Blueberry muffins

Ok, ho la cucina, ma questo lo sapevate già.

Sto anche cominciando a portarci dentro tutte le decine (uhm.. centinaia?) di attrezzi e attrezzini indispensabili (e che nessuno osi dire il contrario) per tutte le mie attività di cucina e di pasticceria. Che poi, volete mettere non dover comprare praticamente nulla per allestire una cucina (anche se ho il vago sospetto che qualche altro attrezzo indispensabile riuscirò di certo a comprarlo)?!

Inizio anche a cucinare qualcosina, ma ancora non ho risposto alla domanda che mi cruccia da un po’, quella a cui già accennavo: “con cosa inaugurare la mia cucina?“. Credo che risponderò alla domanda oggi stesso, e credo che partirò da un dolce di stagione (suspense mod. ON), ma nel frattempo dovrete accontentarvi di un dolcetto cucinato ancora con il vecchio forno e in un’altra casa. Potete sopportare quest’onta?

La mia scelta è ricaduta su un classico Made in USA, i blueberry muffins, morbidi, colorati, fruttosi, perfetti per la colazione o per una pausa golosa.

E quando si parla di Made in USA, io non ho dubbi, mi fido di Laurel Evans, aka Un’americana in cucina. Da poco ha pubblicato sul suo blog la ricetta per i muffins ai mirtilli, ma io ho tratto la ricetta dal suo libro (che adoro) Buon appetito, America!

Buona giornata, buon venerdì (olé) e che questi muffins possano essere un buon modo per iniziare bene il week-end.

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Una Red Velvet Cake gluten free per il secondo blog-compleanno

Iniziamo a bomba con una confessione scomoda: io detesto (cordialmente) le torte a strati. Avete presente le classiche torte da festa, no?! Dischi di pan di Spagna, bagnati, separati da strati di crema pasticcera o chantilly e infine coperti di panna. Ecco, io quelle torte le detesto. Intendiamoci, sono buone, ma non sono il mio genere prediletto di dolce, ecco. Non le sceglierei mai, che so, su una millefoglie (lo so che gli strati ci sono anche qui, ma sono croccanti e-anche-se-sono-un-po’-incoerente-mi-piacciono-di-più-e-non-giudicatemi) o un bel dolce al cucchiaio.

Eppure ho imparato a fare queste torte al corso di pasticceria, le so fare da zero (anche piuttosto bene, a quanto pare) e mi ci diverto pure, ma non chiedetemi di mangiarle con gusto.

Per questo, di fronte alla sfida dell’MTC di questo mese lanciata da Stefania di Cardadomo & CO. sono trasalita: non solo si trattava di una torta a strati, ma di una torta made in USA, una Red Velvet Cake, e per di più gluten free. Non che abbia qualcosa contro il “gluten free”, anzi.. credo che io per prima dovrei creare più ricette dedicate a chi è allergico al glutine, però non ciò non semplificava certo la missione.

Così, con il mio solito aplomb, ho pensato “e mo’ son cazzi” e, in seconda battuta, “ma chi se la mangerà, poi, un’intera torta a strati?!”

Così ho optato per una soluzione “di comodo“, ma ammessa dalle rigide regole della sfida: di torta si è trattato, ma di una tortina monoporzione (sapevo che questi stampi da mini-torta a strati sarei riuscita ad utilizzarli, prima o poi… erano ancora nella loro scatola, in attesa della giusta occasione), che ho scelto di bagnare con un liquore ai mirtilli fatto da un’amica e di guarnire nel modo meno stucchevole a cui potessi pensare, con della semplice panna montata (appena appena zuccherata) arricchita da polpa di mirtillo fresco. Una copertura (ed un ripieno) violacei (molto in tinta), freschi e un po’ asprigni, per venire incontro ai miei gusti.

Così, dopo questi necessari aggiustamenti, posso proporla per festeggiare un compleanno, quello del mio blog, che proprio oggi compie due anni.

Tanti auguri, Alterkitchen!

E sono contenta di poter festeggiare questo traguardo con tutti i miei lettori, con tutte le amiche dell’MTC e con una torta che possa essere gustata anche dagli amici celiaci.

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Colazione, mon amour – Pancakes al latticello con sciroppo d’acero e mirtilli freschi

Non ne faccio mistero: per me la colazione è sacra. Difficilmente la salto (anche perché poi finisco per non vederci più dalla fame -come diceva un noto spot- e ho la tendenza ad infilare sotto i denti qualsiasi cosa mi capiti a tiro, altrimenti potrei avere uno di quei mancamenti fin de siècle, da cui ci si riprende solamente con i sali e una sventolata -con fazzolettino ornato di merletti, naturalmente) e, se proprio dovessi scegliere un pasto in cui andare avanti a mangiare fino a scoppiare, credo che sceglierei proprio la colazione (inutile che vi dica, quindi, quanto sia in grado di mangiare in uno di quei begli alberghi con ricche, ricchissime colazioni a buffet – e no, non me ne vergogno!).

Quindi, per me tutto ciò che ha a che fare con il cibo da colazione è circondato da un’aura di sacralità: amo, infatti, preparare per la colazione di tutti i giorni (anche se poi ci si riduce a consumarla in 5 minuti netti), mia od altrui, biscotti, torte e dolcetti che facciano cominciare la giornata in maniera molto più dolce e, per quanto mi riguarda, senza la voglia di uccidere chiunque osi rivolgermi la parola. Ma, ancor più, adoro potermi concedere una colazione degna di questo nome, sicuramente da consumare con la calma, se va “male” al bar, se va meglio con qualcosa di preparato appositamente, sul momento, magari accompagnato da un bel cappuccino fatto in casa (con un pentolino tipo questo, che io chiamo assai impropriamente spugnettatore, comprato al supermercato ad una cifra irrisoria) o da un bicchiere di latte freddo (amici che soffrite di colite, non me ne vogliate, ma il latte freddo è uno dei piccoli grandi piaceri della vita). E così, per la colazione di una bella domenica, mi sono potuta godere appieno questi fantastici pancakes al latticello, guarniti con sciroppo d’acero e mirtilli freschi: una vera delizia, una coccola che vi consiglio caldamente per iniziare al meglio una giornata di riposo (o per migliorare decisamente quella che prevedete essere una pessima giornata… ma sono punti di vista).. ché la colazione è sacra, ma quella all’insegna del relax ancora di più!

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Una cheesecake per il Nastro Rosa

Come è facile intuire da questa foto, questa torta è nata come dolce di compleanno per una cara amica, che me l'ha prenotata con mesi di anticipo, dopo un mio primo approccio con questo tipo di cheesecake un po' fallimentare… buonissimo ma, come dire, un po' instabile.

Così mi sono rimessa al lavoro, e questa volta è venuta della perfetta consistenza, morbida, dolce (ma non troppo) e delicata.

In più mi ritrovo per le mani una bella torta rosa, perfetta da dedicare ad una causa importantissima, che è giusto ricordare, segnalare ed appoggiare. Ottobre è infatti il mese della campagna per la prevenzione del tumore al seno, quindi leggiamo, informiamoci, ricordiamo, sosteniamo e condividiamo. Siamo consapevoli del rischio, non sottovalutiamolo mai, e facciamo tutto ciò che è in nostro potere per prevenirlo.

 

 

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Rosso salute: verrines di mousse di ricotta e yogurt con compostina di ribes rosso

Quando ho letto del contest lanciato da Cucina di Barbara dedicato al colore ROSSO, ho subito cominciato a pensare a cosa potessi preparare utilizzando questa tonalità; cercavo un piatto che fosse leggero e che mi incantasse col suo colore fascinoso, ammaliante e ricco di significati. Si usa dire rosso come l'amore, rosso come la passione, ma il rosso è anche segno di salute (pensate a come l'essere rubizzi in volto sia sintomo di buona salute).

Così, fra tutti gli alimenti di rossi, ho scelto un frutto di bosco, il ribes rosso (manco a dirlo), ricco di vitamina C, di cui è sempre meglio fare incetta quando l'autunno è alle porte, anche se dalle temperature non si direbbe. Ma, per aggiungere rosso al rosso, ho deciso di aggiungere come decorazione qualche bacca di Goji, una bacca di origine tibetana ricchissima di antiossidanti, assimilabile per gusto ad un mirtillo rosso (di nuovo?!) dal retrogusto speziato, come di cardamomo.

Ho poi deciso di abbinare a questo corpo rosso una mousse leggera di colore bianco, accostando così non solo i sapori, ma anche i colori, in una verrine in bianco e rosso, un abbinamento che adoro, in cucina e non.

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