Dammi la forza! Motivational cookies all’olio d’oliva

Le mie giornate da un po’ di tempo a questa parte scorrono via con una velocità incredibile, a forza di incastri impossibili fra una quantità di impegni che a stento ricordo: c’è il lavoro, certo, poi c’è il corso di fotografia, quello di cucina araba, le ripetizioni, e poi c’è la vita privata, quella fatta di uscite con gli amici, di telefonate, e-mail ed sms. Poi c’è il blog, e non devo certo dirvi quanto la mia presenza qui si sia via via attenuata, diventando ormai un appuntamento settimanale, che per me mantiene però sempre la medesima importanza.

Eppure mi pare di dimenticare qualcosa che concorre a riempire le mie giornate… ah, certo, poi ci sono i sogni, quelli notturni e quelli ad occhi aperti, quelli che mi fanno sospirare come un’eroina di qualche romanzo ‘800esco pensando a Parigi in primavera, quelli per cui sono assolutamente convinta di dovermi iscrivere ad un corso di canto o ad un corso professionale di cucina… questi sogni (e molti altri ancora, che non sto qui ad elencare) rimangono sempre lì, come un sottofondo alle mie giornate, pronti ad insinuarsi nei miei pensieri mentre attendo il verde al semaforo o che si smaltisca la coda alle casse di un supermercato. E sono proprio loro a farmi capire che, nonostante l’attuale frenesia, per non dire caos (che non sono ancora riuscita a verificare se generi o no stelle danzanti), ho ancora tanto da fare, tanti posti da vedere e persone che vale la pena di conoscere. Bisogna “solo” incanalare meglio le proprie forze, inseguendo i sogni giusti, piccoli o grandi che siano.

Ma quando le forze non bastano, quando vorremmo una parola di conforto e non c’è nessuno che possa darcela, nessuno che possa darci una spalla cui appoggiarci?

Ecco, allora, i motivational cookies, i biscotti che sanno dire ciò che vorremmo sentirci sussurrare… da un semplice “buongiorno” quando ci si sveglia da soli e si vorebbe qualcuno al proprio fianco, ad un “daje” per darsi una scossa (un incitamento tutto romanesco che io adoro), ad un “alegher” per ricordarsi che in fondo andrà tutto bene (e qui rimaniamo in Piemonte) fino ad un “resisti” per i momenti più bui.

La ricetta è tratta da Jul’s Kitchen, cui rimando per l’ottima spiegazione relativa all’uso dell’olio extra-vergine d’oliva in pasticceria

[Per i nemici del buonismo (eccomi!), però, si ho anche pensato ai de-motivational cookies, cioè a tutti quei biscotti che infondono un colpo gratuito all’autostima altrui, come il sempreverde “epic fail” o “fai schifo“. Per i più coraggiosi, invece, ho pensato ad una serie di biscotti “ditelo con un biscotto“, ovvero “tutto ciò che avreste sempre voluto dire, ma ve lo siete tenuto per voi“: i biscotti con gli insulti (dal semplice “fuck” in poi), da regalare a chi vi sta veramente sull’anima. Se siete particolarmente infami, i biscotti con gli insulti potreste anche renderli disgustosi al palato.. dite che è troppo?]

Rimango sempre stupita dal potere delle parole… basta togliere una lettera o, nel mio caso, spezzare un biscotto, e da un già potente “resisti” si ottiene molto, ma molto di più. Dite voi se non è un segno della bellezza e della poeticità della lingua…

Colazione o regalo? Ciambellini al vino

Mentre leggete questo post, io sarò ormai da qualche giorno in quel di Roma, in l’occasione della Fiera della piccola e media editoria, una “scusa” per riabbracciare finalmente tantissimi amici che arriveranno da tutta la penisola. Mettete insieme una gita delle medie, un tour enogastronomico, un viaggio organizzato con mille tappe obbligate e non ed un meeting di shopaholic e ancora non avete colto appieno il succo di questo incontro. E, non paga di ciò, andrò un po’ in giro per cosucce gastronomiche (e come potrei NON farlo?!) e incontrerò finalmente live delle foodblogger, ma vi racconterò tutto al mio ritorno.

Ma, siccome “non stiamo mica a pettinare le bambole” (mi adeguo ai detti locali, risparmiandovi una finta cadenza romanaccia), in questo post cerco di accontentare con una sola ricetta sia chi è alla ricerca di un biscotto semplice e leggero per la colazione sia chi cerca un biscotto goloso da regalare a Natale (e potete regalarlo anche a chi è allergico ai latticini. Home-made is better), magari insieme ad una bella bottiglia di vino passito. Io ve lo garantisco, questi biscottini strepitosi sono fantastici sia bagnati nel latte che nel vino… un miracolo!

Ma che miracolo e miracolo, è una ricetta della Juls (la Juls di Juls’ Kitchen)!

CIAMBELLINI AL VINO

Ingredienti (per circa 100-120 ciambellini)

* 1 bicchiere di zucchero (più quello necessario per spolverare i biscotti)

* 1 bicchiere di olio extra-vergine d’oliva delicato (per me quello del Garda)

* 1 bicchiere di vino bianco

* farina 00 q.b (quanta ne richiederà l’impasto; per me 6 bicchieri e mezzo)

* 1 bustina di lievito

* la buccia grattugiata di un limone

Procedimento

Versate zucchero, olio e vino in una terrina e mescolate brevemente. Aggiungete la buccia di limone grattugiata e iniziate ad incorporare la farina a poco a poco, usando un mestolo di legno. Dopo aver aggiunto il primo bicchiere di farina, unite il lievito; continuate poi ad aggiungere farina, finché l’impasto non raggiungerà una consistenza che permetta di ottenere dei piccoli salsicciotti (io ho aggiunto 6 bicchieri e mezzo di farina per arrivare al punto giusto). La pasta dovrà essere liscia e plastica. Coprite la terrina con un panno e lasciate riposare per 10 minuti.

Preriscaldate il forno a 180°C.

Prelevate delle piccole quantità di impasto (circa una noce), formate dei salsicciotti e poi chiudeteli a formare dei ciambellini; passateli nello zucchero e poi sistemateli ben distanziati fra loro su una teglia antiaderente (o una teglia normale coperta di carta da forno).

Cuocete in forno caldo per circa 10-15 minuti, togliendoli dal forno appena cominciano a prendere colore. Lasciate raffreddare e conservateli ben chiusi in una latta, dove rimarranno fragranti a lungo.

Con questa ricetta partecipo al giveaway di Arabafelice… in cucina dal titolo “MARTHellati“, per la categoria “cookies“.

I biscotti di Patrizia

La ricetta per questi biscotti mi è stata data dall’amica Patrizia (l’avevate intuito dal titolo?! Bravi!) che, a sua volta, ha preso la ricetta da Anna Moroni della Prova del Cuoco. Ma, in realtà, avendo apportato una piccola ma sostanziale modifica alla ricetta originale, per me questi sono i biscotti di Patrizia, punto e basta.

Sono dei biscotti molto semplici da realizzare (niente formine e mattarelli), molto leggeri ed adatti a chi ha certe intolleranze alimentari (niente burro, niente latte, niente uova), molto gustosi (grazie al vino, all’uvetta e ai pinoli) ed adattissimi per essere “pucciati” in un buon bicchiere di vino liquoroso, o per concedersi uno sfizio a metà pomeriggio o a metà mattina, insieme ad un the o un caffè.

Non sono, per intenderci, dei classici biscotti da colazione, ecco! Ma mica tutti i biscotti devono essere da colazione!! Che cos’è questa discriminazione?!?!

Quindi, se volete una ricetta per della pasticceria secca semplice da realizzare, non stucchevole e di sicuro effetto, siete decisamente nel posto giusto!

Se è vero che dietro un grande cuoco si celi sempre un grande assistente (revisione molto personale del detto “dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”), devo a questo punto svelare l’esistenza del mio assistente personale in cucina…

PS: Lui ha gradito molto i biscotti, io pure.. e voi?!