Plum cake di soli albumi con nocciole e cioccolata gianduja

Quante creme, salse e dolci richiedono solamente l’utilizzo dei tuorli dell’uovo? Tantissime. Ma la domanda che attanaglia tutti noi (già vi vedo, a passare notti insonni pensando ai poveri albumi) è: che ne faccio degli albumi?!

Spesso finiscono in una frittata palliduccia, oppure possono essere riutilizzati per fare delle ottime lingue di gatto (di cui metterò presto la ricetta, se a qualcuno interessasse), ma c’è un ulteriore problema, quello della conservazione: non si possono certo tenere cent’anni degli albumi in frigorifero, sperando di accumularne un numero congruo per poterli utilizzare (per me, inoltre, le probabilità che ciò avvenga prima che gli albumi stessi vadano a male sono assai scarse).

Così, dopo aver letto qua e là nella rete consigli, ricette e suggerimenti, sono passata alle maniere forti: ho messo gli albumi in un piccolo contenitore ermetico e li ho surgelati! Prima due, poi altri due (nel giro di un paio di settimane), poi un altro ancora… così, senza problemi di conservazione, mi sono trovata con ben 5 albumi e, finalmente, la possibilità di tentare un plum cake di soli albumi.

Unico suggerimento fondamentale: se surgelate gli albumi, fate i modo di tirarli fuori dal freezer la sera prima rispetto a quando intendete fare la torta, così che abbiano modo di scongelarsi lasciandoli nel frigo.

L’idea per questa torta l’ho presa da Alessia di Muffins, cookies e altri pasticci, lasciando intatta l’ossatura, ma cambiando gli ingredienti in base a ciò che avevo in casa e per “piemontesizzare” la torta.

 

 

Spero che queste piccole indicazioni sulla conservazione e sull’utilizzo degli albumi possano esservi utili, e che questa torta morbidissima e leggera vi piaccia almeno la metà di quanto sia piaciuta  a me!