I libri del cuore – I limoni in conserva di Yotam Ottolenghi per lo Starbooks redone (e due)

Di tutti i libri di cucina che possiedo (che non sono poi moltissimi, per carità), si contano sulle dita di una mano quelli che sfoglio e risfoglio sempre con immenso piacere, e fra questi al primo posto c’è senza dubbio Jerusalem di Yotam Ottolenghi e Sam Tamimi.

Ogni tanto lo tolgo dalla libreria e lo sfoglio anche solo per il piacere di farlo, di perdermi fra le sue foto di Gerusalemme e fra i suoi piatti, che rifarei tutti, nessuno escluso: dalle carni alle verdure, dai dolci alle conserve.

Ho atteso così tanto questo libro, scoperto grazie allo Starbooks, che quando finalmente mi è arrivato in dono, ero talmente intenta a sfogliarlo in lungo e in largo da non notare che in mezzo alle sue pagine facevano bella mostra di sé i biglietti per un concerto di Ben Harper (che io amo ed adoro). Inutile dire che, quando li ho visti, il regalo è stato ancor più gradito, ma ci ho messo un po’ a capire che lo sguardo insistente del Colui verso di me che sfogliavo il libro a suon di “uhmmm, che meraviglia” e “oddio questo lo rifaccio” non era dovuto alla mia fulgida bellezza, ma più ad invito a guardare meglio. Uno dei regali migliori degli ultimi anni, insomma.

E, in una ricerca di ispirazione costante che, nel mio caso, si affida più a blog e riviste, quel libro è tuttora un’oasi a cui mi piace tornare.

Così, quando mi sono capitati per le mani dei bei limoni biologici, oltre a farli diventare limoncello (già per altro mezzo sgolato, soprattutto dalla sottoscritta), ho finalmente potuto provare una ricetta che da tanto tempo avevo adocchiato proprio fra le pagine di Jerusalem, i limoni in conserva, perfetti per accompagnare le carni (grigliate, ma anche le tajine) e il pesce, tagliati a fettine oppure tritati (come suggerisce l’amica Mapi).

Limoni in conserva ingredienti

Limoni in conserva

I miei limoni in conserva sono in frigorifero, in attesa che passi un mese, quando potrò finalmente assaggiarli. Pertanto, non posso esprimermi sul loro gusto, ma promuovo la ricetta comunque, per la sua facilissima realizzazione, per l’aderenza alla tradizione culinaria mediorientale, ma fosse pure solo per il fatto che, a vedere il vaso che campeggia in frigorifero, ogni volta che ne apro la porta spero che siano già trascorse quattro settimane.

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone (again)

a Redone

I matrimoni (improbabili e) felici – Zuppa di fagioli e cozze

In cucina, come nella vita, spesso sono le coppie improbabili a risultare, alla fine dei conti, le più solide.

Certo, il tutto è soggettivo, e capisco bene che ciò che è “improbabile” per me, per altri è normalità e tradizione.

Prendete i legumi con i molluschi, ad esempio.. per me sono una coppia assolutamente improbabile! Ancora mi ricordo lo stupore davanti alla stravaganza di un piatto di maltagliati con ceci e vongole, nel menù di un ristorante a Gradara, nelle Marche: assaggiai, sentendomi una pioniera, e scoprii uno degli abbinamenti più riusciti che mi fosse capitato di assaggiare fino a quel momento.

Tornata a casa non ho più ritrovato quell’abbinamento, e mi sono cullata nei confortanti usi della mia regione, in cui al massimo i legumi si abbinano a verdure di stagione (verza ed erbette, su tutte) o al massimo alla carne (le costine di maiale o la trippa, per esempio). Finché una mia cara amica salernitana ha fatto brillare nuovamente quella scintilla, parlandomi di quello che è un piatto popolarissimo in Campania (ma non solo, visto che esistono anche versioni siciliane e calabresi), la pasta e fagioli e cozze.

Non ho avuto pace finché non ho rifatto questa specialità, tramutandola in zuppa, e ora che l’ho assaggiata.. dov’è che devo firmare per un matrimonio altrettanto felice?!

Zuppa di fagioli e cozze

Zuppa di fagioli e cozze finale

 

Cuanta pasion – Pasta con crema di broccoli e ricotta

Voi come siete messi a passione?

No, non sto parlando dei vostri passatempi orizzontali (o verticali, o obliqui, per quel che ne so), cari i miei malpensanti, parlo di quelle passioni che vi fanno affaticare la vista davanti alle pagine di un libro, consumare cd su cd, fare le ore piccole davanti ad un film anche se il giorno dopo vi tocca alzarvi presto.

Ecco, io di passioni ne ho molte: amo leggere, la (buona -e spesso vecchia) musica, adoro guardare film e serie tv e mi piace il teatro.

Ma il tempo è poco e le passioni troppe, quindi per me si ha un’unica conseguenza: l’alternanza. Posso rimanere a secco di libri per sei mesi, e poi in 6 giorni leggere il corrispettivo di un paio di Enciclopedie, magari non guardo un film per settimane, e poi 15 film uno dietro l’altro. Funziono proprio così, mi concentro sulla lettura, poi la abbandono per il cinema, poi mi prende la voglia di sentire musica, poi mi sento in colpa perché non leggo da un po’ e si ricomincia daccapo, il tutto in ordine assolutamente casuale.

Così per dire, erano un paio di mesi che non guardavo chissà che, giusto una serie ogni tanto e qualche programma trash in tv (che so, “Il boss delle cerimonie”) e poi nelle ultime settimane… boom! Mi sono sentita buona di cuore se messa a confronto col cinismo della serie “Fargo”, ho ripreso daccapo “The Big Bang Theory” chiedendomi come avessi fatto a perderla per strada, mi sto rimettendo in pari con “Bones”, che è un piacevole passatempo che mi ricorda l’amore per i gialli.

E questo solo per quanto riguarda le serie tv.. “L’amore bugiardo” mi ha fatto domandare come fosse possibile rovinare un film cominciato così bene, “Padre Vostro” mi ha fatto sorridere e sognare di Croazia, mi sono gustata l’ultimo tenero James Gandolfini in “Non dico altro“, sono rimasta di sasso davanti al Matthew McConaughey quasi anoressico di “Dallas Buyers Club“, mi è spiaciuto vedere che con “La spia” quel grandissimo attore di Philip Seymour Hoffman abbia chiuso con un flop la sua brillante carriera, ho riso con le trovate alla “Little Miss Sunshine” di “St. Vincent“, mi sono commossa con la storia vera “Le due vie del destino” e ho sofferto, cullata dalle note bluegrass, con il bellissimo “Alabama Monroe“, pensando alla caducità della vita di chi amiamo, che ha il potere dirompente di cambiare ogni cosa, terrorizzandoci ancor più della nostra stessa mortalità.

C’è solo una passione a cui non riesco assolutamente a sottrarmi, che non conosce alternanza o, peggio ancora, blocchi, ed è quella che probabilmente vi porta a leggermi, la cucina. E non perché cibarsi sia una necessità oggettiva, ma perché mi rendo conto sempre più che cucinare e parlare di cibo sia per me diventato importante quanto nutrirmi.

Ma, siccome dobbiamo pur mangiare, passione o no, vi propongo un’ottima pasta con crema di broccoli e ricotta, un piatto dal condimento sano e ricco di verdura, con giusto qualche cucchiaio di ricotta per rendere la crema più morbida. Un primo piatto semplice e gustoso, che ha risolto felicemente ben più di una cena a casa mia.

Pasta con pesto di broccoli finale blog

Pasta con pesto di broccoli blog

Ricordi di Calabria ed una pasta semplice ed estiva

L’avevo detto, io, che ho i miei tempi, ma che prima o poi sarei arrivata a raccontarvi del periodo trascorso nella Locride, e quel momento è arrivato.

Non l’ho mai chiamata vacanza, perché a conti fatti non posso dire che lo sia stata, visto che ero laggiù per seguire il mio compagno, impegnato con la sua ricerca nel parco archeologico di Locri Epizefiri. E, con lui fuori impegnato a lavorare tutto il giorno (o quasi), capirete bene perché non possa averla chiamarla vacanza. Ma si è fatto quel che si è potuto per godere appieno di questo periodo nel sud d’Italia, e questi sono i miei ricordi, insieme ai i miei consigli per chi si trovasse a passare per quelle zone.

  • In primissimo luogo, quindi, non posso che consigliarvi di andare a visitare il parco archeologico di Locri Epizefiri, con annesso museo; non metto foto, per non risultare di parte, ma sappiate che è davvero un bel sito archeologico, che si trova in un vasto parco che costeggia ed ha al suo interno numerosi alberi da frutto. Io ho avuto il privilegio di avere gli scavatori stessi come guide, una fortuna che non capita spesso e che mi ha permesso di apprezzare il sito da un punto di vista speciale, ma se passate da quelle parti non lasciatevi sfuggire questo sito archeologico.
  • Se siete da quelle parti, poi, non potete perdervi una visita a Gerace, un borgo medievale incantevole, di grande rilievo storico e dai bei colori della sabbia.
    Vi segnalo anche che a fine luglio si tiene fra i suoi vicoli “Il borgo incantato“, festival Internazionale di Arte da Strada, durante il quale troverete per strada tante cose buone da mangiare, come le zeppole, la pasta di casa con lo stocco e tanto tanto altro.
    Se invece non siete così fortunati da azzeccare il periodo giusto, potrete comunque consolarvi con un bel piatto di antipasti calabresi (spesso appartenenti a due categorie, sottoli oppure fritti) o di pasta alla geracese (con pomodoro fresco, peperoncino, acciughe, olive e pomodoro secco).
    Io ho mangiato proprio un bel piattone di antipasti misti appena fritti (frittelle di funghi, fiori di zucca, patate, riso ecc.) e un piatto di pasta alla geracese da  “Il brillo parlante“, Via Zaleuco 19/21 che mi sento di consigliare: un locale senza pretese, in cui poter mangiare una buona e semplice cucina di casa, spendendo il giusto (che non guasta mai).

Gerace blog

  • Altro sito archeologico della zona è la Villa Palazzi di Casignana, in cui fra i resti della villa troverete l’impianto termale che conserva ancora buona parte degli impianti in tubi fittili e della pavimentazione laterizia e musiva.

Villa Palazzi a Casignana blog

  • Non sto dimenticando il mare, tranquilli! Vi consiglio un bel bagno sulle stupende spiagge di Capo Bruzzano, promontorio della costa ionica, in cui avrete occasione di trovare, in aggiunta alle classiche spiagge di piccoli ciottoli regolari, degli scogli modellati da vento ed acqua e delle piscine di acqua cristallina (che purtroppo si riducono di anno in anno) da mozzare il fiato.

Spiaggia Capo Bruzzano blog

  • Fra i miei ricordi più vividi c’è la selvaggia e rigogliosa natura calabrese, che di punto in bianco vi sorprende con un ulivo, un fico d’India o un banano (sì, ho proprio detto banano).

natura blog

  • Non perdete anche l’occasione di trascorrere una bella serata in spiaggia. Io ricordo almeno un paio di notti limpide e stellate (anche se le stelle qui non si vedono), una delle quali davanti ad un bel falò.

Notte blog

  • Un consiglio spassionato è quello di puntare almeno una volta la sveglia presto (e per presto intendo le 6, che per me è stata la sveglia quotidiana in Calabria, ma questa è un’altra storia) e di andare a godervi la meraviglia di una spiaggia deserta alle 7 del mattino, anche quando il tempo è nuvoloso.

Spiaggia deserta blog
… La sveglia presto sarà sì una scocciatura, ma per me è stato anche il modo di sollazzarmi sulla spiaggia con la mia Olivia, per la sua prima volta al mare.

Olivia spiaggia blog

  • Beh, ovviamente l’ultimo consiglio è di rilassarvi (e questo vale per qualsiasi vacanza, eh).. forse non riuscirete a farlo tanto quanto lei, ma provateci, almeno!

Olivia relax blog

Ed ora vi lascio con una pasta molto estiva e molto semplice, ma per quanto mi riguarda anche estremamente soddisfacente, con pomodorini freschi, peperoncino, basilico e tanta, tanta ricotta salata.

Pasta estiva blog

Detto questo, vi saluto per una settimana almeno, che questa volta vado in vacanza per davvero, direzione nord!

A presto, e BUONE VACANZE a tutti!

La trippa tosco-romana di Nila ed Ermete per l’MTC

Faccio outing: io amo la trippa.

La amo da sempre, la adoravo anche da piccina, specialmente con le patate che andavano ad assorbire tutto l’intingolo rossastro in cui aveva cotto la carne.

E la amo, forse ancor di più, oggi, a gusti ormai formati, e attendo la serata trippa come si attende un giorno di festa.

Per questo, quando ho scoperto che la sfida dell’MTC scelta da Cristiana verteva sul quinto quarto, ho gioito, e ho saputo fin da subito quale sarebbe stata la mia ricetta per la sfida.

C’è un errore nella frase precedente, e sta in quel mia.. questa ricetta, infatti, è dei nonni del mio compagno, Nila ed Ermete, toscana dell’Elba lei, romano lui, e la loro trippa è ormai per me un vero avvenimento. Lo è perché quella cena (sempre rigorosamente di giovedì) si programma con settimane di anticipo e perché ogni cena è motivo di aggiustamento delle dosi, alla ricerca della quantità perfetta che, chissà perché, è sempre in aumentare (è così buona che siamo arrivati a programmare un prossimo di acquisto di 2,5 kg di trippa per 5 persone.. non ci giudicate, voi non sapete).

La ricetta, quindi, è la loro, ed ho scoperto che è impossibile affermare se sia una preparazione alla toscana o alla romana, a meno di non originare una sanguinosa faida famigliare. Accontentatevi quindi della mia definizione, “tosco-romana”, e di sapere che è davvero una delle trippe più buone, morbide e succulente che io abbia mai assaggiato, e sappiate gustare insieme a me, oltre a questo favoloso piatto, la fortuna di poter apprendere le ricette tradizionali dalla viva voce dei nonni, che non saranno i miei, ma ormai è proprio come se lo fossero.

 

Trippa blog


Trippa finale blog

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 38

Rimedi per un’improvvisa voglia di mare: cozze gratinate “alla poverella”

Ci sono dei giorni in cui tutto ciò che desidero è l’estate, il sole, il mare e un po’ di caldo (non troppo, per carità).

Sarà che non mi alletta l’idea di avere di fronte a me una 4-5 giorni di pioggia a catinelle, una settimana di bicicletta abbandonata in un angolo, di semi-clausura (casa-lavoro-lavoro-casa), di giri con il cane sotto la pioggia e di lotte con lei che si ribella all’asciugamano con uno spirito assai lontano da quello di Gandhi.

E così, per sognare di un’estate ancora lontana, mi concedo una fuga al mare con la fantasia, con la suggestione data da queste cozze gratinate “alla poverella, cioè con pochissimi e poverissimi ingredienti, per un finger food al profumo di mare pronto in un baleno.

Cozze gratinate collage blog

Cozze gratinate blog