Crostata di ricotta e tre anni di Alterkitchen

Ebbene sì, oggi Alterkitchen compie tre anni!

Sono passati tre anni da quei perché e da quel primo babà rustico.. sono stati tre anni intensi, ricchi di nuove esperienze, di ricette ed esperimenti, di crescita e studio.

In questi tre anni non è cambiato solo il mio blog, esteticamente e nei contenuti, ma con lui sono cambiata anche io, ora più attenta agli ingredienti, alla cucina come specchio di storia e cultura, ma sono anche più indipendente nella mia vita privata, con una mia casa ed una mia cucina, già coperte da una fitta coltre di peli bianchi della mia nuova compagna a quattro zampe.

Insomma, questo compleanno richiede un degno festeggiamento, e perciò ho scelto uno dei miei dolci preferiti, la crostata di ricotta. Io amo tutti i dolci a base di ricotta (devo avere  il “gene del dessert” proveniente dal centro/sud Italia), ma la crostata di ricotta, estremamente versatile e delicata, ha un posto speciale nel mio cuore, un dolce semplice eppure raffinato, perfetto a cappello di un pasto importante, per la colazione o, come in questo caso, per festeggiare.

Buon compleanno, Alterkitchen

… finito l’asilo nido, si va alla materna!

Crostata di ricotta particolare blog

Crostata di ricotta finale blog

Biscotti al cioccolato e grappa per il Food Bloggers Cookies Swap

Il primo anno nemmeno lo sapevo (ero ancora una pischella in fatto di blog -non che adesso sia una gran donna), il secondo anno lo scoprii troppo tardi, così il terzo anno (che poi sarebbe questo) non ho potuto esimermi.. DOVEVO far parte del great food blogger cookies swap.

Cioè? Cioè un Babbo Natale segreto fra food bloggers, in cui il regalo consiste in una dozzina di biscotti home-made e frutto di una ricetta nuova per il proprio blog da inviare a tre food bloggers abbinate via sorteggio. È un’iniziativa deliziosa, e non solo perché di mezzo ci sono i biscotti, ma anche perché ogni blogger partecipante (in tutto il mondo) dona 4$, che sono interamente devoluti all’associazione Cookies for Kids’ Cancer. Quindi si fa del bene, si ha l’opportunità di cucinare dei biscotti nuovi per nuove amiche, e se ne ricevono altrettanti, sempre deliziosi.

Alla fine di tutto (cioè oggi), tutte le ricette vengono pubblicate e raccolte, in un grande zibaldone dedicato ai biscotti da cui attingere a piene mani quando si è a corto di idee.. e dico solo che Natale è ormai (drammaticamente) vicino.

Alla mia prima partecipazione, ho deciso subito che avrei fatto dei biscotti al cioccolato. Io non sono una choco-holic, e su questo blog credo che di ricette di biscotti al cioccolato non ce ne siano proprio, quindi ho deciso che per me era giunta l’ora, anche di togliermi lo sfizio di fare qualcosa che somigliasse ai chocolate crinkle cookies che bramo ormai da quel dì (come non amare quelle crepe nello zucchero a velo, che fanno intravedere il nero del cioccolato?). Così ho scelto una ricetta che avevo puntato da tanto tempo, i biscotti al cioccolato e grappa di Sigrid Verbert (aka il Cavoletto), tratti dal suo libro Regali golosi.

Questi biscotti sono deliziosi, sia nella versione “cuore morbido” (guduriosa) che in quella più croccante (perfetta per l’inzuppo o per accompagnare un caffè), per cui vi consiglio di leggere le mie ultime indicazioni in merito alla cottura. Io, grazie a questo scambio, ho scoperto dei biscotti facili e veloci da fare, con tanto cioccolato e poco  burro, e che credo possano piacere davvero a tutti (potete anche cambiare il liquore o utilizzarlo in quantità maggiore perché il sapore si senta nel biscotto in modo più deciso).

Io ho trovato il perfetto regalo home-made di questo Natale, questo è certo!

Cookies cioccolato e grappa blog

Cookies cioccolato e grappa finale blog

Sul fronte dei biscotti ricevuti:

Gli ottimi lemon lavender shortbread di Sara (aka Antipastiveloci)

I classici cantuccini di Prato nella versione al cioccolato di Forchettina Giramondo

Muffin al cacao e caffè di Starbucks (anche per chi non ci è mai stato)

Parto dal principio, da quando ho visto la ricetta di questi muffins dall’Araba Felice… io non sono una ciocco-maniaca, non guardo una tavoletta fondente come guarderei un bel tomo (che pensate?! Mi riferisco ad un libro, ovviamente), ma qualcosa in quei muffins mi ha colpito.

Sarà il loro essere scuri scuri scuri tanto da sembrare una Guinness Chocolate Cake (che prima o poi vi proporrò, magari a S. Patrizio), sarà che parevano belli morbidi e umidi, quasi spugnosi, perfetti per l’inzuppo a colazione..

Di sicuro non è stata la menzione di Starbucks, perché quella della parentesi sono io, che lì non ci ho mai messo piede, se escludiamo quella volta a Berlino, in cui ci entrai palesemente solo per andare in bagno.. e sì, lo faccio anche da McDonald’s. Evidentemente a me le grandi catene dedicate al cibo fanno più effetto della Rocchetta..

Dicevamo, a me quei beveroni tipo frappuccino al gusto ciocco-menta-tappi di sughero non ispirano affatto, preferisco indulgere in un bell’espresso, e poi maledirmi perché all’estero è quasi sempre una ciofeca brodosa.

Insomma, mi sono detta che, non avendo mai assaggiato i muffins di Starbucks, non avrei potuto rimanerne delusa. E credo che non sarei stata delusa nemmeno se li avessi assaggiati, perché semplicemente sono come sembrano: morbidi, umidi, perfetti per l’inzuppo e non troppo dolci, perché il gusto del cacao amaro predomina, anche sul gusto del caffè (che è appena un retrogusto). In più sono anche facili e veloci da fare… devo aggiungere altro?

Muffins Starbucks blog

Prima... e dopo
Prima… e dopo

Un colpo di genio – Torta caprese ai pistacchi di Bronte


Caprese ai pistacchi con fetta blog

Che io adori i pistacchi non so più quante volte ve l’ho detto, non so nemmeno se sia necessario ripeterlo ancora o se dirlo in altre lingue potrebbe aiutare, ma io i pistacchi li amo proprio, è questa la realtà. Certo, è difficile avere dubbi dopo la millefoglie al pistacchio o visto che i pistacchi io li metto anche nel polpettone, ma repetita iuvant, o almeno così dicono.

Così, dovendo liberarmi di 100 g di preziosissima farina di pistacchi di Bronte (non è che volessi disfarmene, sia chiaro, ma non si può conservare troppo, o si rischia l’irrancidimento, un peccato mortale) acquistata questa estate in Calabria (la stessa di questi tartufi di ricotta) e conservata gelosamente fino ad oggi (sempre nell’ormai famosa dispensa/armadio dei vestiti), ho voluto trovare una ricetta che valorizzasse appieno l’oro verde. Oltretutto, avendo una piccola quantità di farina non potevo neanche tuffarmi nella preparazione di quei dolcetti di pistacchio made in Sicily che tanto amo.

E così -e qui sta il colpo di genio del titolo- mi sono detta: perché non fare una torta caprese (corso di pasticceria docet) con la farina di pistacchi di Bronte invece di quella di mandorle? Il risultato è semplicemente delizioso: il gusto del pistacchio si sente appena appena (essendo un po’ più deciso di quello della mandorla), ed è un piacevole retrogusto per quella meraviglia che è di per sé la torta caprese, che amo ed adoro. E al pistacchio la amo persino di più (se è umanamente possibile).

Caprese ai pistacchi blog

Torta caprese ai pistacchi di Bronte
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Ricetta: Dessert
Cucina: Italiana
Autore:
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: Una torta di 20 cm di diametro
Non stupitevi per le quantità "originali": le ho adattate ad una teglia di 20 cm di diametro. La versione classica della torta caprese può essere ottenuta semplicemente sostituendo la farina di pistacchi di Bronte con ugual peso di farina di mandorle.
Ingredienti
  • 100 g di burro
  • 86 g di zucchero a velo
  • 10 g di miele (per me millefiori)
  • 50 g di tuorlo
  • 120 g di cioccolato fondente in gocce (o tritato al coltello)
  • 10 g di cacao amaro
  • 26 g di farina
  • 100 g di farina di pistacchio
  • 2 g di lievito per dolci
  • 64 g di albumi
  • 16 g di zucchero
Procedimento
  1. Montate in planetaria il burro con lo zucchero a velo e il miele.
  2. Aggiungete piano piano i tuorli, alternandoli con una metà delle polveri setacciate (è un po' macchinoso setacciare la farina di pistacchio, in quanto di solito è di grana maggiore rispetto a quella di mandorle).
  3. Quando la massa è ben montata, unite le gocce di cioccolato (o cioccolato tritato al coltello).
  4. Montate a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero semolato e incorporatevi delicatamente l'altra metà delle polveri (sempre setacciate), mescolando dall'alto verso il basso.
  5. Unite la massa di burro e quella di albumi, sempre mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto.
  6. Imburrate e infarinate una tortiera (anche a cerniera) di 20 cm di diametro. Io tuttavia vi consiglio di imburrare, coprire con carta da forno e poi imburrare nuovamente: in questo modo si evita la patina biancastra di farina su una torta cioccolatosa e scura, ma forse è un dettaglio maniacale (a voi la sentenza).
  7. Cuocete in forno a 160° C per circa 30 minuti (fate la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta non dovrà seccare troppo).
  8. Sfornate, sformate e lasciate raffreddare, quindi spolverizzate con zucchero a velo.
Caprese ai pistacchi - fetta blog

Un post per choco-addicted – Crostata con mousse al cioccolato fondente

 

Continuo a parlare di frolla, ma questa volta con una declinazione diversa, tutta dedicata ai chocoholic.

Io non rientro in questa schiera (sarà ironico, vista la scelta di frequentare un corso di pasticceria, ma io preferisco di gran lunga il salato), ma devo ammettere che è davvero arduo dire di no ad una fetta di questa crostata, in cui la pasta frolla funge da guscio croccante ad una morbida e voluttuosa mousse al cioccolato fondente. Si tratta di un dolce davvero equilibrato nei sapori e per nulla stucchevole, e quindi si è meritato la mia piena approvazione (e anche quella di tutte le persone che l’hanno assaggiato).

Il merito della ricetta è tutto di Cristina, aka Zucchero & Sale; io, però, ho utilizzato la ricetta della mia pasta frolla per crostate (specifico, perché è diversa da quella per i biscotti), ho aumentato le dosi del ripieno (mantenendo le sue proporzioni) e l’ho guarnita a modo mio, sfruttando il contrasto fra il cioccolato e dei frutti aciduli e coloratissimi, gli alkekengi.

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Non di solo burro, pt. 2 – Bacini, bacetti, bacioni di dama

 Eccoci alla ricetta burrosa della tradizione. Non parlo di una tradizione famigliare, ma di una tradizione regionale che, come da copione made in Piemonte, non può che prevedere le nocciole tonde gentili (so che la vera versione, quella tortonese e tradizionalissima, prevede l’utilizzo delle mandorle, ma io sono del partito della nocciola, non me ne vogliate).

E, in linea con lo spirito del contest sul Burro Occelli e in linea con lo spirito piemontese, la ricetta tradizionale dolciaria che ho scelto di realizzare è assai burrosa (siamo pur sempre una regione del nord).

Naturalmente sto parlando, ma lo avrete già capito benissimo dalla foto, dei baci di dama, una ricetta tradizionale e molto molto semplice, dal momento che gli ingredienti sono tutti in proporzione 1:1 e che l’impasto si realizza in modo veloce con un normale robot da cucina.

La parte più difficile è quella di resistere a questi biscottini ripieni, in cui l’aroma del burro si sposa alla perfezione con il tostato della nocciola e l’amaro del cioccolato.

 

 

Baci di dama blog