Pollo arrosto con clementine, finocchi e Ricard (per chi non ha l’Arak) per lo Starbooks Redone

Di tutti i libri affrontati dallo Starbooks, Jerusalem di Yotam Ottolenghi è quello che più mi ha colpito e che più e più a lungo mi è rimasto nel cuore e negli occhi. Quei piatti così raffinati, colorati e profumati, quella cucina semi-sconosciuta e così ricca di fascino.

E, tra tutte le ricette di questo libro che ho potuto conoscere grazie allo Starbooks, una su tutte mi ha ammaliato al primo sguardo, e ho saputo fin da una scorsa agli ingredienti che avrei amato l’aroma di anice e il gusto originale e accattivante.

Si tratta del pollo arrosto con clementine, finocchi e Arak visto da Patty di Andante con gusto, di cui vi lascio la ricetta presa ed utilizzata pari pari. Le mie uniche variazioni: ho utilizzato del Ricard invece dell’Arak (liquore all’anice che non ho trovato, mentre il Ricard in casa mia è sempre presente) e ho utilizzato solo cosce di pollo; per il resto ho mantenuto tutto invariato (a parte un’omissione finale, di cui leggerete).

Pollo con clementine e finocchi collage blog

Pollo con clementine e finocchi 2 blog

L’ho saputo al primo sguardo, e le papille gustative hanno solo dovuto confermare l’evidenza dei fatti: questo è il miglior pollo arrosto che abbia mangiato da anni a questa parte. Certo, il buon vecchio caro pollo arrosto con le patate è sempre buono, ma qui si aggiungono dei sapori e dei profumi che mai avrei immaginato tutti insieme, e che invece si sposano alla perfezione, creando una commistione fra carne, verdura e frutta difficilmente immaginabile. Il succo di agrumi, la mostarda in grani e il timo pungono e insieme accarezzano il palato, mentre il profumo dell’anice, rinvigorito dai semi di finocchio (un suo omologo di gusto) tiene insieme questa mirabile opera, e al primo boccone vi ritroverete in bocca una sinfonia di sapori, ben diversa dal “solito” pollo arrosto.

Yotam per me è quindi assolutamente PROMOSSO!

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks di novembre

redone

Non ci sono più i polpettoni di una volta! Polpettone freddo di pollo e mortadella

Che non ci siano più le mezze stagioni è un dato di fatto, che i giovani non siano più quelli di una volta lo si sa, che nemmeno le fragole sappiano più di fragole è una dura realtà… ma quando vengono meno le certezze sui polpettoni, allora si che c’è da tremare!

Chi di voi, infatti, non conosce una ricetta per il polpettone (che, come ci indica la parola stessa, di solito è la medesima ricetta -o quasi- di una polpetta, solo di dimensioni maggiori), quel bel cibo confortante e tipicamente invernale da cuocere in padella e poi magari da ripassare in forno?!

Già vi sento: “Ma chi ha voglia di un polpettone caldo ADESSO?”. E infatti il polpettone di cui vi parlerò va mangiato rigorosamente freddo… intendiamoci, la cottura c’è (ho idea che mangiare pollo e uova crudi non sia il massimo della vita), ma è una cottura in acqua bollente, non diversa da quella del riso. E, siccome nessuno in estate rinuncia a preparare un’insalata di riso per quei 20-30 minuti ai fornelli, non avete scuse! Anzi, vi dirò di più, a differenza del riso, il polpettone non ha bisogno di essere girato o controllato: ve lo potete proprio dimenticare sul fuoco e andare a recuperarlo passata la mezz’ora, quindi i fornelli li vedrete appena per qualche secondo.

Non vi ho ancora convinto?! Allora forse vi convinceranno gli ingredienti: petto di pollo, mortadella, uovo e pistacchi, niente di più e niente di meno.

Se ancora non siete stati conquistati, sfodererò l’ultima carta, quella della semplicità! Non solo questo polpettone è semplicissimo da preparare, ma ha una ricetta for dummies: infatti, la proporzione fra gli ingredienti è stabile (potremo definirla 1:1) e facilissima da ricordare, quindi potrete moltiplicare e dividere come vorrete, senza mai sbagliare (e magari ritrovarvi per le mani un mostro informe)! Anni fa ho “rubato” questa ricetta alla zia, dopo aver assaggiato questo polpettone da lei, e di anno in anno lo propongo in cene, pranzi, scampagnate e giornate al mare, e mette sempre d’accordo tutti!

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Sticky lemon chicken, per gli amici sticky licky fricky

Tempo fa ho scoperto sul sito del Cavoletto di Bruxelles una ricetta che mi ha catturato fin dal nome, fin dalla prima lettura, fin dalla foto, cioè la ricetta per quello che Sigrid chiama Sticky lemon chicken (ovvero pollo appiccicoso al limone), che definisce ricetta per cuochi con due mani sinistre, quindi adattissima anche per i più imbranati -cosa che fa approdare dritta dritta questa ricetta nella categoria Cucina for dummies.

Insomma, mi è parsa fin da subito una ricetta semplice, leggera e gustosa, che valesse la pena di provare… ma poi è rimasta là, nella mia cartella dedicata ai segnalibri culinari, insieme ad un numero sempre crescente di ricette che mi ispirano e che prima o poi proverò. Sono quindi mesi che dico al fidanzato “dobbiamo assolutamente provare questo chicken lemon finger… no, chicken licky lemon finger.. no, sticky chicken licky“. Ovvero, ho storpiato il nome –peraltro semplice– di questa ricetta così tante volte, che ormai il suo nome ufficiale è sticky licky fricky. Voi non fate come me…chiamatelo con il suo nome. O, se proprio volete usare la mia denominazione, sappiate che ho i diritti di autore.

Insomma, chiamatelo come volete, ma una cosa è certa: è davvero il piatto semplice, leggero e gustoso che immaginavo! La facilità della sua preparazione è quasi imbarazzante, ed oltre a ciò (non vi basta?!) è un piatto in cui profumi e sapori diversi fra loro si sposano alla perfezione e danno vita ad un pollo (che, diciamolo, di per sè non è il massimo della vita) saporito, appiccicoso (quindi da mangiare rigorosamente con le mani) e con una salsina deliziosa (così tanto che ho dovuto sottrarre la teglia al fidanzato, che avrebbe mangiato anche la carta da forno, a forza di rabastare la salsina).

Guardatelo qui, e ditemi se non ve lo mangereste a quattro palmenti?!

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Sticky lemon chicken