Ciao ciao, ciambella! Ciambellone all’acqua per la colazione

Il titolo del post e ciò che vedete e leggete nell’immagine qui sopra è eloquente..

Ciao, ciao, ciambella (evidente il richiamo al ritornello di questa indimenticabile canzone di Modugno), addio a te che inizi a morire appena uscita dal forno (non appena perso l’effetto ustione di dodicesimo grado da risveglio fantozziano -si veda qui, da 00:40 in poi), adios a te che non sono ancora riuscita a fotografare per intero. Non scherzo, questa è la terza ciambellona all’acqua preparata nelle ultime due settimane, e nessuna delle tre, seppur per diversi motivi, è arrivata intera alla prova fotografica. Ma volevo a tutti i costi questa torta sul blog, quindi mi sono accontentata di una C (di ciambella, manco a dirlo, e di ciao ciao, visto che è ormai quasi defunta) e vi proporrò ugualmente la ricetta, sperando che vi basti e che la brevissima vita a cui è destinata questa ciambella vi convinca della sua bontà.

Questa è la ricetta con cui ho conosciuto la Juls (questo è il link al suo blog, che vi invito a visitare, mentre il link alla ricetta lo trovate più in basso), il mio primo commento al suo blog e, in quel commento, una sacrosanta verità… là dicevo che questa torta, con la sua sofficiosità (la mia passione per i neologismi non è cosa nuova), sarebbe diventato il mio must da colazione, surclassando la torta allo yogurt. E così è stato (sono più profetica di Nostradamus e dei Maya messi insieme). Infatti preparo spessissimo questo ciambellone, che non contiene burro, che è semplice e veloce, che può essere aromatizzato un po’ come volete (o un po’ con cosa vi capita fra le mani) e che è di una tenerezza impressionante (so che le torte non sono propriamente definibili tenere, ma non potevo non citare questo (finto) trailer, che nell’ultimo periodo è per me una piacevole leit motiv).

Provate il ciambellone, testate la sua (breve) vita e poi ditemi se non crea dipendenza…

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