1000 di questi… likes! Plumcake alla banana e doppio cioccolato

Oggi si festeggia, l’ho promesso!

No, non è il blog-compleanno (anche se manca poco), e nemmeno il compleanno vero (che poi il prossimo sarà pure traumatico, quindi meglio che mi ci prepari per tempo, ad entrare negli -enta), ma ieri sera la pagina Facebook di Alterkitchen ha finalmente raggiunto i 1000 likes!

Era così tanto tempo che giravo intorno a questa cifra, rimanendo sempre sulla soglia, che quasi mi sentivo “condannata” a quel “ritenta, sarai più fortunata“.. e invece in una notte non solo i mille, ma persino i MILLECENTO!

Sono basita, e tanto grata a tutti voi per questo piccolo traguardo e per questo grande seguito!

Per questo ieri ho promesso che avrei pubblicato qualcosa per festeggiare, e festa è sinonimo di dolce. Ma siccome in casa mia non si butta via niente, nemmeno quelle tre banane risalenti alla Grande Guerra, tantomeno il rimasuglio di cacao amaro rimasto dall’ultimo preparato per cioccolata calda fatto in casa, e giammai quel ramingo pezzo di cioccolato fondente che vedevo triste e solitario nel frigorifero.

Così, con questi tre ingredienti “di recupero” e ben poco altro, voilà, dei piccoli plumcake alla banana e doppio cioccolato, perfetti per la colazione o per una merenda golosa (e leggera). Io ho scelto questi mini cakes perché non potevo resistere al fascino degli stampi di cartone rigidi appena arrivati da Meincupcake.de (e pure in tinta col dolcetto), ma se non li avete potete benissimo optare per un plumcake unico.

Plumcake finale scritta

 

Plumcake primo piano

Torino in un grissino – Grissini rubatà di kamut al cioccolato fondente (con esubero di pasta madre)

Chi di voi è stato anche solo una volta a Torino, sa quale posto di riguardo occupino per noi i grissini.

A Torino, e in Piemonte in generale, amiamo i grissini.

Li amiamo perché sono croccanti e leggeri e perché sono versatili al punto da poterli utilizzare al posto del pane in una zuppa, invece della pastina in brodo (e quanto è buono non si spiega – in questo momento mi vengono alla mente vagonate di ricordi di infanzia) o, se siete più estrosi potreste persino usarli come base per una cheesecake salata.

E, soprattutto, li amiamo a tal punto da metterci dentro il cioccolato, un altro elemento senza cui Torino non sarebbe davvero Torino.

Se non avete mai provato un grissino al cioccolato, non sapete cosa vi siete persi. E, cari amici pastamadristi, con questa semplice ricetta vengo incontro all’orribile spreco di lievito madre, poiché sono fatti con esubero di rinfresco. Se non vi ho convinti così, non so davvero cos’altro aggiungere.

Cioccolato l’ho già detto?

Un’ultima cosa, prima di lasciarvi a questi grissini, che sono pure velocissimi da fare: si tratta di grissini rubatà, ottenuti quindi per arrotolamento manuale sul piano da lavoro (rubatà significa “ruzzolato” in piemontese), e sono fatti con la farina di kamut, che secondo me li ha resi particolarmente croccantini e, quindi, ancor più deliziosi.

Grissini al cioccolato orizz. blog

Grissini al cioccolato blog

Con questa ricetta partecipo al contest ImpastandosImpara di Molino Grassi e Valentina di Non di solo pane

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Ultima arancia a Parigi – La mia esperienza ai Digital Food Days

Qualche tempo fa vi avevo annunciato che avrei partecipato con la mia cheesecake ad Incontestabilmente tu, un contest di cucina organizzato in occasione del Digital Festival di Torino.

La cosa che non vi ho detto è che sono arrivata in semifinale, un traguardo che mi ha permesso di vivere una giornata incredibile in cucina, affiancata dai ragazzi della scuola della Piazza dei Mestieri, dal loro insegnante e chef Antonio Romano e da Maurizio Camilli, chef del ristorante La piazza di Torino ed uno dei giudici della semifinale.

La mattina ci siamo sfidati in 9, tre concorrenti per categoria (primo, secondo e dolce), in una cucina piena di entusiasmo e in fibrillazione, per l’ansia di riproporre al meglio la ricetta con cui ci eravamo presentati al contest. Ed ecco qui la cheesecake che ho presentato all’assaggio dei 7  giudici, preparata nella cucina della Piazza dei Mestieri insieme al mio commis Luca.

Cheesecake

La cosa che non vi ho detto è che non solo sono risultata semi-finalista, ma che la mia cheesecake mi ha permesso di arrivare in finale. Grandissima la soddisfazione di passare il turno, soprattutto perché i miei sfidanti e le loro ricette erano davvero eccezionali.

In finale, quindi, mi battuta contro un primo piatto ed un secondo. Cambia la location, lo spazio mostre della Regione Piemonte, cambia la cucina, si riducono le attrezzature ed arriva una mistery box piena di ingredienti.

Una lotta all’ultimo ingrediente, in cui ho vissuto momenti davvero concitati fra teglie mancanti, cambi di programma e brain storming con i miei due commis, Luca e Christian, ma alla fine è arrivata l’epifania, il dolce che mi ha permesso di giocare una finale esattamente come desiderato. Così è nata ultima arancia a Parigi, un inno alle ultime arance della stagione, un dolce al cucchiaio che unisce pasta frolla, crema pasticcera, composta di frutti acidi e cioccolato fondente, il dolce che ho presentato ad una giuria di 21 persone e che mi ha permesso di vincere.

Ah, non ve l’avevo detto che ho vinto?! Ora l’ho fatto, e vi lascio con la mia ricetta, esattamente come realizzata per il contest; spero perdonerete le dosi, per 21 coperti. Io per comodità ho già dimezzato le dosi della pasta frolla, che altrimenti sarebbe decisamente troppa: diciamo solo che sono avanzati molti biscottini, che però non hanno faticato a sparire dalla faccia della terra.

Giuro, non ho altri colpi di scena, questa volta ho detto tutto, ma serberò a lungo tutto quello che non si può raccontare, l’eccitazione della sfida, l’emozione di presentare un piatto di fronte ad una giuria e ad uno chef, il confronto costruttivo ed edificante con chi della cucina ha fatto la propria vita ed il proprio mestiere e, forse più di tutto, il riconoscimento del proprio impegno e del proprio lavoro, qualcosa di semplice ed insieme impagabile.

 Ultima arancia a Parigi blog


Ultima arancia a Parigi pp blog

 

Biscotti al cioccolato e grappa per il Food Bloggers Cookies Swap

Il primo anno nemmeno lo sapevo (ero ancora una pischella in fatto di blog -non che adesso sia una gran donna), il secondo anno lo scoprii troppo tardi, così il terzo anno (che poi sarebbe questo) non ho potuto esimermi.. DOVEVO far parte del great food blogger cookies swap.

Cioè? Cioè un Babbo Natale segreto fra food bloggers, in cui il regalo consiste in una dozzina di biscotti home-made e frutto di una ricetta nuova per il proprio blog da inviare a tre food bloggers abbinate via sorteggio. È un’iniziativa deliziosa, e non solo perché di mezzo ci sono i biscotti, ma anche perché ogni blogger partecipante (in tutto il mondo) dona 4$, che sono interamente devoluti all’associazione Cookies for Kids’ Cancer. Quindi si fa del bene, si ha l’opportunità di cucinare dei biscotti nuovi per nuove amiche, e se ne ricevono altrettanti, sempre deliziosi.

Alla fine di tutto (cioè oggi), tutte le ricette vengono pubblicate e raccolte, in un grande zibaldone dedicato ai biscotti da cui attingere a piene mani quando si è a corto di idee.. e dico solo che Natale è ormai (drammaticamente) vicino.

Alla mia prima partecipazione, ho deciso subito che avrei fatto dei biscotti al cioccolato. Io non sono una choco-holic, e su questo blog credo che di ricette di biscotti al cioccolato non ce ne siano proprio, quindi ho deciso che per me era giunta l’ora, anche di togliermi lo sfizio di fare qualcosa che somigliasse ai chocolate crinkle cookies che bramo ormai da quel dì (come non amare quelle crepe nello zucchero a velo, che fanno intravedere il nero del cioccolato?). Così ho scelto una ricetta che avevo puntato da tanto tempo, i biscotti al cioccolato e grappa di Sigrid Verbert (aka il Cavoletto), tratti dal suo libro Regali golosi.

Questi biscotti sono deliziosi, sia nella versione “cuore morbido” (guduriosa) che in quella più croccante (perfetta per l’inzuppo o per accompagnare un caffè), per cui vi consiglio di leggere le mie ultime indicazioni in merito alla cottura. Io, grazie a questo scambio, ho scoperto dei biscotti facili e veloci da fare, con tanto cioccolato e poco  burro, e che credo possano piacere davvero a tutti (potete anche cambiare il liquore o utilizzarlo in quantità maggiore perché il sapore si senta nel biscotto in modo più deciso).

Io ho trovato il perfetto regalo home-made di questo Natale, questo è certo!

Cookies cioccolato e grappa blog

Cookies cioccolato e grappa finale blog

Sul fronte dei biscotti ricevuti:

Gli ottimi lemon lavender shortbread di Sara (aka Antipastiveloci)

I classici cantuccini di Prato nella versione al cioccolato di Forchettina Giramondo

Non di solo burro, pt. 2 – Bacini, bacetti, bacioni di dama

 Eccoci alla ricetta burrosa della tradizione. Non parlo di una tradizione famigliare, ma di una tradizione regionale che, come da copione made in Piemonte, non può che prevedere le nocciole tonde gentili (so che la vera versione, quella tortonese e tradizionalissima, prevede l’utilizzo delle mandorle, ma io sono del partito della nocciola, non me ne vogliate).

E, in linea con lo spirito del contest sul Burro Occelli e in linea con lo spirito piemontese, la ricetta tradizionale dolciaria che ho scelto di realizzare è assai burrosa (siamo pur sempre una regione del nord).

Naturalmente sto parlando, ma lo avrete già capito benissimo dalla foto, dei baci di dama, una ricetta tradizionale e molto molto semplice, dal momento che gli ingredienti sono tutti in proporzione 1:1 e che l’impasto si realizza in modo veloce con un normale robot da cucina.

La parte più difficile è quella di resistere a questi biscottini ripieni, in cui l’aroma del burro si sposa alla perfezione con il tostato della nocciola e l’amaro del cioccolato.

 

 

Baci di dama blog

 

Un duro dal cuore tenero: flan di cioccolato con cuore morbido

Le cose stupefacenti della vita sono quelle impreviste, inattese, quei particolari anche piccoli o insignificanti che deviano dall’ordine degli eventi e che, perciò, ci colpiscono. E, per quanto mi riguarda, ciò che mi stupisce spesso è poi oggetto di un’istantanea (e duratura) simpatia o attrazione.

Infatti, sono portata a provare un’immediata simpatia verso una persona tutta d’un pezzo che scopro essere scatenata, verso una persona “seriosa” che nasconde un sarcasmo inatteso o verso il classico “duro dal cuore tenero”. Ecco, mi rapporto con il cibo alla stessa maniera, è più forte di me: vengo sempre colpita, e finisco per adorarlo all’istante, da qualcosa che si presenta in un modo e che si rivela essere diverso dalle mie aspettative.

Credetemi, quando vi troverete di fronte a questo piccolo flan, che dal di fuori appare come una banalissima tortina al cioccolato, ma che, all’affondare del cucchiaino, scatenerà una colata lavica e cioccolatosa, ne converrete con me… ciò che stupisce i sensi attrae e conquista (e, se ci mettete di mezzo il cioccolato, come potete resistere?!).