Buon compleanno, Alterkitchen! Crostata crema e mele caramellate

Un altro anno è passato.

Un altro anno è volato da quel perché e da quel babà rustico.

Ora sono immersa da capo a piedi in un trasloco, una casa e una vita da sistemare tra sogni e obiettivi, e oggi sono qui a festeggiare i quattro anni trascorsi da quando Alterkitchen è entrato a far parte della mia vita.

Ogni anno trascorso segna un traguardo in più, soddisfazione crescente e tanti nuove ambizioni.

Questo è il quarto anno, e se il primo anno avevo festeggiato con un grande classico, il tiramisù, per virare su una red velvet gluten free il secondo anno, l’anno che ha portato il mio ingresso all’MTC, e approdare lo scorso anno ad uno dei miei dolci-feticcio, la crostata di ricotta, quest’anno ho deciso di continuare questo dolce trend (d’altronde, senza dolce che compleanno è?!) con un’altra crostata, se possibile ancor più confortante di quella scorsa. Dalla ricotta passo all’asso della manica della torta della nonna, le mele caramellate che, insieme alla crema pasticcera compongono il ripieno di una frolla speciale, quella di una vera nonna, nonna Van Pelt.

Il risultato è uno di quei dolci non troppo dolci come piacciono a me, dal sapore di una volta, di uova, vaniglia, mele, zucchero e burro.. uno di quei dolci che al mio compleanno, in luglio, non farei mai, ma che sono perfetti per un compleanno (o una merenda, o un dessert domenicale) in pieno febbraio… vedi la fortuna di compiere due compleanni l’anno?!

Buon compleanno, Alterkitchen: brindo ad un nuovo anno insieme, sperando che porti tante nuove esperienze e che segni un passo ulteriore verso un nuovo futuro.

PS. della frolla ho già detto (e provatela, perché è fenomenale), mentre la crema è quella adatta per la ricottura in forno di Luca Montersino; questa crema differisce da quella “normale” per un maggiore contenuto di grassi e zuccheri, che la rendono più stabile per la sua ricottura, alla fine della quale la crema non si “straccerà”, ma rimarrà perfettamente liscia, come una crema pasticcera dovrebbe essere. Proprio perché la crema è più dolce del solito, consiglio di utilizzare delle mele un po’ asprigne, così da equilibrare maggiormente la torta.

 

Crostata crema e mele

Crostata crema e mele finale

1000 di questi… likes! Plumcake alla banana e doppio cioccolato

Oggi si festeggia, l’ho promesso!

No, non è il blog-compleanno (anche se manca poco), e nemmeno il compleanno vero (che poi il prossimo sarà pure traumatico, quindi meglio che mi ci prepari per tempo, ad entrare negli -enta), ma ieri sera la pagina Facebook di Alterkitchen ha finalmente raggiunto i 1000 likes!

Era così tanto tempo che giravo intorno a questa cifra, rimanendo sempre sulla soglia, che quasi mi sentivo “condannata” a quel “ritenta, sarai più fortunata“.. e invece in una notte non solo i mille, ma persino i MILLECENTO!

Sono basita, e tanto grata a tutti voi per questo piccolo traguardo e per questo grande seguito!

Per questo ieri ho promesso che avrei pubblicato qualcosa per festeggiare, e festa è sinonimo di dolce. Ma siccome in casa mia non si butta via niente, nemmeno quelle tre banane risalenti alla Grande Guerra, tantomeno il rimasuglio di cacao amaro rimasto dall’ultimo preparato per cioccolata calda fatto in casa, e giammai quel ramingo pezzo di cioccolato fondente che vedevo triste e solitario nel frigorifero.

Così, con questi tre ingredienti “di recupero” e ben poco altro, voilà, dei piccoli plumcake alla banana e doppio cioccolato, perfetti per la colazione o per una merenda golosa (e leggera). Io ho scelto questi mini cakes perché non potevo resistere al fascino degli stampi di cartone rigidi appena arrivati da Meincupcake.de (e pure in tinta col dolcetto), ma se non li avete potete benissimo optare per un plumcake unico.

Plumcake finale scritta

 

Plumcake primo piano

Io dico NO ai sensi di colpa! Bread alle mele e noci pecan da colazione

Non so se capita solo a me, ma tutti gli anni a Feste finite mi trovo a giocare al senso di colpa: “Oddio, ho mangiato troppo” “Oddio, quanti dolci” e così via..

Certo, per quanto mi riguarda faccio la stessa cosa ogni singolo giorno dell’anno, però dopo le Feste un po’ più del solito.

Ma, come dicevo, diventa quasi un gioco (perverso), il modo per farsi dire “ma noooooooo, che non hai mangiato troppo” e alleggerirsi la coscienza, più che il giro-vita.

Io, in realtà, a parte l’occasionale fetta di panettone, il cioccolatino o il bicchiere di vino di troppo, lo dico a gran voce: io nelle Feste non è che mangi poi chissà che! Sì, sicuramente la mia tavola è imbandita più riccamente che in un normale lunedì lavorativo, ma a casa mia non è che si facciano quelle mangiate pantagrueliche da banchetto matrimoniale, in cui ti siedi a mezzogiorno e ti alzi al tramonto. Qualche sfizio che normalmente non mi permetterei, qualche golosità di troppo, ma nulla di più.

Quindi dico NO ai sensi di colpa, e nonostante i pandori da finire, i cioccolatini lì a far bella mostra di sé sulla credenza, mi preparo un bel dolce da colazione di quelli che piacciono a me, con le mele a renderlo umido, le noci pecan a dare croccantezza e il succo d’arancia ad alleggerire giusto quel po’ di burro che alla fine, in un dolce, ci sta tutto. La ricetta è presa da Manuela di Sweetie’s Home, io ho solo apportato qualche piccolissima modifica.

Buon ritorno alla routine e felice abbandono dei sensi di colpa.. e buon fine settimana.

Bread blog

Bread finale blog

I muffin del capro espiatorio per l’MTC

In questi quasi due anni di MTC ne ho viste di ogni: dalla pasta al quinto quarto, dalle ricette straniere a quelle tradizionali, ma mai si era vista una sfida così, e solo la Francy di Burro e Zucchero insieme a quella mente geniale (ho sentito diabolica? Forse c’è un’eco strano, qui) della Van Pelt potevano partorire una tale, tanta e decisiva aggiunta.

Questo mese, infatti, non c’è solo il tema culinario, dedicato ai muffin dolci e salati, ma la loro realizzazione deve essere ispirata. Dal divino? No, da un testo, sia esso letterario, musicale o poetico. Eh, sembra facile (fare un buon caffè), e invece non lo è per niente.. anche perché trovo che sia sempre più difficile farsi ispirare, in generale nella vita; siamo sempre lì ad arrovellarci, a pensare, a gabolare, e non lasciamo tanto spazio a quell’ispirazione che, per definizione, dovrebbe essere immediata, come un fulmine a ciel sereno.

Ma basta abbassare la guardia, svuotare il cervello, che so, camminando un paio di chilometri nell’aria fresca di  un autunno/quasi inverno, e l’illuminazione viene da sé, e per me l’apparizione è stata istintiva, naturale, e mi ha parlato non tanto di un libro, ma di una serie di libri, che ho amato e divorato ai tempi dell’università, per me i tempi della lettura più vorace, spaziando da Saramago che mi ha rubato il cuore e qualche ora di sonno, alla poesia, da sempre mio grande amore, ai gialli di ogni genere e grado.

I libri che però hanno più segnato quegli anni (che mi sembrano ormai così lontani, sigh) sono stati senza dubbio quelli del “Ciclo di Malaussène” di Daniel Pennac, che con la sua penna leggera ed irriverente mi hanno fatto affezionare alla strampalatissima e adorabile famiglia Malaussène, facendomi versare ben più di qualche calda lacrima al termine della saga.

Per chi non avesse mai letto questa serie, che io consiglio caldamente, parla della Parigi di Belleville, in cui vive una famiglia allargata composta dai più sgangherati personaggi (dal cane epilettico al bimbo dagli occhiali rosa, dalla mamma sempre incinta alla ragazza preveggente), capitanati da Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, in un grande magazzino prima, in una casa editrice poi. Il malcapitato Benjamin, ovvero, fa da cuscinetto, da paraurti, a tutte le lamentele e i reclami di clienti, lettori e scrittori inferociti, piangendo a comando, e assumendosi responsabilità che mai ha avuto.

“Mi stia a sentire, Malaussène, l’ho assunta come capro espiatorio perché si beccasse le piazzate al posto mio, perché subisse le grane con un piantino al momento giusto, perché risolvesse l’irrisolvibile spalancando le sue braccia di martire, in poche parole, perché lei si facesse carico. E lei si fa carico in modo straordinario! Nessuno al mondo potrebbe farsi carico meglio di lei, e sa perché?”
Me lo aveva spiegato mille volte: perché, secondo lei, ero un capro espiatorio nato, ce l’avevo nel sangue, una calamita al posto del cuore ad attirare le frecce. Ma, quel giorno, aggiunse dell’altro: “Non solo, Malaussène, c’è un’altra cosa: la compassione, ragazzo mio, la compassione! Lei ha un vizio raro: compatisce. Poco fa soffriva, al posto del gigante infantile che faceva a pezzi i miei mobili. E capiva talmente bene la natura del suo dolore che ha avuto l’idea geniale di trasformare la vittima in carnefice, lo scrittore respinto in critico onnipotente. Era proprio quello di cui aveva bisogno. Solo lei può sentire cose tanto semplici.” […] ” Lei è il doppio dolente di questo basso mondo, Malaussène.”

Muffin alla tarte tatin collage blog

Io di questo personaggio e di questi libri mi sono innamorata, perché scanzonati, surreali (come le foto di oggi), divertenti, confortanti. Per mesi, forse persino anni, hanno rappresentato per me la coperta calda sotto la quale nascondermi e farmi delle grasse risate, un mondo parallelo e stralunato rispetto alla routine quotidiana. E proprio per questo aspetto di sicurezza e conforto io li paragono al dolce francese che, oltre a ricordarmi incredibilmente Parigi, per me rappresenta tutto questo, la tarte tatin. La tarte tatin, famosissima torta di mele rovesciata nata da un fortunato errore, ha per base (o meglio, prima per copertura e poi per base) una burrosissima pasta sfoglia, si serve calda, e profuma di mele cotte e di caramello, e giuro che non riesco ad immaginarmi nulla di più confortante.

Ho scelto quindi di portare nei miei muffin la tarte tatin, le mele caramellate al burro, la Parigi di Malaussène, i suoi bistrot con le tende bianche e azzurre (proprio come i pirottini scelti dal mio doppio in cucina). Ho scelto la semplicità di un muffin semplice e profumato di burro, mele e caramello, perfetto per consolare il buon Benjamin dalle fatiche di compatire il prossimo.

Muffin pp blog

Muffin interno blog

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 43

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Voglia di dolce – Crumble di uva nera e more alla nocciola per Simply Selezione di Stagione

È arrivato settembre, si torna a lavoro, alla routine quotidiana e, ovviamente, solo ora arriva l’estate che tanto si è fatta attendere nei due mesi passati: qui a Torino si susseguono giornate di cieli azzurri e sole caldo come non se n’è visto fra luglio ed agosto.

E che bisogna fare?! Nulla, accettare le belle giornate che arrivano, anche se rendono ancora più difficile il ritorno alla normalità, e approfittare di qualche attività all’aperto e dei prodotti che la stagione offre, ancora del tutto estivi ma che iniziano ad ammiccare all’autunno che non tarderà ad arrivare.

Ed oggi vi parlo proprio di prodotti di stagione, per raccontarvi una bella iniziativa lanciata dalla catena di supermercati Simply per favorire la reperibilità e l’utilizzo di frutta e verdura di stagione di coltivazione locale, cose buone e giuste per la salute, ma anche per l’economia domestica, un aspetto assolutamente non trascurabile. A partire da fine giugno e per tutto il 2014, infatti, nei punti vendita Simply e IperSimply nei fine settimana (venerdì, sabato e domenica) potete trovare la Selezione di Stagione Simply, cioè delle cassette di frutta o di verdura di stagione vendute al prezzo fisso di € 0,79 al chilo, una buona soluzione che permette di trovare al supermercato prodotti ortofrutticoli di qualità e del territorio.

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Per quanto riguarda frutta e verdura, nella mia alimentazione vince a mani basse la seconda categoria, che non manca davvero mai (insieme ai legumi) nel mio piatto. Mi sforzo di consumare più frutta, soprattutto come snack fuori pasto, ma diciamo che il mio apporto di frutta non va molto oltre.

Però c’è un però, e si tratta dei dolci a base di frutta, che io considero una vera goduria: al primo posto rientra sicuramente la classica crostata di crema e frutta fresca, ma adoro anche tutte le classiche torte da credenza arricchite di frutti nell’impasto. Complice il viaggio verso nord, però, ho scoperto la semplicità e la bontà di un’altra categoria di dolci a base di frutta, i crumbles, dessert non troppo dolci nè pesanti, semplici da fare ed estremamente confortanti, soprattutto se accompagnati da una pallina di gelato o da una generosa cucchiaiata di panna semi-montata.

Così, trovando nella mia cassetta della Selezione di Stagione Simply un bel grappolone di uva nera non ho saputo resistere, e agguantando in cinque minuti un cestino di more, della granella di nocciole, burro, farina e zucchero di canna in breve tempo l’uva è passata dalla cassetta.. alla casseruola.

Crumble blog


Crumble impiattato blog

 

Mai più senza – Torta di mele ferrarese di Gosetti della Salda

Non si è mai vista su questo un blog una serie di tre dolci consecutivi.

E, per di più, con l’estate alle porte, la prova costume ormai drammaticamente vicina e quest’afa appiccicosa che ti terrebbe volentieri alla larga dal forno.

Ma non so dire di no alla colazione, ormai lo sapete meglio di me, e non so rinunciare ad un inizio di giornata sano, con una fetta di torta fatta in casa, magari ricca di frutta. E, quando si hanno un po’ di mele da smaltire, questa torta è una mano santa.

L’operazione più lunga e difficile è sbucciare e tagliare le mele a fettine (e quanto possa essere difficile lo potete immaginare), mentre il resto della torta si prepara in un battibaleno, senza nemmeno aver bisogno di una bilancia da cucina.

Il merito è tutto di un grande classico dei libri di cucina, Le ricette regionali italiane di Anna Gosetti della Salda, scoperto grazie allo Starbooks e scritto in tempi in cui tanto della cucina si dava per scontato; niente ricette per dummies, tante misure ad occhio, poche indicazioni sulle dimensioni delle teglie o sulla cottura ottimale. La torta è semplicissima, e ha quella consistenza morbida che ricorda da una parte le frittelle di mele e dall’altra una torta con crema e frutta; una torta semplice, umida e succosa, un favoloso tuffo nel passato.

Torta di mele ferrarese blog


Torta di mele ferrarese fetta blog