Un assaggio di cucina indiana: aloo naan e cheese naan

Oggi cambio totalmente registro e, dopo tanta cucina italiana e qualche sporadica incursione nella cucina cinese, spagnola e Tex-Mex, oggi passo a tutt’altra cucina etnica, e approdo in India.

Qualche tempo fa, infatti, un’amica con la passione per la cucina ha organizzato una cena a tema indiano e, come per tutte le nostre cene a tema (che languono da un po’… ne urge una nuova!), ciò implica rimboccarsi le maniche e sperimentare qualcosa di nuovo, a volte anche molto diverso da ciò che normalmente si è abituati a cucinare. Così, mentre altri si sono occupati di piatti a base di carne, dolci, polpette e frittelle di ceci, io ho deciso di sperimentare uno dei piatti indiani che amo di più, il cheese naan. Ma, siccome non mi accontento, mi sono fatta stregare anche dall’aloo naan, e ho deciso di buttarmi su una duplice sperimentazione. In realtà la base per queste due ricette è la medesima: in entrambi i casi, infatti, si tratta di un pane lievitato (ma di forma piatta) ripieno. Ed è proprio quest’ultimo a cambiare: mentre nel cheese naan il ripieno è composto, manco a dirlo, di formaggio, nell’aloo naan il ripieno è costituito da patate schiacciate e speziate.

Non sarà uguale a quello della tradizione (manca infatti il forno tradizionale di argilla, perché ciò possa accadere), ma ho cercato di essere il più fedele possibile, grazie a Manjula’s kitchen, un fantastico sito dedicato alla cucina indiana vegetariana, curato dalla precisissima signora Manjula, che correda ogni ricetta di video esplicativi.

Per quanto riguarda il piatto in oggetto, mi sono basata sulla ricetta che Manjula dà dell’aloo naan, mentre per il cheese naan ho elaborato quest’ultima a mio gusto, sostituendone il ripieno.

Per essere il più fedele possibile alla ricetta, mi sono servita della misurazione in cups (cioè la misurazione volumetrica utilizzata negli Stati Uniti e in altri Paesi), ma vi riporto fra parentesi le conversioni da me effettuate grazie ad un kit apposito trovato all’Ikea (non è esattamente quello che ho io, ma rende l’idea). Tali conversioni dovrebbero essere attendibili, ma un po’ approssimative: siccome però riguardano l’impasto ciò non dovrebbe costituire un problema, perché potrete aggiustare tutto aggiungendo acqua o farina.