Finger food al retrogusto di autunno – Panna cotta salata all’Ottavio Pichin con gelatina di birra su frolla al burro 1889 salato

Io sono fatta così, almeno per le cose blog-related (ma in realtà non solo per quelle): mi infiammo in un baleno, mi iscrivo ai contest di istinto, mossa da qualche non ben definito fuoco sacro e solitamente avendo già in testa 500 idee diverse. Passano 1 o 2 giorni e tutte le idee che avevo mi paiono inutili o stupide o non calzanti (o tutte e 3 le cose insieme), così inizia un periodo di riflessione, ponderamento, di “maturità”. Penso, cogito, soppeso e poi, all’improvviso, arriva L’IDEA, quella geniale (poi arriva anche la modestia, ma non subito), ed è allora che mi metto all’opera e agisco.

Il problema è che a volte, fra la riflessione e lo scaturire dell’idea che verrà attuata può trascorrere un tempo anche piuttosto lungo.. ecco perché mi sono iscritta mesi fa al contest delle Fattorie Fiandino e solo ora pubblico la mia prima ricetta. Però, a mia discolpa, è una ricetta che ho amato fin dal suo parto mentale e che ora adoro ancor di più, perché il suo gusto e la sua presenza scenica mi hanno del tutto conquistato.

Vi propongo quindi un finger-food dal retrogusto autunnale, perfetto per un aperitivo o come antipasto di una cena importante: delle piccole panne cotte salate all’Ottavio Pichin (formaggio alla birra scura artigianale) servite su mini biscottini al burro 1889 salato e coronate da una gelatina di birra scura (io ho scelto una stout).

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La crème brûlée di Amélie (ma non solo sua)

È proprio così, ormai quando vedo una crème brûlée, ne preparo o ne mangio una, non riesco a non pensare ad Amélie Poulain de “Il meraviglioso mondo di Amélie” e ai suoi piccoli piaceri della vita, fra i quali spicca rompere la crosticina della crème brûlée con il cucchiaino…che poi anche a me piaccia affondare le mani nelle granaglie -o nella farina- questa è un’altra storia.

Ma nel tempo alla crème brûlée di Amélie (che poi chissà qual è la ricetta per la SUA crème brûlée) si sono sovrapposte altre suggestioni, per nulla cinematografiche (anzi, forse la suggestione legata ad Amélie è una delle ultime, in ordine di tempo) e molto personali, dei piccoli e dolci ricordi che mi fanno ormai percepire la crème brûlée come un dessert anche un po’ mio (e forse non solo mio).

Credo che ognuno di noi leghi dei piatti, salati o dolci che siano, a dei momenti della propria vita, a delle persone o a degli stati d’animo. Ecco, se proprio devo dare una definizione culinaria di questo particolare momento della mia vita, lo vedo come un periodo di pizza e crème brûlée e, più in generale, di tanta cucina, poche foto e pochi post (ma ormai un pochino avrete iniziato a conoscermi, e lo sapete che vado a momenti…prima o poi tornerò all’ovile, almeno un po’ più spesso). E direi che, a parte il mio vedo-non vedo su questo blog, il resto me lo tengo ben stretto.

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Happy birthday to me – Meringata in coppa (sort of)

Un post veloce veloce, con un intento chiaro chiaro: augurarmi BUON COMPLEANNO (meglio farsi gli auguri da sola, che non si sa mai)! Olé, cado anche io nel cliché del post di compleanno, ma non infierirò (verso me stessa, ovviamente) dichiarando la mia disperazione per l’età che avanza (argh, l’età avanza, però) o descrivendo tutto ciò che ho intenzione di preparare per i sontuosi festeggiamenti in onore del mio genetliaco. Anche perché non preparerò nulla, non ci sarà alcun festeggiamento particolare: mi rifiuto di cucinare, almeno il giorno del mio compleanno (e che diamine!!).

Ma, per il mio non-compleanno (cioè il compleanno festeggiato in anticipo), ho preparato questa sorta di meringata in coppa, che ha riscosso un certo successo.. perché poi per il mio non-compleanno io prepari la meringata, quando a me la meringa non fa impazzire, questo resterà un mistero da risolvere. Ma questa è un’altra storia, che credo abbia a che fare con le turbe mentali di cui vi parlavo nell’ultimo post… ma, guardiamo il lato positivo, almeno non ho acceso il forno!

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Come riciclare il Natale (prima che arrivi): semifreddo al torrone

È ormai metà dicembre… i più preparati di voi avranno già finito i regali di Natale e si beeranno di questa soddisfazione, altri saranno ancora là con le strenne da ideare, comprare ed impacchettare (che poi, come mai mancano sempre i regali fondamentali, quando si arriva in fondo alla lista?!) e poi alcuni si ridurranno alla Vigilia a comprare la prima cosa che capiti sotto mano per l’ansia di non farcela.

Ecco, io di solito rientro nella prima categoria, quella di persone che iniziano a pensare ai regali di Natale quando ancora si usano le infradito, e che spesso riescono a terminare tutto con un inquietante anticipo.. ma quest’anno sarà un Natale un po’ particolare per me, che comprenderà tanti regali home-made e un po’ più di calma.. che si trasformerà in panico quando mi accorgerò di aver dimenticato il regalo per la nonna a 10 minuti dal pranzo di Natale.

Ma, almeno in parte, non posso rinunciare al mio proverbiale tempismo e, anche se so che il Natale deve ancora arrivare, sono talmente avanti che oggi non vi propongo qualche regalino home-made e last-minute, bensì una ricetta per disfarvi degli avanzi natalizi di torrone. Insomma, oggi faccio un po’ la parte del Grinch che scaccia il pensiero del Natale, quasi come fosse già passato!

In realtà, non so a voi, ma a me il torrone proprio non piace granché… se è duro è troppo duro, se è molle si attacca ai denti (e gradirei non sentire un “That’s what she said” di mia conoscenza), e poi è troppo dolce. Insomma, non rientra certo fra i miei dolci preferiti, ma alla fine delle Feste qualche confezione di torrone superstite rimane sempre in casa…

E così, sia che il torrone non vi piaccia in modo particolare e che magari preferiate rifilarlo a qualche ospite, che vogliate preparare un dolce natalizio per le prossime feste (non mi sono dimenticata che il Natale in realtà deve ancora arrivare… e cosa fa più “Natale” del torrone.. forse solo il Panettone) o che vogliate conservare lo spirito del Natale nel freezer ancora per un po’, ecco una ricetta semplice, ma di sicuro effetto, che saprà accontentare tutte queste esigenze, e forse anche qualcuna in più.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 2 – Torta gelato pistacchio e crema

Eccoci giunti alla fine dei festeggiamenti (con un inquietante senso di sollievo da parte mia) e alla seconda attesissima (ma quando?!) ricetta per un freschissimo dolce, perfetto per un compleanno estivo.

Questo è stato il mio primo esperimento di torta gelato a strati, riuscito egregiamente: ovviamente potete scegliere i gusti che più preferite e abbinarli come più vi piace. Io ho scelto subito il gelato al pistacchio, in assoluto il mio preferito, e l’ho poi abbinato con un gusto più “neutro”, la crema, lievemente aromatizzata al limone.

Le foto fanno abbastanza pena (non vi preoccupate, me lo dico da sola), ma credo che sia già stata fortunata a riuscirne a scattare qualcuna (accontentiamoci)… se il risultato d’immagine non è dei migliori, pazienza, l’importante era il gusto! Nella seconda foto della composizione si riesce a vedere già abbastanza il contrasto cromatico verdino/giallino, che invece dall’esterno si vedeva poco (diciamo che essendo due colori pallidi era facile non vedere una differenza lampante: se scegliete cioccolato e fiordilatte e non vedete poi la differenza, io mi preoccuperei). Lo vedrete ancora meglio nella foto finale, di qualità lievemente superiore, ma sempre nella categoria “ciofeche“.

Immaginando che non siate qui per sentirmi piagnucolare sulla qualità delle foto, vi do subito la ricetta, prima che mettiate mano ai forconi.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 1 – La viennetta (alla Nutella) fatta in casa

Ebbene sì, oggi è il mio compleanno (per la serie… scollinando, verso i 30)! E, nonostante alcuni sostengano che preparare la propria torta di compleanno porti sfortuna (ma perché, poi?!) o semplicemente sia poco carino, io ho una certa compulsione (“un’altra?!”, direte voi) nel preparare non solo il dolce, ma tutta la cena per le feste in mio onore!

Sono scema?! Può essere.

Mi piace solo tanto cucinare?! Di sicuro!

Il giorno del compleanno, però, per tradizione non si cucina, ci si lascia portare a cena fuori (preferibilmente a sorpresa, quindi saprò dirvi solo domani) e ci si concede un bel dolcino dal gelataio e/o pasticcere di fiducia (per stasera io il dolce l’ho già scelto, dal gelataio del mio cuore), che diamine!

Ma, per tutte le altre feste (e, credetemi, la mia agenda di questa settimana è sufficientemente piena) DEVO (è proprio un bisogno primordiale) preparare qualcosa,  che sia l’intera cena o solo un dolce. Ma, essendo luglio, non ho questa gran voglia di appropinquarmi al forno (nonostante oggi sembri di nuovo autunno… col senno di poi potevo anche farlo!)… l’anno scorso decisi per una tarte tatin e, in seguito, decisi che sarebbe stato meglio morire con un anno di più! Insomma, quest’anno, complice il prestito di una gelatiera e la conseguente voglia di sperimentazione, vi proporrò due dolci freddi, che più freddi non si può…. insomma, GELATI!
PS: per questa preparazione la gelatiera NON È INDISPENSABILE (anzi, la ricetta originale non prevedeva gelatiera, è stata una mia aggiunta)!

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