, sono più le esperienze fatte in questi pochi (sono pochi, guai a chi osi contraddirmi) anni di vita che i capelli che ho in testa.

Non ce la faccio proprio a stare immobile: che sia un cambio di direzione lavorativa o “solamente” fare mille cose tutte insieme, devo cercare sempre nuovi stimoli, anche a costo di esagerare, e finire per avere più giorni occupati rispetto a quelli che fisicamente sono sul calendario.

Così, per esempio, dopo un diploma al classico, una laurea in storia dell’arte, un blog in fermento e un lavoro che nulla ha a che fare con ciò che vi ho appena detto, quest’anno ho deciso di intraprendere quella che spero rappresenti una svolta epocale: un master in marketing e comunicazione.
E questo che c’azzecca?“, vi chiederete voi. Ci azzecca eccome, visto che la passione per la comunicazione l’ho scoperta proprio scrivendo qui sopra, a tutti voi che avete la pazienza di leggermi.
Alterkitchen è decisamente stato uno dei maggiori stimoli a cercare di migliorarmi continuamente e costantemente: nella ricerca di fonti e ricette, nella scrittura, in cucina, nella fotografia, nella gestione pratica del sito e dei social media (aspetto che amo e su cui spero di concentrarmi sempre di più).

Ed è proprio al master che ho trovato un nuovo stimolo quando, volendo portare una torta a lezione (per i compagni, eh, mica per fare la secchiona che porta la mela alla maestra) e avendo una compagna celiaca, ho colto la palla al balzo, sperimentando finalmente un po’ di bei dolci naturalmente senza glutine che, fatti in casa, sono buoni tanto quanto quelli a cui siamo abituati. E quando si parla di dolci senza glutine per me c’è una sola guru: Gaia, aka La Gaia celiaca (che mica per caso ha scritto Il dolce gluten free. Pasticceria senza glutine fatta in casa), da cui ho tratto la ricetta di questo blitz di mele senza glutine. Risultato? Non solo sfido a riconoscere che sia un dolce senza glutine, ma il giudizio in casa mia è stato “è pure più buona di quella che fai di solito”. Tiè, alla faccia mia!

Provare per credere.. e poi riprovare, perché finisce subito (e non solo quando si è in 16 a mangiarla).

Blitz di mele GF

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Blitz di mele GF finale

Alla faccia di Banderas – Plumcake al doppio yogurt

Essendo nata nel 1985, sono stata bambina prima e ragazzetta poi nei gloriosi anni ’90 dove, fra una puntata di Willy il principe di Bel Air ed un episodio dell’Ispettore Gadget, sono stata sufficientemente bombardata dalla fortissima comunicazione che in quegli anni proponeva la Mulino Bianco: dalla Famiglia del Mulino in poi, nessuno poteva sottrarsi alla loro proposta di biscotti e merendine.

Poi, non so bene se nel frattempo mi sia addormentata profondamente o solo distratta, ma quando mi sono risvegliata quelle pubblicità vintage erano scomparse, e al loro posto è apparso Antonio Banderas (sì, proprio quell’esemplare di macho latino che ha segnato profondamente i sogni di migliaia di donne, fra un film di Almodóvar e una Z di Zorro), invecchiato, imbolsito e con una gallina finta a fargli da comprimario.

Sarò io il problema, ma non credo di essermi ancora ripresa dal trauma. E, devo ammetterlo, fra i due è per la gallina che provo maggiore compassione. Nel frattempo (ma non a causa di questa campagna incriminata) ho dato il mio addio definitivo alle merendine industriali e ora, alla faccia di Banderas, sforno plum cake al doppio yogurt da fare impallidire qualsiasi Mulino.

Ora nessun vasetto di yogurt sarà più costretto al suicidio per essere stato dimenticato nel frigo: questo plumcake vi salverà!

Plumcake

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Plumcake finale

Colazione for dummies – Quadrotti cocco e arancia

Che la colazione sia una delle mie fisse non è più una novità.. l’ho già detto tante volte che la colazione per me è assolutamente irrinunciabile, e che tutto prende una piega ancora migliore quando ad attendere il tuo risveglio c’è qualcosa di fatto in casa, magari di soffice e confortante.

Così, quando trovo sui blog che seguo qualche torta semplice e veloce ho una vera e propria compulsione, devo provarla al più presto, testare se sia adatta o no alla colazione e, se sì, metterla nella mia cartella “preferiti” e riproporla ancora, ancora, e poi ancora.

Quando ho visto la ricetta dei quadrotti al cocco e arancia da Margherita  (aka La petite casserole) credo sia trascorso solo il tempo necessario a procurarmi il cocco grattugiato, prima di passare da “wow, questa la faccio” a pre-riscaldare il forno. Fatta e spazzolata in poco tempo, ho già spacciato la ricetta a non so quante amiche e colleghe, convinte dal mio entusiasmo per una torta morbida e buona, ma anche dal fatto che questa è una ricetta per colazioni for dummies: non solo la torta si prepara in 5 minuti e cuoce in 20, ma per prepararla lo strumento più tecnologico di cui avrete bisogno è un cucchiaio. Nemmeno la bilancia, per capirci.

Vi ho convinti, eh?! Se non vi basta, sappiate che questi quadrotti hanno un profumo inebriante e che, se li preparate a ridosso del Natale, impacchettati a modino sarebbero anche un bel pensiero per il collega che esce sempre di fretta senza fare colazione o per un’amica, magari abbinandoli ad un buon the agli agrumi.

Quadrotti cocco e arancia

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Quadrotti cocco e arancia finale

Il the, come il nero, sta bene su tutto – Bara Brith

Se hai freddo, una tazza di the ti riscalda.
Se sei depresso, ti rincuora.
Se sei agitato, ti rilassa.
William Gladstone

Ho scoperto dell’esistenza del bara brith lo scorso anno quando, costretta a letto per qualche giorno dopo un piccolo intervento, mi ero appassionata a Britain’s Best Bakery, un programma tv trasmesso da RealTime in cui due giudici d’eccezione, Mich Turner e Peter Sidwell, rispettivamente pasticcera e panificatore, giravano in lungo e in largo la Gran Bretagna cercando per ogni regione la migliore Bakery, per poi arrivare, grazie a delle eliminatorie, a decretare il migliore baker del Regno. Non traduco volutamente baker/bakery, perché trovo sia uno di quei termini inglesi difficilmente traducibili in Italiano, non tanto per una mancanza linguistica, quanto proprio per una differenza di costumi. Noi di solito distinguiamo in maniera molto più drastica fra pasticcere e panificatore, e non perché manchi la figura del pasticcere nel Regno Unito, o perché da noi manchino i professionisti capaci di fare sia pane che dolci ottimi, ma perché in Italia la differenza fra le figure professionali di chi fa il pane e quella di chi prepara dolci più o meno complessi è sentita in modo più netto, mentre trovo che nel Regno Unito la differenza sia molto più sfumata, fino a scomparire del tutto, in certi casi.

Tralasciando questa dissertazione linguistica, ho scoperto il bara brith proprio guardando una puntata di quel programma tv, se non erro girata in Galles, patria natale di questo dolce, il cui nome significa “pane maculato”: si tratta di una torta da the molto semplice, poiché composta di pochissimi ingredienti, cioè farina, zucchero, uova, the e frutta disidratata. Da subito mi aveva intrigato questo dolce così compatto e ricco di frutta, dove il the non è solo da bere insieme al dolce, ma è addirittura l’elemento principale dell’impasto. Inutile dire, quindi, che una bella tazza di the di accompagnamento (per me Earl Grey, grazie) è la morte sua, non solo alle canoniche 5 del pomeriggio, ma anche al mattino per una più italica colazione.

La ricetta è tratta da Mary Berry’s Baking Bible, scoperta e provata grazie allo Starbooks.

 Bara Brith collage

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Bara Brith-001

W i compleanni (degli altri) – Tarte al caramello salato e mousse ganache al cioccolato

Chi non ha un rapporto conflittuale con il proprio compleanno alzi la mano.

Io la mano la tengo ben ben adesa al corpicino, perché riguardo al mio compleanno sono quanto di più schizofrenico ci sia. Non mi piace l’idea di invecchiare (crescere, ecco, crescere è meglio.. o stagionare, come i formaggi), ma mi piace il pensiero di essere festeggiata, di ricevere regali che sono stati pensati per farmi felice, di andare a cena fuori o di avere qualcuno che cucina per me qualcosa di speciale. Poi però quando arriva il giorno fatidico non è che proprio faccia i salti di gioia (la stagionatura mica sempre va a buon fine, d’altronde), mi infastidisce il pensiero di andare a lavorare (e che palle, anche al proprio compleanno) e magari di non poter fare qualcosa di diverso dal solito. E poi, diamine, sembra farlo apposta: appena si fa l’abitudine e si inizia a godere di quella giornata comunque un po’ speciale, finisce. Mapporc!

Invece adoro i compleanni altrui, specialmente quelli del Colui .. cercare di pensare al regalo più gradito, scrivere il biglietto (che per me è sempre la parte migliore, quella più importante), pensare a dove andare a cena fuori o a cosa cucinare, ma soprattutto al dolce di compleanno.

Tarte caramello salato e mousse al cioccolato fondente

Sì, perché quando si ha a che fare con un goloso, quello è il vero punto della questione.

Quale sarà il dolce di compleanno?

Conosci alla perfezione i suoi gusti, sai che con la pasta sfoglia, le creme e la panna non potrai mai sbagliare, ma ormai c’è una competizione in corso con te stessa per creare un dolce sempre diverso, sempre migliore. La millefoglie al pistacchio è stata la prima torta di compleanno, un classico che conquista sempre; l’anno dopo fu la volta della Saint Honoré, quella che ancora oggi ritengo il punto più alto delle mie sperimentazioni di pasticceria, l’anno scorso ripiegai nuovamente sulla millefoglie, ma alla crème brulèe (quella non arrivò sul blog non per carenza di bontà, ma perché non ero soddisfatta dell’estetica; ho ripreso però l’intuizione della crema di quella millefoglie in questa torta moderna, anche se sotto forma di mousse). Quest’anno mi è venuta la voglia di cambiare completamente registro, lasciar perdere la sfoglia, e buttarmi su qualcosa di più rustico all’apparenza, ma con una gran classe.. dentro. Non sono arrivata alla soluzione da sola, ma grazie alla consulto con la mitica Caris, che di dolci ne sa a palate, anzi, a spatolate. E, da un’intuizione all’altra, la torta giusta è arrivata: un guscio di frolla (burro francese a me!) con caramello salato (burro francese demi-sel a me! Benedette vacanze francesi) e mousse ganache al cioccolato fondente Domori.

Il registro è cambiato, ma fortunatamente il risultato no, torta buona e bella (non sono un raffinata decoratrice di torte, ma me la cavo con la semplicità) e festeggiato contento. E, diciamola tutta, questa tarte con caramello salato e mousse ganache fondente ha strappato più di qualche mugolio, e non solo dal festeggiato.

Tarte caramello salato e mousse al cioccolato fondente primo piano

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Tarte caramello salato e mousse al cioccolato fondente finale

PS. Ho deciso anche di immortalare uno dei momenti migliori di un compleanno: la colazione del giorno dopo con la torta.. è vero o no?

Rustico I love you – Torta integrale di carote con mandorle e mirtilli rossi

Ormai non ve lo dico nemmeno più quanto per me la colazione sia sacra: datemi una torta di mele, una torta semplice che più semplice non si può, dei muffins, biscotti, una crostata, pure dei grissini da sbriciolare nel latte, ma datemi qualcosa! Io senza ci muoio, ma per davvero.

Però, se devo scegliere, ho un debole per tutto ciò che è rustico, con farine antiche o macinate grossolane e zucchero di canna scuro, per esempio. E conosco esattamente qualcuno che ha gusti molto simili ai miei, tanto che quando pubblica qualcosa di dolce, prima o tardi quel qualcosa finisce anche qui sul mio blog: parlo della mia adorata Marina di La Tarte Maison che un paio di mesi fa mi aveva stregato con la sua torta integrale di carote e mandorle, una ricetta presa dall’ultimo libro di Rossella Venezia, All’ombra dei mandorli in fiore, uno di quei libri che ho in wishlist forse da prima che uscisse, e che alla prima occasione buona saranno miei.

La torta è esattamente come piace a me, rustica (grazie alla farina integrale Antiqua, macinata a pietra), scura e dolce al punto giusto (per lo zucchero di canna campesino, di un marrone intenso): le mandorle, i mirtilli rossi e le carote ci sono, ma non si riconoscono singolarmente, si uniscono alla perfezione in una torta dal gusto delicato ed equilibrato che vi farà innamorare.

Da provare, spazzolare e rifare, all’infinito.

Torta integrale di carote e mirtilli primo piano

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Torta integrale di carote e mirtilli