Biscotti al cioccolato e grappa per il Food Bloggers Cookies Swap

Il primo anno nemmeno lo sapevo (ero ancora una pischella in fatto di blog -non che adesso sia una gran donna), il secondo anno lo scoprii troppo tardi, così il terzo anno (che poi sarebbe questo) non ho potuto esimermi.. DOVEVO far parte del great food blogger cookies swap.

Cioè? Cioè un Babbo Natale segreto fra food bloggers, in cui il regalo consiste in una dozzina di biscotti home-made e frutto di una ricetta nuova per il proprio blog da inviare a tre food bloggers abbinate via sorteggio. È un’iniziativa deliziosa, e non solo perché di mezzo ci sono i biscotti, ma anche perché ogni blogger partecipante (in tutto il mondo) dona 4$, che sono interamente devoluti all’associazione Cookies for Kids’ Cancer. Quindi si fa del bene, si ha l’opportunità di cucinare dei biscotti nuovi per nuove amiche, e se ne ricevono altrettanti, sempre deliziosi.

Alla fine di tutto (cioè oggi), tutte le ricette vengono pubblicate e raccolte, in un grande zibaldone dedicato ai biscotti da cui attingere a piene mani quando si è a corto di idee.. e dico solo che Natale è ormai (drammaticamente) vicino.

Alla mia prima partecipazione, ho deciso subito che avrei fatto dei biscotti al cioccolato. Io non sono una choco-holic, e su questo blog credo che di ricette di biscotti al cioccolato non ce ne siano proprio, quindi ho deciso che per me era giunta l’ora, anche di togliermi lo sfizio di fare qualcosa che somigliasse ai chocolate crinkle cookies che bramo ormai da quel dì (come non amare quelle crepe nello zucchero a velo, che fanno intravedere il nero del cioccolato?). Così ho scelto una ricetta che avevo puntato da tanto tempo, i biscotti al cioccolato e grappa di Sigrid Verbert (aka il Cavoletto), tratti dal suo libro Regali golosi.

Questi biscotti sono deliziosi, sia nella versione “cuore morbido” (guduriosa) che in quella più croccante (perfetta per l’inzuppo o per accompagnare un caffè), per cui vi consiglio di leggere le mie ultime indicazioni in merito alla cottura. Io, grazie a questo scambio, ho scoperto dei biscotti facili e veloci da fare, con tanto cioccolato e poco  burro, e che credo possano piacere davvero a tutti (potete anche cambiare il liquore o utilizzarlo in quantità maggiore perché il sapore si senta nel biscotto in modo più deciso).

Io ho trovato il perfetto regalo home-made di questo Natale, questo è certo!

Cookies cioccolato e grappa blog

Cookies cioccolato e grappa finale blog

Sul fronte dei biscotti ricevuti:

Gli ottimi lemon lavender shortbread di Sara (aka Antipastiveloci)

I classici cantuccini di Prato nella versione al cioccolato di Forchettina Giramondo

Passata la festa, gabbatu lu santu pt. 3 – Cappone ripieno

Questa ricetta segna la fine della mia serie “passata la festa, gabbatu lu santu“, nata per non dimenticare troppo in fretta le Feste natalizie, che sono ormai ahimé solo un lontano ricordo.

Forse, fra le ricette che vi ho proposto con protagonista il Signor Cappone (e le maiuscole sono d’obbligo), questa è quella maggiormente legata (a filo doppio, direi) alle feste… certo, anche i tortellini non scherzano, ma trovo che quelli possano trovare un utilizzo più vasto, mentre il cappone ripieno richiama immediatamente la festa, È festa: come altro definire, infatti, una carne di per sé già grassa e gustosa, quando viene farcita di ogni ben di Dio?! È festa, non c’è altra spiegazione o definizione che regga.

Per il mio cappone ripieno ho tratto ispirazione da questa ricetta piemontese, cambiandola però secondo il mio gusto personale qui e là.

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Passata la feste, gabbatu lu santu pt. 2 – Insalatina di cappone al profumo di Sicilia

 

Come promesso, eccomi qui con la seconda ricetta per non dimenticare troppo in fretta le Feste. Protagonista è di nuovo il Signor Cappone, questa volta in carne ed ossa, non sotto forma di brodo.

Questa ricetta, infatti, nasce proprio per riutilizzare la carne lessa di cappone una volta ottenuto il brodo per i nostri tortellini.

Ho pensato immediatamente ad un’insalatina di lesso, leggera e perfetta come antipasto o come secondo sfizioso, e ho deciso di darle il profumo della Sicilia, aggiungendo arance (in spicchi e in succo) e mandorle.

La ricetta, veloce veloce e senza quantità (questa è una classica ricetta “ad occhio“) la trovate su Honest Cooking.

A presto con la terza ricetta per non dimenticare le feste e per onorare fino in fondo il povero Signor Cappone.

Passata la festa, gabbatu lu santu pt. 1 – Tortellini in brodo di cappone

Tortellini blog

C’è questo famoso detto, in uso soprattutto nel sud Italia, che recita “passata la festa, gabbatu lu santu“… in poche parole, sarebbe a dire che chi ottiene un piacere richiesto, spesso si dimentica in fretta del bene ricevuto.

Così, appena passate le feste, è facile, riprendendo a lavorare, dimenticarsi del riposo (per chi ne ha fatto tesoro), dei pranzi luculliani, del Natale e dell’essere tutti più buoni (che poi sarà vero?).

Ma io dico NO a questa capacità di dimenticare troppo velocemente e mi oppongo in maniera attiva, pubblicando ora, a feste terminate, tre ricette per ricordarsi del Natale anche quando ormai è gia lontano. Anticipo solamente che si tratterà di due ricette della tradizione e una “di recupero” unite da un leit motiv, il Signor Cappone (che ha già patito in vita la castrazione, quindi vorrei che almeno da defunto venisse elogiato e festeggiato).

La prima di queste ricette, assolutamente tradizionale (e tipica dei pranzi di festa) e pienamente emiliana (anche se la paternità modenese o bolognese è ancora in discussione), i tortellini in brodo (di cappone). Inutile dire, quindi, che la ricetta non fa parte della mia tradizione famigliare, ma è stata “rubata” alla tradizione altrui: nello specifico si tratta della ricetta di famiglia di Sara, aka Fiordifrolla, da me lievemente modificata.

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Gli amaretti morbidi della Vigilia

Per questa Vigilia di Natale, una giornata in cui solitamente fervono i preparativi culinari o le ultime corse ai regali di Natale, vi propongo una ricetta facile e veloce, che può essere un bel dolcino da presentare insieme al caffè del pranzo di Natale oppure un piccolo dono last-minute: basterà una scatolina e della carta velina rossa per creare qualcosa di molto natalizio e sicuramente molto apprezzato.

È il mio modo per dare a tutti voi un piccolo dono e per augurare a tutti quelli che passeranno di qui un dolce e sereno Natale, da trascorrere circondati dalle persone amate.

E, per il momento, buona Vigilia e naturalmente buon cenone (o cenone buono).

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Verso Natale – Confettura di zucca al cardamomo

Vi siete ormai rassegnati ai miei post da maniaca della zucca?! Fate bene, perché non credo proprio che questo sarà l’ultimo della stagione.

Di sicuro, però, è il primo post del genere “che ti regalo a Natale?!” (sì, facciamocene una ragione, Natale è alle porte, davvero). Ormai da qualche anno i miei regali di Natale sono per buona parte home-made e di ambito culinario (ma non solo.. ve l’ho mai detto che mi diletto a creare bigiotteria?! Ecco, ora è svelato anche questo mistero di Fatima -il milionesimo, per altro). Panettoni, tartufi, cioccolatini, cotognata, cognà, omini di pan di zenzero (e poi non dite che non vi do delle idee, ?!), ma soprattutto confetture, le vere salvatrici del Natale.

Si preparano in anticipo, se impacchettate nel modo giusto sono assai coreografiche (da sole o in cesti più articolati) e sono versatilissime. Si va dalle più semplici a quelle più particolari, da quelle “da crostata” fino a quelle “da formaggio e bolliti”.

Il bello della confettura che vi propongo oggi, la cui ispirazione mi viene dalla Ciliegina, è che può davvero mettere d’accordo tutti, i palati più coraggiosi che apprezzano un velo di questa confettura sulla fetta biscottata del mattino (per non parlare degli arditi, in grado di farne una crostata), ma anche quelli più pavidi che la abbinano ad un formaggio (pavidi, ma trendy, visto che ormai sposare formaggio e confettura -o miele- è molto à la page) -e, in questo caso, consiglio l’abbinamento con la Robiola di Roccaverano.

Insomma, regalo per coraggiosi, arditi o pavidi, ma sicuramente un regalo gradito.