Redimimi!!! Torta paradiso senza burro

Per la colazione avevo voglia di una di quelle belle torte morbide, quelle classiche della nonna, per intenderci, soffici soffici e con un po’ di crosticina colorata (ma non croccante, eh): una torta paradiso (che se si chiama Paradiso un perché ci sarà).

Inizio a cercare qua e là la ricetta perfetta: 175 grammi di burro.. no, troppo. Passo ad un’altra ricetta: 200 grammi di burro.. sempre peggio. Arrivata ai 250 grammi di burro stavo per arrendermi e rinunciare alla mia colazione soffice e leggera, quando mi trovo davanti la redenzione fatta a torta, e dove meno me lo aspettassi!

Mi sono quindi trovata in ginocchio dinnanzi all’Araba Felice più arci-nota del web e, all’urlo “Redimimi!!” (cit.) ecco arrivare la ricetta perfetta: una torta Paradiso senza burro.. ma in Paradiso vi porta lo stesso, perché è morbida come dovrebbe, profumata come deve e perfetta per allietare la colazione, in purezza o con un po’ di marmellata spalmata in mezzo (ma io non vi ho detto nulla).

Allora, non avete ancora messo su il caffè??

Torta paradiso senza burro

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Torta paradiso senza burro pp

Ode ai nuovi stimoli – Blitz di mele senza glutine

Tra i miei innumerevoli difetti (sono permalosa, disordinata, ho la coda di paglia, sono irosa.. se volete posso continuare; quanto tempo avete a disposizione?!) non si annovera certamente la staticità. Mai ferma, sono più le esperienze fatte in questi pochi (sono pochi, guai a chi osi contraddirmi) anni di vita che i capelli che ho in testa.

Non ce la faccio proprio a stare immobile: che sia un cambio di direzione lavorativa o “solamente” fare mille cose tutte insieme, devo cercare sempre nuovi stimoli, anche a costo di esagerare, e finire per avere più giorni occupati rispetto a quelli che fisicamente sono sul calendario.

Così, per esempio, dopo un diploma al classico, una laurea in storia dell’arte, un blog in fermento e un lavoro che nulla ha a che fare con ciò che vi ho appena detto, quest’anno ho deciso di intraprendere quella che spero rappresenti una svolta epocale: un master in marketing e comunicazione.
E questo che c’azzecca?“, vi chiederete voi. Ci azzecca eccome, visto che la passione per la comunicazione l’ho scoperta proprio scrivendo qui sopra, a tutti voi che avete la pazienza di leggermi.
Alterkitchen è decisamente stato uno dei maggiori stimoli a cercare di migliorarmi continuamente e costantemente: nella ricerca di fonti e ricette, nella scrittura, in cucina, nella fotografia, nella gestione pratica del sito e dei social media (aspetto che amo e su cui spero di concentrarmi sempre di più).

Ed è proprio al master che ho trovato un nuovo stimolo quando, volendo portare una torta a lezione (per i compagni, eh, mica per fare la secchiona che porta la mela alla maestra) e avendo una compagna celiaca, ho colto la palla al balzo, sperimentando finalmente un po’ di bei dolci naturalmente senza glutine che, fatti in casa, sono buoni tanto quanto quelli a cui siamo abituati. E quando si parla di dolci senza glutine per me c’è una sola guru: Gaia, aka La Gaia celiaca (che mica per caso ha scritto Il dolce gluten free. Pasticceria senza glutine fatta in casa), da cui ho tratto la ricetta di questo blitz di mele senza glutine. Risultato? Non solo sfido a riconoscere che sia un dolce senza glutine, ma il giudizio in casa mia è stato “è pure più buona di quella che fai di solito”. Tiè, alla faccia mia!

Provare per credere.. e poi riprovare, perché finisce subito (e non solo quando si è in 16 a mangiarla).

Blitz di mele GF

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Blitz di mele GF finale

Il pandoro sfogliato delle sorelle Simili.. e Buon Natale!

Oggi non è giornata per perdersi in chiacchiere, saremo tutti in mille faccende affaccendati: chi arrotolato in metri e metri di nastro da pacchi di cui non si trova mai né capo né coda, chi a preparare tonnellate di agnolotti o ad osservare il ragù che pippia, chi a preparare la tavola del Cenone già alle 4 del pomeriggio “perché tutto deve essere perfetto”.. e chi, in linea con il profondo spirito natalizio, declinerà i peggiori improperi perché il panettone non è cresciuto a dovere o la maionese non è abbastanza soda.

Io sarò sicuramente degna rappresentante dell’ultima categoria di persone, ma almeno ora ho una fetta di pandoro fatto in casa con cui iniziare degnamente questa Vigilia di Natale.

La ricetta di questo pandoro sfogliato è tratta da Pane e roba dolce delle Sorelle Simili, ma devo ringraziare Stefania per la preziosa consulenza prima durante e dopo.

Ovviamente insieme all’immancabile fetta di pandoro (anche se io preferisco il panettone, rigorosamente con i canditi –ecco, l’ho detta!) vanno i miei migliori auguri a tutti voi per un sereno Natale.

Pandoro Simili

Vi segnalo solo un inconveniente (che non è legato alla ricetta specifica, ma alla preparazione in generale): io ho uno stampo in alluminio, in cui non so perché (penso per lo spessore) il colore del pandoro rimane sempre molto chiaro (quasi anemico, direi). Io ho ovviato al problema sformando il pandoro e cuocendolo per una decina di minuti (5 scoperto e 5 coperto con alluminio) in forno statico a 150°C. Se può servirvi il consiglio..

Pandoro Simili finale

 

Colazione for dummies – Quadrotti cocco e arancia

Che la colazione sia una delle mie fisse non è più una novità.. l’ho già detto tante volte che la colazione per me è assolutamente irrinunciabile, e che tutto prende una piega ancora migliore quando ad attendere il tuo risveglio c’è qualcosa di fatto in casa, magari di soffice e confortante.

Così, quando trovo sui blog che seguo qualche torta semplice e veloce ho una vera e propria compulsione, devo provarla al più presto, testare se sia adatta o no alla colazione e, se sì, metterla nella mia cartella “preferiti” e riproporla ancora, ancora, e poi ancora.

Quando ho visto la ricetta dei quadrotti al cocco e arancia da Margherita  (aka La petite casserole) credo sia trascorso solo il tempo necessario a procurarmi il cocco grattugiato, prima di passare da “wow, questa la faccio” a pre-riscaldare il forno. Fatta e spazzolata in poco tempo, ho già spacciato la ricetta a non so quante amiche e colleghe, convinte dal mio entusiasmo per una torta morbida e buona, ma anche dal fatto che questa è una ricetta per colazioni for dummies: non solo la torta si prepara in 5 minuti e cuoce in 20, ma per prepararla lo strumento più tecnologico di cui avrete bisogno è un cucchiaio. Nemmeno la bilancia, per capirci.

Vi ho convinti, eh?! Se non vi basta, sappiate che questi quadrotti hanno un profumo inebriante e che, se li preparate a ridosso del Natale, impacchettati a modino sarebbero anche un bel pensiero per il collega che esce sempre di fretta senza fare colazione o per un’amica, magari abbinandoli ad un buon the agli agrumi.

Quadrotti cocco e arancia

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Quadrotti cocco e arancia finale

Non chiamatela Nutella – Crema di nocciole e cioccolato

Inutile che ci prendiamo in giro, credo nessuno possa dire di non aver mai scofanato mangiato la sua dose di Nutella, piccoli o cresciuti che fossimo.

Io non sono mai stata una grande consumatrice di Nutella.. quando ero bambina era un ambitissimo oggetto del desiderio, tanto che un anno insieme a mia cugina (la mia compagna preferita di malefatte) mi presi una signora punizione perché, in vacanza a dormire da amici, rubammo della Nutella da un vasetto incautamente lasciato in uno stipetto della cucina (ovviamente spalmandola per bene sui bordi del vasetto per evitare di essere scoperte). Non era stato tanto quello il motivo della punizione, quanto il mio orrendo vizio di negare l’evidenza: negai e negai di averla rubata, forse giurai persino che mai avrei fatto una cosa simile.. peccato solo avere cioccolato spalmato in faccia che nemmeno un marine alle prese con l’addestramento per mimetizzarsi in una palude.

E dire che, quelle poche volte che convinsi mia madre a comprarla, passato l’entusiasmo iniziale scordavo persino di averla in casa e in un paio di occasioni sono riuscita a farla diventare una sorta di fossile cioccolatoso.

Già non ero una grande consumatrice di Nutella, ma ancor meno in età adulta, quando ho iniziato comunque a preferirle altri prodotti, magari anche industriali, ma che convincevano maggiormente il mio palato, via via più r-affinato. Poi .. la svolta! Complice il regalo di una pasta di nocciole eccezionale, ho provato a fare in casa la mia prima crema di nocciole e cioccolato.

Ora, per favore, qualcuno può venire a togliermela da davanti?

Nutella

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Nutella finale

Monsu Croissant e Madama Brioss – Croissant alla nocciola (dentro, fuori e tutto intorno) per l’MTC

Credo che tutti voi conosciate, almeno per sommi capi, la storia del Dottor Jackyll e di Mr Hyde: il dottor Jackyll, studiando la psiche e il comportamento umano, comprende che ogni persona è in realtà l’insieme di due differenti anime. Quindi, sperimentando su di sé una pozione di sua invenzione capace di destrutturare l’animo umano, dà origine a Mr. Hyde, la personificazione della sua seconda natura, quella incline al male. Le due identità, che si differenziano totalmente sia sul piano psichico che nell’aspetto fisico, non sono però altro che le due facce della stessa medaglia.

Ecco, dimenticate che io stia parlando di un romanzo scritto quasi 130 anni fa da Stevenson, perché in pratica sto parlando di me in cucina.

Precisa, calma, misurata, cucinare mi rilassa, specialmente le preparazioni di pasticceria che impegnano mente e mani con calcoli puntuali e gesti ponderati. Come per esempio preparare la pasta sfoglia per i croissant, come ho fatto qualche giorno fa: preparare il pastello, preparare il panetto, calcolare i tempi di riposo in modo che coincidano con gli orari di lavoro, procedere con le pieghe, aspettare i riposi della pasta, tagliare, formare quelle piccole e deliziose chioccioline di pasta e attendere che lievitino.

Croissant MTC sfogliatura

Croissant crudi

Quel giorno ho fatto anche una prova di lievitazione (un po’ lenta, ma comprensibilmente, perché le temperature sono più basse) e di cottura, per non aver problemi poi per quelli che andranno in sfida per l’MTC, che finiscono subito in congelatore. La prova è perfetta, la cottura dorata come piace a me, la sfogliatura c’è, anche se è sicuramente migliorabile, ma sono soddisfatta dell’aspetto e del sapore, davvero ottimo. Tutto fa presagire il meglio per la sfida, ma soprattutto per quella colazione della domenica che ho studiato nei minimi dettagli perché fosse speciale.

Croissant MTC collage

La domenica arriva, i croissant sono fuori dal freezer dalla sera prima, mi sono alzata presto per controllare la lievitazione ed è sempre lentina, ma procede. Spennello di uovo, attendo il momento fatidico, spennello ancora e inforno, con la fiducia di chi sa che è tutto perfetto, come studiato. Ed è allora che, complice un momento di distrazione, si consuma il dramma: gli stessi croissant, lo stesso forno, la stessa temperatura, gli stessi tempi, eppure i miei cornetti si abbronzano (eufemismo?) come un vacanziero al primo giorno in Africa nera, senza crema solare.

Ecco allora che la me pacata e serena va a ramengo (che poi sarebbe Aramengo, ma questa è un’altra storia) e arriva Lei, l’Altra, che bestemmia come un turco (che poi chissà perché l’emblema dei bestemmiatori siano proprio i Turchi?), lancia cose a caso in giro per casa, grida come una pazza nonostante siano le 8,30 del mattino (insultando a sfregio i vicini che “tanto mi svegliano gridando tutta la settimana, per una volta lo faccio io”). Non solo i vicini, sveglio, ma anche il Colui che, in queste situazioni, presenta un sangue freddo invidiabile (l’abitudine, cari miei, è l’abitudine) e, pacatamente, cerca di consolarmi, dicendo che non è grave, che nulla è perduto.. ovviamente il risultato è che mi incazzo ancora di più, sbraito minacce casuali contro la pasta sfoglia e, convinta, sbotto in un “Basta! MI butto dal balcone!”.

Ed è a quel punto che esce fuori il suo Mr Hyde: “Eh no, ora stai esagerando! Due croissant un po’ abbronzati e vuoi buttarti dal balcone?! Tu sei pazza!”

In un secondo mi riprendo, torno in me e penso che alla fine, anche se sono un po’ più abbronzati non è una tragedia, perché li devo ricoprire di cioccolato e granella di nocciole.

Ci ho messo 10 minuti buoni a confessargli che volessi dire “LI butto dal balcone”.

Aveva ragione Nanni Moretti: le parole sono importanti.

E così, se in tutti noi si nascondono davvero due anime, anche il mio croissant ha una doppia faccia: la sera della prova è Monsu Croissant, il piemontese trasferito a Parigi, perfetto e dorato, mentre la domenica del “buona la prima” si trasforma in Madama Brioss, un po’ troppo colorata ma buona da morire, anche perché alla pasta di nocciole nel pastello e alla farina di nocciole nel panetto di burro si accompagnano la crema di nocciole e cacao fatta in casa (non chiamiamola Nutella, eh) e una copertura di cioccolato gianduja fuso e granella di nocciole.

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Croissant finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 50

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