When life gives you lemons – Light lemon curd

When life gives you lemon… make a lemonade” è uno dei miei detti preferiti in lingua inglese, capace di racchiudere in una sola breve frase lo spirito pragmatico tipico anglo-sassone.

La vita ti dà limoni? E tu fai una limonata!

Un semplice invito a fare del nostro meglio sfruttando quello che la vita ci offre, trasformando ogni esperienza in un’opportunità. E ancora, cogliendo la sfumatura positiva in tutto ciò che ci accade non potremo che risultare vincenti,  a prescindere dall’esito finale delle nostre azioni.

Così, la prossima volta che la vita vi offrirà limoni,  voi non solo penserete a farvi una limonata,  ma sarete così positivi da fare un bel lemon curd, e pure leggero (cioè senza quella carriolata di burro che normalmente richiederebbe il classico lemon curd britannico).

La ricetta infallibile e “a prova di scemo” è della Van Pelt, la mia Old fashioned lady preferita, che mi ha ha dato l’idea del secolo per un regalo last minute (pronto in 15 minuti, più il tempo di raffreddamento), che il destinatario potrà mangiare direttamente dal vasetto o potrà utilizzare per farcire biscotti o tarte, magari come questa, da finire con un po’ di meringa italiana da passare al cannello (così, perché è Natale e siamo tutti più buoni).

Lemon curd

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Lemon curd finale

Il bello dell’autunno, il buono della rete – Gelatina di uva fragola

Il bello dell’autunno è rappresentato dall’uva, in questo caso fragola, uno dei prodotti più rappresentativi della stagione che inizia proprio oggi. D’altronde, cosa sarebbe l’autunno senza i filari carichi, senza la raccolta, senza la vendemmia?

Certo, l’uva fragola non si vendemmia, perché non fa parte della famiglia della vitis vinifera, però si raccoglie lo stesso, e si cerca anche di metterla a frutto nel migliore dei modi. A casa dei miei genitori da sempre c’è un piccolo filare di uva fragola, e ovviamente il caso vuole che non piace a nessuno; a me in realtà sì, ma dopo averne mangiato un grappolo mi viene a noia, e ogni anno mi fa una rabbia immensa che un prodotto così buono (non è biologica, è oltre) vada per la maggior parte sprecato.

Uva fragola

Ed è qui che arriva il buono del web. Qualche settimana fa, appena pubblicata sui social una fotografia del prezioso grappolo a torto inutilizzato sono partite proposte su cosa farne, e io mi sono subito fatta conquistare dall’idea di preparare una gelatina di una fragola, e ho subito ricevuto consigli su come prepararla e su come gustarla al meglio. E così, facendo un mix fra la ricette di Roberta, quella di Corrado e il mio sentimento, mi son messa all’opera, ottenendo qualche bel vasettino di una gelatina profumatissima e deliziosamente dolce (con quel sentore di fragola che mi fa impazzire), che Patty mi dice sia perfetta con i formaggi erborinati. Per quello non vi so (ancora) dire, ma mi fido ciecamente.. però vi so dire con certezza che anche spalmata a colazione su una bella fetta di pane casereccio (con un velo di burro, magari, ma io questo non l’ho detto) ha il suo bel perché.

Gelatina di uva fragola vasetti

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Gelatina di uva fragola finale

“Dottore, ho una dipendenza da yogurt” – Panna cotta allo yogurt

In questo periodo vivrei di yogurt.

E non solo perché non non ha bisogno di cottura, è che mi piace proprio.. talmente tanto che l’ho messo pure nella pasta!

Ma diciamo che ultimamente, pasta a parte, spesso sostituisco il pasto della sera con una bella tazza di yogurt, muesli, frutta fresca, magari con un pezzetto di cioccolato fondente. È un pasto leggero e fresco, ed è tutto ciò di cui mi viene voglia a cena, ecco.

Poi, fatto non trascurabile, lo yogurt di cui parlo è fatto in casa con la fedelissima yogurtiera, quindi posso garantire.. è buonissimo!

Ma quando si hanno ospiti a cena pare brutto fare uno yogurt party, e così l’amatissimo yogurt è finito nel dessert. Ho provato per la prima volta a fare la panna cotta allo yogurt, dove cioè quest’ultimo sostituisce per metà la panna, e mi ha conquistata: la panna cotta rimane vellutata e cremosa, ma è più leggera e con un gusto appena appena acidulo, perfetto per essere accompagnato dal sapore dolce di una confettura o della frutta caramellata. O, perché no, anche entrambe (per non farsi mancare nulla).

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Panna cotta allo yogurt

Pesche al cioccolato 2.0 per l’#italianelpiatto

Eccoci ad un nuovo appuntamento con L’Italia nel piatto, a tema insalate e piatti freddi.

Niente di più gradito, visto che il caldo di questi giorni mi ha portato nel tunnel della cucina senza cucina e, dopo i tartufi di ricotta per l’aperitivo, oggi vi propongo una macedonia molto piemontese, perfetta per il fine-pasto, ma anche per una merenda golosa.

L’ingrediente principale di questa “ricetta” sono le pesche di Canale, produzione tipica di questa zona del Roero: pesche a pasta gialla, con la buccia pelosa e dolcissime, quest’anno in particolar modo (il caldo a qualcosa servirà pure?). Ho deciso di partire da un ingrediente assai tipico del Piemonte, vista la diffusione della sua coltivazione nella zona del cuneese (sia nel saluzzese che nella zona del Roero), e di creare una semplicissima macedonia, in cui però i gusti piemontesi si distinguessero chiaramente.

Ho voluto ricreare, quindi, un abbinamento molto caro alla tradizione locale, quello che potete gustare nelle nostre pesche ripiene: alle pesche, quindi, si accompagnano gli amaretti, il liquore all’amaretto e del cioccolato, in questo caso la granella di fave di cacao ricoperta di cioccolato fondente Domori, che ben bilancia la dolcezza d’insieme.

 Macedonia

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Macedonia finale

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Ecco i miei compagni di avventura:

Valle d’Aosta: non partecipa

Trentino-Alto Adige:Insalata di cavolo cappuccio e mela al cumino

Friuli-Venezia Giulia: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Veneto: non partecipa

Emilia Romagna: Insalata di pesche con songino, noci e Parmigiano Reggiano  

Liguria: Insalata di pasta e polpo 

Toscana: Prosciutto e fichi con gelato al tartufino del Mugello

Marche: non partecipa

Umbria: Fagiolini all’agllio e mentuccia

Abruzzo: Insalata di patate e rucola 

Molise: Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno

Lazio: non partecipa

Campania: non partecipa

Basilicata: Non partecipa

Puglia: Non partecipa

Calabria: Antipasto freddo alla calabrese 

Sicilia: non partecipa

Sardegna: non partecipa

Il nostro blog

Pavlova! E buon compleanno (a me)

Beh, oggi non posso proprio mancare su queste pagine… è vero che il compleanno è sempre un momento traumatico, ancor più oggi che arrivano i fatidici -enta (argh! sigh! sob! sniff!), però non posso mancare sul mio blog per offrirvi anche solo virtualmente una fetta di dolce.

Per il mio compleanno quest’anno ho deciso di preparare una pavlova (quella di Morena, per la precisione): non troppo dolce (come piace a me), fresca e piena di frutta, perfetta per un compleanno a luglio!

Beh, io taglio la torta.. chi stappa una bella bottiglia di bollicine?

Pavlova

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Pavlova finale

I libri del cuore – I limoni in conserva di Yotam Ottolenghi per lo Starbooks redone (e due)

Di tutti i libri di cucina che possiedo (che non sono poi moltissimi, per carità), si contano sulle dita di una mano quelli che sfoglio e risfoglio sempre con immenso piacere, e fra questi al primo posto c’è senza dubbio Jerusalem di Yotam Ottolenghi e Sam Tamimi.

Ogni tanto lo tolgo dalla libreria e lo sfoglio anche solo per il piacere di farlo, di perdermi fra le sue foto di Gerusalemme e fra i suoi piatti, che rifarei tutti, nessuno escluso: dalle carni alle verdure, dai dolci alle conserve.

Ho atteso così tanto questo libro, scoperto grazie allo Starbooks, che quando finalmente mi è arrivato in dono, ero talmente intenta a sfogliarlo in lungo e in largo da non notare che in mezzo alle sue pagine facevano bella mostra di sé i biglietti per un concerto di Ben Harper (che io amo ed adoro). Inutile dire che, quando li ho visti, il regalo è stato ancor più gradito, ma ci ho messo un po’ a capire che lo sguardo insistente del Colui verso di me che sfogliavo il libro a suon di “uhmmm, che meraviglia” e “oddio questo lo rifaccio” non era dovuto alla mia fulgida bellezza, ma più ad invito a guardare meglio. Uno dei regali migliori degli ultimi anni, insomma.

E, in una ricerca di ispirazione costante che, nel mio caso, si affida più a blog e riviste, quel libro è tuttora un’oasi a cui mi piace tornare.

Così, quando mi sono capitati per le mani dei bei limoni biologici, oltre a farli diventare limoncello (già per altro mezzo sgolato, soprattutto dalla sottoscritta), ho finalmente potuto provare una ricetta che da tanto tempo avevo adocchiato proprio fra le pagine di Jerusalem, i limoni in conserva, perfetti per accompagnare le carni (grigliate, ma anche le tajine) e il pesce, tagliati a fettine oppure tritati (come suggerisce l’amica Mapi).

Limoni in conserva ingredienti

Limoni in conserva

I miei limoni in conserva sono in frigorifero, in attesa che passi un mese, quando potrò finalmente assaggiarli. Pertanto, non posso esprimermi sul loro gusto, ma promuovo la ricetta comunque, per la sua facilissima realizzazione, per l’aderenza alla tradizione culinaria mediorientale, ma fosse pure solo per il fatto che, a vedere il vaso che campeggia in frigorifero, ogni volta che ne apro la porta spero che siano già trascorse quattro settimane.

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone (again)

a Redone