Il comfort food perfetto – Pasta e ceci

Ci sono gli antipasti, i primi piatti, i secondi, i contorni e i dolci.

E poi ci sono quei piatti che, a prescindere dalla portata, riescono a risollevare il tuo umore dopo una giornata nera, o a riscaldarti al primo assaggio quando torni a casa infreddolito e tutto ciò di cui hai bisogno è un piatto fumante.

Sono quei piatti che profumano di casa, di famiglia, di tradizione.

Si chiamano comfort food, e non a caso, perché la loro capacità di conforto (nostro e del nostro stomaco) è semplicemente innata.

Uno di questi piatti, almeno per me, è la pasta e ceci, preparata nel modo più semplice possibile, in modo da apprezzare i legumi nella loro bontà.

Pasta e ceci blog

Pasta e ceci finale blog

Ripartire dalla tradizione – Orecchiette con le cime di rapa

Avrei voluto scrivere un post di conclusione del 2013, avrei voluto scrivere un post anche il primo dell’anno e pure ieri, ma io con i condizionali ci so fare, quindi mi sono ridotta a scriverlo solo oggi.

Il 2013 se n’è andato, e non credo che lo rimpiangeremo troppo.. certo, per me è stato un anno di conferme importanti e anche di novità: mi ha portato una casa tutta mia, una vita nuova e, proprio sul suo finire, anche una bellissima cagnolina, ma è stato di nuovo un anno di mancata solidità economica, di mancate soddisfazioni lavorative.. insomma, credo che per tutti ci sia sempre spazio per crescita e miglioramento, ma non voglio certo giocare all’ingrata e dimenticare quante cose buone ci siano nella mia vita.

Però si ricomincia, un 2014 ancora tutto da scrivere, e come prima parola per quest’anno su questo blog voglio scrivere TRADIZIONE, la base da cui partire, le fondamenta su cui costruire .

No, questa volta non parlo di Piemonte, ma di Puglia, quella più autentica, che sa conquistare con la semplicità di un piatto di pasta con le verdure, ma che pasta e che verdure. Io ricomincio da qui, da un semplice eppur delizioso piatto di orecchiette con le cime di rapa.

E buon anno!

Orecchiette collage blog

Orecchiette con le cime di rapa blog

Quattro passi in Argentina – Empanadas saltenas (ma anche un po’ cordobesas)

 Ci sono degli stimoli a cui siamo costretti, in un modo o nell’altro, prima o poi, a dare risposta. Così, quando qualche tempo ho visto il contest della Patty in occasione della manifestazione Siena & Stars, sapevo che avrei ceduto, che avrei partecipato, e ho deciso fin dal primo istante come e perché.

Quando ho letto il programma dell’evento, sono stata subito catturata dalla serata dedicata al tango e, con esso, all’Argentina. Questo perché adoro il tango, la sua musica coinvolgente e sensuale, quel ballo ipnotico e struggente (l’unica danza che davvero amo, che mi piacerebbe imparare), ma amo molto l’Argentina in sé, la sua cultura, la sua cucina, la sua gente, il suo spirito ospitale e solare.

E poi l’Argentina mi ricorda di giornate trascorse con due amici argentini a chiacchierare, un po’ in italiano, un po’ in inglese, un po’ non si sa come, dei nostri Paesi, delle somiglianze e differenze, di cibo e di noi, bevendo mate (che ho imparato non essere solo una bevanda, ma molto molto di più) e imparando tante cose.

Beh, questo è il mio ricordo di quell’Argentina vista attraverso i loro occhi, che per me ha il profumo di queste empanadas cucinate insieme e mangiate a mezzanotte, ma che sa anche di guiso de lentejas (uno stufato di lenticchie favoloso) e di alfajores de maizena (mai più mangiati da allora). Sì, il profumo, il gusto, la consistenza di queste sfiziose empanadas mi ha fatto tornare indietro di due anni, a quei bei ricordi spesso consumati intorno ad un tavolo, o con le mani nella farina.

Ringrazio di cuore Mauricio per aver trovato e avermi inviato la ricetta di queste empanadas, e lui e Lucas per tutti questi ricordi e per quelle giornate insieme e quelle serate in cucina, dei veri scambi culturali.

EMPANADAS SALTENAS

Empanadas cotte blog

Lasagne ricce di grano duro con melanzane e scamorza affumicata

Era da troppo tempo che non si vedevano su questi schermi delle belle lasagne che, come si sa, fanno sempre festa, tavola imbandita, che profumano di convivialità e di domenica in famiglia. E voglio continuare a darvi ricette per delle lasagne un po’ diverse da quelle classiche (e qui ognuno ha la sua versione: io considero “classiche” quelle con ragù di carne, besciamella, mozzarella e parmigiano… ma conosco versioni con l’aggiunta di prosciutto, piselli, uova sode, polpette, salame e quant’altro), quindi vi presento una versione nuovamente vegetariana, ma questa volta in rosso (non in verde, come l’ultima volta)!

Y que viva Mexico: tortilla chips e guacamole

Dopo anni e anni di sperimentazioni con la cucina messicana o, per meglio dire, con quella Tex-Mex, partendo da chili e tortillas, per passare alla guacamole, fino a giungere al mio massimo: produrre da me, oltre che il dip (cioè l’intingolo in cui “pucciare” le tortilla chips), anche le stesse tortilla chips… sono finalmente giunta ad un livello accettabile di sperimentazione! Ora mi rimane solo da calcolare il giusto apporto di piccantezza, perché pare che queste, come avrebbe detto The Mask, erano polpette piccanti… almeno a detta di chi le ha assaggiate!

Ma queste sono quisquilie… per noi uomini veri questo piccante è nulla! Tsk!

La ricetta per fare queste fantastiche “patatine” (che di patata non hanno nulla) piccanti l’ho presa dal bellissimo libro Regali golosi. Ricette dolci e salate per tutto l’anno di Sigrid Verbert (aka il cavoletto di Bruxelles , di cui ho già avuto modo di parlare a proposito della mia focaccia for dummies): lei propone l’abbinamento di tortilla chips e guacamole come regalo, ad esempio, per un amico/un’amica che organizza un happy hour a casa propria.

Partiamo da un presupposto: io credo che un regalo confezionato con le proprie mani, per quanto piccolo, sia mille volte più gradito e più grazioso di un regalo qualsiasi comprato all’ultimo nell’ansia dell’ e mo’ che porto?! … E il libro di Sigrid contiene delle idee davvero strepitose, quindi non posso fare altro che ispirarmici e consigliarvelo!

In questo caso, però, il regalo l’ho fatto a me stessa, e le tortilla chips con il guacamole li ho fatti per me (e non solo… non sono così egoista) alla faccia di chi mi vuole male.. tiè! Ovviamente, sono state l’antipasto prima di un gustoso chili con carne accompagnato da tortillas e da una birra bella fresca…

Siete invidiosi, eh?! E allora eccovi la ricetta, così non avrete più nulla da invidiarmi!

 

Fascino in nero: risotto al nero di seppia

Ultimamente mi sono concessa troppa allegria, troppi colori, troppa primavera! Quindi oggi dico basta, e mi depuro con un post total-black, in cui il nero, proprio lui, la fa da padrone.

E questo per quanto riguarda la vista, ma per il gusto?!

Il gusto rimane primaverile, fresco e deciso, che fa pregustare l’estate con le sue note di mare, ma che rimane ancora in questa terra di mezzo che è la primavera, visto l’utilizzo del risotto (che io non vedo affatto come piatto estivo, se si esclude la sempreverde insalata di riso).

Sull’olfatto non mi dilungo, visto che di pesce si tratta, e il pesce o lo si ama o lo si odia, odore incluso… certo non acquisterei un’eau de toilette alla seppia, ma per cucinare e, quindi, mangiare pesce (e non mi veniate a dire che la seppia non è un pesce, ma un mollusco cefalopode, che il concetto l’avete capito benissimo) sono pronta a sopportare anche il non profumatissimo odore (sebbene, in realtà, le seppie non abbiano poi questo gran olezzo).

Sul tatto che dire?! Se proprio ci tenete a saperlo, le seppie sono abbastanza scivolose e durette, non possiedono quindi una consistenza particolarmente piacevole, ma tant’è, come per l’odore, c’è di peggio! Sul nero di seppia, invece, posso solo dirvi che, in presenza di strani desideri legati a tinte atipiche per capelli, potrebbe andare bene!

Direi che ci manca solo l’udito… ma siccome nella mia –pur breve– vita non ho mai sentito una seppia parlare nè, ancor meno, cantare, dovrete attendere che sviluppi dei poteri sovrannaturali appositi.

Finita questa filippica immotivatamente lunga sui cinque sensi, vi lascio in pace e vi presento questa semplice ricetta per un buon risotto al nero di seppia e seppie.