Alla faccia di Banderas – Plumcake al doppio yogurt

Essendo nata nel 1985, sono stata bambina prima e ragazzetta poi nei gloriosi anni ’90 dove, fra una puntata di Willy il principe di Bel Air ed un episodio dell’Ispettore Gadget, sono stata sufficientemente bombardata dalla fortissima comunicazione che in quegli anni proponeva la Mulino Bianco: dalla Famiglia del Mulino in poi, nessuno poteva sottrarsi alla loro proposta di biscotti e merendine.

Poi, non so bene se nel frattempo mi sia addormentata profondamente o solo distratta, ma quando mi sono risvegliata quelle pubblicità vintage erano scomparse, e al loro posto è apparso Antonio Banderas (sì, proprio quell’esemplare di macho latino che ha segnato profondamente i sogni di migliaia di donne, fra un film di Almodóvar e una Z di Zorro), invecchiato, imbolsito e con una gallina finta a fargli da comprimario.

Sarò io il problema, ma non credo di essermi ancora ripresa dal trauma. E, devo ammetterlo, fra i due è per la gallina che provo maggiore compassione. Nel frattempo (ma non a causa di questa campagna incriminata) ho dato il mio addio definitivo alle merendine industriali e ora, alla faccia di Banderas, sforno plum cake al doppio yogurt da fare impallidire qualsiasi Mulino.

Ora nessun vasetto di yogurt sarà più costretto al suicidio per essere stato dimenticato nel frigo: questo plumcake vi salverà!

Plumcake

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Plumcake finale

“Dottore, ho una dipendenza da yogurt” – Panna cotta allo yogurt

In questo periodo vivrei di yogurt.

E non solo perché non non ha bisogno di cottura, è che mi piace proprio.. talmente tanto che l’ho messo pure nella pasta!

Ma diciamo che ultimamente, pasta a parte, spesso sostituisco il pasto della sera con una bella tazza di yogurt, muesli, frutta fresca, magari con un pezzetto di cioccolato fondente. È un pasto leggero e fresco, ed è tutto ciò di cui mi viene voglia a cena, ecco.

Poi, fatto non trascurabile, lo yogurt di cui parlo è fatto in casa con la fedelissima yogurtiera, quindi posso garantire.. è buonissimo!

Ma quando si hanno ospiti a cena pare brutto fare uno yogurt party, e così l’amatissimo yogurt è finito nel dessert. Ho provato per la prima volta a fare la panna cotta allo yogurt, dove cioè quest’ultimo sostituisce per metà la panna, e mi ha conquistata: la panna cotta rimane vellutata e cremosa, ma è più leggera e con un gusto appena appena acidulo, perfetto per essere accompagnato dal sapore dolce di una confettura o della frutta caramellata. O, perché no, anche entrambe (per non farsi mancare nulla).

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Panna cotta allo yogurt

La mezz’ora ai fornelli di cui non vi pentirete – Pipe con yogurt, piselli e feta

Tempo fa vedo la ricetta di una pasta con piselli, yogurt greco e feta dalla Fede, vedo che la ricetta originale è di Ottolenghi, tratta dal mio amatissimo libro Jerusalem (che non smetterò mai di consigliare, sappiatelo) e mi chiedo subito come diavolo mi fosse potuta sfuggire una ricetta del genere, stravagante (lo yogurt per condire la pasta?), veloce, fresca, colorata.

Corro subito a prendere il libro, lo apro alla pagina giusta, e noto in alto a destra un bel post-it commemorativo: non mi era sfuggita, semplicemente non l’avevo ancora provata.
Strano?! Assolutamente no, visto che praticamente la mia copia di Jerusalem pare un cimitero di post-it, e non so mai da quale iniziare, da tanto che mi ispirano tutte, le sue ricette.

Ma questa ve la consiglio al volo e dal profondo del cuore, perché sarà una mezz’ora di fuochi accesi (una pentola per la pasta, un pentolino per i pinoli), fra bollore dell’acqua e cottura della pasta, ma sarà una mezz’ora che non rimpiangerete, perché metterete in tavola un piatto di pasta che mai vi sareste sognati di preparare, di una semplicità imbarazzante, e la cui freschezza e bontà vi ruberanno il cuore.

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Pasta con yogurt, piselli e feta finale

Colazione mon amour – Plum cake allo yogurt e arancia

Non aggiungo nulla di nuovo… chi mi conosce lo sa che non so dire di no ad una bella colazione fatta in casa, di solito a base di torte, ciambelloni e simili, facili e veloci da preparare (non come i biscotti, che per me hanno più il sapore dell’occasione, e non della quotidianità), la cui fragranza e morbidezza dura per tutta la settimana.

Io prediligo, appunto, i dolci soffici, morbidi, perfetti per l’inzuppo mattutino (e/o pomeridiano, per i più golosi); quando poi sono anche leggeri, poiché a base di di yogurt o olio (o entrambi), come dire di no?

Plum cake yogurt e arancia collage blog

Così, appena messe le mani sulle prime arance della stagione, già incredibilmente succose, mi sono ricordata di quest plum cake avvistato un bel po’ di tempo fa su Zucchero e Sale, e non mi sono certo tirata indietro.

Ora non avete nemmeno più la scusa del caldo, per non accendere il forno! Presto, ai forni di combattimento!

E buona settimana.. che possa cominciare in morbidezza.

Plum cake yogurt e arancia blog

Plum cake yogurt e arancia scritta blog

Colazione, mon amour – Pancakes al latticello con sciroppo d’acero e mirtilli freschi

Non ne faccio mistero: per me la colazione è sacra. Difficilmente la salto (anche perché poi finisco per non vederci più dalla fame -come diceva un noto spot- e ho la tendenza ad infilare sotto i denti qualsiasi cosa mi capiti a tiro, altrimenti potrei avere uno di quei mancamenti fin de siècle, da cui ci si riprende solamente con i sali e una sventolata -con fazzolettino ornato di merletti, naturalmente) e, se proprio dovessi scegliere un pasto in cui andare avanti a mangiare fino a scoppiare, credo che sceglierei proprio la colazione (inutile che vi dica, quindi, quanto sia in grado di mangiare in uno di quei begli alberghi con ricche, ricchissime colazioni a buffet – e no, non me ne vergogno!).

Quindi, per me tutto ciò che ha a che fare con il cibo da colazione è circondato da un’aura di sacralità: amo, infatti, preparare per la colazione di tutti i giorni (anche se poi ci si riduce a consumarla in 5 minuti netti), mia od altrui, biscotti, torte e dolcetti che facciano cominciare la giornata in maniera molto più dolce e, per quanto mi riguarda, senza la voglia di uccidere chiunque osi rivolgermi la parola. Ma, ancor più, adoro potermi concedere una colazione degna di questo nome, sicuramente da consumare con la calma, se va “male” al bar, se va meglio con qualcosa di preparato appositamente, sul momento, magari accompagnato da un bel cappuccino fatto in casa (con un pentolino tipo questo, che io chiamo assai impropriamente spugnettatore, comprato al supermercato ad una cifra irrisoria) o da un bicchiere di latte freddo (amici che soffrite di colite, non me ne vogliate, ma il latte freddo è uno dei piccoli grandi piaceri della vita). E così, per la colazione di una bella domenica, mi sono potuta godere appieno questi fantastici pancakes al latticello, guarniti con sciroppo d’acero e mirtilli freschi: una vera delizia, una coccola che vi consiglio caldamente per iniziare al meglio una giornata di riposo (o per migliorare decisamente quella che prevedete essere una pessima giornata… ma sono punti di vista).. ché la colazione è sacra, ma quella all’insegna del relax ancora di più!

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Profumo di inverno – muffins mele, cannella, noci Pecan e miele

Ci sono dei profumi che inevitabilmente mi riportano a determinate stagioni, a certi luoghi, a precisi istanti. Dicono che l’olfatto sia un senso molto potente, capace di attivare la memoria in modo più istantaneo rispetto agli altri sensi.

Io non posso definirmi una “feticista degli odori“, ma non posso negare che il profumo di una persona, l’aroma confortante del pane appena sfornato o l’odore di alcune erbe aromatiche costituiscano delle “sensazioni odorose” che rimangono dormienti nel cervello, pronte a risvegliarsi ad ogni buona occasione.

Sarà che ho preso il “naso” di mio papà, non esteticamente (ne ho preso la forma, ma non le dimensioni.. non me ne voglia, ma è andata decisamente meglio così), ma proprio a livello sensoriale.. forse devo il mio olfatto a lui non solo per una questione genetica, ma per una questione di “allenamento“.. in tantissime foto di me da piccina insieme a mio padre, lui è immortalato nel gesto di farmi annusare della lavanda, del rosmarino o chissà quale altra erba aromatica.
È possibile che ciò abbia influito sullo sviluppo dell’olfatto? Chi lo sa, ma a me piace pensare che sia così.

E, se certi odori rimandano ad atmosfere autunnali (le caldarroste o l’odore di sottobosco, di funghi), estive (l’odore di salsedine o di crema solare, per quanto mi riguarda) o primaverili (la primavera ha un suo odore proprio e caratteristico, che credo derivi dalla vita che rinasce dopo il torpore dell’inverno), ci sono anche odori che accompagnano l’inverno.. in questi giorni siamo circondati dall’odore della neve (“Perché, la neve ha un odore?“, vi chiederete… secondo me sì, ma non saprei descriverlo o definirlo), ma ci sono dei profumi e degli abbinamenti che “sanno” di inverno, di casa calda, di the fumante.

Per me il profumo di cannella, quello del miele e delle mele che cuociono in forno rientrano fra i profumi invernali.. e allora perché non farli sposare in un muffin?

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