Corso pratico per prepararsi all’estate – Cous cous in insalata con verdure arrostite e ricotta salata

Io non voglio prepararmi all’estate, io voglio prepararmi alle vacanze.

Con questa affermazione potrei anche concludere il post, visto che racchiude appieno il sentire più profondo del periodo.

Vorrei cacciare quattro stracci in una borsa, puntare alla cieca una destinazione su una cartina geografica e dirigermi all’auto-camper-bus-treno-bicicletta-aereo più vicino e partire per il gusto di partire, di dimenticare orologio, telefono e pc, di perdermi in un altro luogo e di scordare la differenza fra il giorno e la notte.

Vorrei addormentarmi con il rumore del mare e “il cielo stellato sopra di me” (la ragion pratica la lascio a Kant), vorrei svegliarmi senza sapere che ora sia e senza ricordare dove mi trovo, ma lontano dal qui ed ora.

Ma, non potendo preparare una valigia e scomparire, mi prendo l’unica rivincita possibile: preparare una terrina gigante di cous cous ai 4 cereali (quello di Nuova Terra) in insalata con verdure estive arrostite in forno al profumo di timo e ricotta salata.

Quella stessa terrina che vorrei tanto trasformare in un contenitore ermetico da caricare in macchina insieme alle valigie.. che, si sa, viaggiando viene fame.

Cous cous in insalata con verdure arrostite collage

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Cous cous in insalata con verdure arrostite finale

Profumi di fine estate – Timballo di verdure grigliate alla menta di Pancalieri per l’#Italianelpiatto

Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento con l’Italia nel piatto, e questa volta il fil rouge che legherà le nostre ricette sono le erbe aromatiche e i profumi di fine estate.

Quindi, pensando e ripensando, non sono riuscita a trovare nulla di più calzante rispetto a questo zuccotto di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri, che in un sol colpo ci permette di dire “arrivederci” (addio no, per carità) a tutte quelle meravigliose verdure che popolano l’estate, pomodori, zucchine, melanzane e peperoni, e allo stesso tempo ad una delle erbe aromatiche che più associano il loro profumo alla medesima stagione, la menta.

In questo caso ho scelto di usare una menta piemontese, e non solo perché siamo universalmente noti per il modo in cui in Piemonte si pronuncia menta (non avete mai sentito un piemontese pronunciare la parola menta – con quella bella e aperta?! Non sapete cosa vi siete persi!), ma anche perché la menta, soprattutto piperita, che si produce nel pancalierese (zona in cui si produce circa il 50% delle erbe officinali italiane) è un’erba aromatica davvero eccezionale, profumatissima ed intensa, che permette di ottenere un olio essenziale considerato il migliore al mondo per finezza del profumo e gradevolezza del gusto.

Ma dovreste solo sentire il profumo incredibile che sprigiona in questo piccolo timballo, per decidervi a cercare non dico la menta di Pancalieri, ma almeno il suo sciroppo per accaparrarvi ancora un po’ d’estate!

 Zuccotto

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Zuccotto finale

Piemonte - Italia nel piatto

Ed ecco i miei compagni dell’Italia nel piatto!

 

Paccheri alla (a)Norma(le) per l’#MTC48

Pummarola, croce e delizia tutta Italiana.

Che poi, se ci pensiamo un attimo, è incredibile che un alimento che tanto caratterizza la nostra cucina (soprattutto quella del centro e sud Italia) e che così profondamente rappresenta il nostro modo di stare a tavola faccia in realtà parte della nostra storia da “pochissimo” tempo (e, se avete qualche minuto di tempo, su MTChallenge trovate la storia del pomodoro, raccontata da me medesima).

Il posto che occupa il pomodoro nella mia identità culinaria è quasi pari a zero.. d’altronde, son Sabauda mica per nulla; nella cucina di casa dei miei (e, di conseguenza, nella mia) di rado si vede una conserva di colore rosso, ancor meno un semplice sugo al pomodoro, un po’ più spesso il ragù, ma rigorosamente appena appena rosato.

Però (come sempre) c’è un però, e si chiama pomodoro fresco: datemi dei bei pomodori (Pachino, ciliegini, Piccadilly), uno spicchio d’aglio, dell’olio buono, una cottura veloce, e allora sì che ne riparliamo.

Per questo, dopo una normale diffidenza iniziale per questa sfida n. 48 dell’MTChallenge, che sembra facile ma facile non è (questa la sfida nella sfida lanciata da Paola di Fairie’s kitchen), mi sono lanciata sulla tradizione, non quella piemontese (la pummarola solo in cartolina) ma su un piatto siciliano che io amo ed adoro, la pasta alla Norma.

Ma, prima che l’universo mondo, siciliano e non, si ribelli con picche e forconi alla mano, mi sono tutelata, e siccome la tradizione io l’ho presa e l’ho piegata alle mie esigenze, è diventata una pasta alla (a)Norma(le)  (…ogni riferimento è assolutamente intenzionale -vedi sotto)

Abnormal

Insomma, niente sugo a lunga cottura, al posto delle melanzane le zucchine (che qui cominciano timidamente a fare capolino) – sempre fritte però- e al posto della ricotta salata il pecorino romano DOP (che con le zucchine sta alla perfezione).. il risultato per me è delizioso, ma dovrete provare per credere.

Paccheri collage

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Paccheri finale

Con questa ricetta partecipo all’MTChallenge n. 48

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Sformati di riso al latte salati che ammiccano all’antica tartra per l’MTC

Nuovo mese, nuova sfida dell’MTC, e questa volta il tema scelto da Annalena mi ha lasciato davvero a bocca aperta per la sua apparente semplicità, che nasconde ricchezze e sfaccettature infinite. Il tema di questo mese, infatti, è la cottura del riso, e prende in esame tre tipologie specifiche di cottura: quella per assorbimento, la cottura nel latte e quella pilaf.

Leggo, mi arrovello, ci penso, vado in capo al mondo e, come quasi sempre, finisco poi per bussare alla porta di casa e così, di botto, mi è venuta in mente un’antica preparazione piemontese, un budino salato a base di latte e uova, la tartra, di cui leggo da tanto, che da molto mi riprometto di provare, e con la quale non mi sono mai cimentata. E dire, inoltre, che non l’ho mai assaggiata; si tratta di un piatto di origine povera, contadina, fatto di pochi e semplici ingredienti, nato come una crema salata e densa in cui inzuppare il pane e che nel tempo si è trasformato, diventando uno di quegli antipasti per cui noi Piemontesi siamo famosi (qui in Piemonte è facilissimo organizzare una cena di soli antipasti tipici, e lo dico come un vanto), spesso servito in abbinamento oppure in sostituzione del ben più famoso flan di verdure.

Fatto sta, però, che le tradizioni evolvono, e che questo antipasto, forse troppo poco raffinato, si è perso per strada, tanto che non mi è mai capitato di trovarlo nel menù di un ristorante piemontese.

Così ho provato ad inseguire parte del suo sconosciuto sapore rimando fedele a parte della sua preparazione, ma solo per poi stravolgerla: il budino di latte e uova si è così via via trasformato in uno sformato salato di riso cotto nel latte, aromatizzato al porro e al Parmigiano, servito con un semplice contorno di zucchine. E, se solo avessi aggiunto una salsa al formaggio, avrei strizzato l’occhio non solo alla tartra, ma anche al flan, creando un piatto ancora migliore. Che dire, siamo nati per sbagliare, ma anche per imparare dai nostri errori, e la prossima volta nella lista della spesa non mancherà di certo un bel pezzo di Castelmagno o di Raschera.

Sformato blog

Una piccola nota sul riso utilizzato: io ho utilizzato un mix di risi integrali (Hermes, Venere e riso integrale), perché volevo che il piatto avesse una nota croccante, ma nulla vi vieta di usare altri risi, che forse rimarranno più morbidi (anche se tenuti al dente) e legheranno di più la crema, donando una consistenza più da budino e meno da sformato; ma sta a voi decidere.

Sformato finale blogg

 Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 41

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… e al Gluten Free (fri)Day

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Un’ode alle pazze stagioni – Zucchine ripiene di porri e speck

Si parla tanto di stagionalità degli alimenti, ed è cosa buona e giusta per cucinare in modo sano, genuino, a seconda di quello che la natura ha da offrirci durante l’anno, nella sua ricchezza. Io credo in questo semplice concetto, e tanto. Mi piace adesso avere a disposizione tutti quegli ortaggi verdi che l’autunno dona (spinaci, bietole, broccoli, verze e cavoli di ogni sorta, disponibili anche a merenda), godermi la zucca in ogni sua declinazione e potermi ancora concedere qualche peperone qui e là.

Ma che colpa abbiamo noi (momento revival, su le mani!) se le stagioni sono ormai così strambe che mi hanno da poco rifilato dei bellissimi zucchini dell’orto?! La stagionalità direbbe STOP alle zucchine (che poi una volta li faccio maschi e una volta femmine, per non scontentar nessuno) a settembre, ma loro sono ancora qui, e ancora belli e gustosi (non sempre, eh). Quindi ho deciso di godermeli ripieni (io adoro le zucchine in ogni modo, ma ripiene hanno un che di comfort food a cui non so resistere), utilizzando una ricetta adocchiata su Sale & Pepe di giugno e che ho aspettato fino ad oggi per rifare, visto il ripieno a base di porri e speck, un accostamento che trovo molto autunnale e che ho molto apprezzato: deciso e insieme delicato, e perfetto insieme al gusto fresco delle zucchine.

Zucchine ripiene fila blog

Zucchine ripiene blog

Zuccotto di verdure grigliate per i formaggi svizzeri

 

Oggi è uscita la nuova newsletter dei Formaggi Svizzeri, la cui protagonista (udite udite) sono io, con una ricetta creata appositamente per loro e gustata nell’occasione della cena in bianco (ve l’avevo detto che il resto del menù, oltre alla Caesar Salad, sarebbe arrivato, no?!).

La ricetta è molto semplice e molto estiva, e si sposa secondo me benissimo con l’idea di delicate food che i Formaggi Svizzeri vogliono promuovere.

Qui trovate una mia piccola intervista (così potete scoprire cosa è per me il delicate food), mentre qui trovate la ricetta dello zuccotto: facile da fare, con ingredienti semplici e iper-reperibili (e di stagione), e anche bello da vedere (secondo me, eh)… una ricetta che vale la pena di provare!

Zuccotto collage