Un’insalata di ceci che profuma d’estate, con zucchine grigliate, olive taggiasche, sedano, pomodorini, menta e basilico

Riecchime! Ogni volta riesco a superare me stessa in quanto ad assenza.. ma non è ingiustificata, lo giuro. In questo periodo, infatti, vivo con un piede in due case, dovendo fare da dog-sitter al cane dei miei (beh, è lì che ha la residenza) che, ormai in piena crisi di identità canina, vive col guinzaglio sempre al collo.

Insomma, spesso e volentieri dormo in una casa, a pausa pranzo sono nell’altra e a cena … Dio provvederà! Ovviamente la macchina fotografica si trova sempre nella casa sbagliata, ma possono esserlo anche pentole e cibarie (una goduria andare avanti e indietro con borse e borsoni). Dicono che sia bello avere due case, ma non fatevi fregare, ciò è vero solo se la seconda è una casa di villeggiatura, possibilmente al mare o in montagna.

In ogni caso è un periodo intenso in cucina e, incredibile ma vero, ogni tanto riesco persino a scattare qualche foto (quando mi trovo nella stessa location della macchina fotografica)… anche perché c’è un nuovo meraviglioso ingresso in famiglia: un obiettivo fisso 50mm Nikon. Presto vi farò federe i risultati, e mi auguro che ciò comporti dei miglioramenti.. ma questo sarete voi a dirlo!

Nel frattempo, però, se siete alla ricerca di un modo estivo per mangiare i legumi, siete nel posto giusto: una bella insalata di ceci con aggiunta di zucchine grigliate, pomodorini, olive taggiasche, con una bella aggiunta di basilico e menta… moooolto estivo, provare per credere!

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Un pigro martedì: il dado vegetale

Torno alla carica con i miei post pigri.. e questo è pigro alla seconda!

Perché pigro alla seconda? In primis perché si tratta di una preparazione veloce, dietro la quale non dovrete perdere molto tempo o attenzione. E, in secondo luogo, perché una volta ottenuto il vostro dado, potrete permettervi di essere pigri per quattro-cinque mesi (questa la sua durata), ed ottenere in un secondo un brodo vegetale (per il risotto, da aggiungere a preparazioni di carne, per una minestrina se non vi sentite bene) o avere a portata di mano un insaporitore fenomenale (io lo uso spessissimo al posto del sale) fatto con ingredienti genuini, freschi e sani (ok, sembra la pubblicità di un omogeneizzato).

Credetemi, se utilizzate i dadi già normalmente, questo vi farà cambiare idea su che cosa sia un dado. Se non li utilizzate, quando avrete questo, inizierete a farlo.

Io ho imparato questa ricetta al recente corso sulle carni, e non la lascio più!

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La lentezza del ritorno: brasato al Barbera

Solo qualche giorno fa scrivevo che avrei preso una pausa dal blog, che non sapevo quando sarei tornata, ma che speravo sarebbe stato presto. Forse vi stupirà il mio ritorno dopo un così breve periodo, ma in questi giorni ho capito delle cose. Ho capito, grazie ai numerosi messaggi e ai commenti gentili e calorosi di tanti di voi, che in questi mesi devo avervi trasmesso più di quanto immaginassi, e non posso che esserne felice. Ho capito che il cibo e la cucina sono nutrimenti dell’animo, prima ancora che del corpo, e che a volte per riscoprire quel nutrimento bisogna abbandonarsi alla lentezza, alla calma e alla pazienza… e spesso così si ritroverà il gusto perso, o anche solo messo da parte.

In questa mia personale ricerca della lentezza ho scelto di riscoprire un piatto elaborato, che si cucina lentamente, arricchito da mille sapori ed odori… mi sono concessa un brasato, una preparazione tipica di tanti luoghi, ma che ho fatta mia con l’utilizzo di un vino piemontese, una Barbera ricca e corposa. È un piatto che ho imparato a preparare in un recente corso sulle carni, e spero quindi che il procedimento da me seguito sia quello più rigoroso possibile. È una preparazione lenta, che vi permetterà di trascorrere in casa dedicandovi ad altro, perché non sarete risucchiati dalla preparazione stessa, mentre avrete poi a che fare con un piatto finale importante, quasi imponente, un piatto che fa assaporare il profumo delle feste ormai imminenti.

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Insalata di riz rouge de Camargue alla Mediterranea

Ok, lo ammetto, il nome di questa ricetta l’ho inventato io… ma, d’altronde, ho inventato la ricetta stessa, quindi potrò pure arrogarmene il diritto, o no?! Ma il nome non è inventato a caso: sia il riso che gli ingredienti utilizzati profumavano di Mediterraneo, a mia modesta opinione, quindi perché non dare alla ricetta il nome di questo mare e di un’enclave di Paesi che, in qualche modo, hanno contribuito alla sua genesi?

Ero alla ricerca di un primo piatto freddo per la mia cena di compleanno (ebbene sì, ho optato per una cena fredda, e ovviamente la sera in cui ho festeggiato c’erano sì e no 20° C.. un classico!) e non volevo proporre la mia classica insalata di riso, che è un po’ banalotta…. così, partendo dalla base, cioè dal riso, ho iniziato con una sostituzione, e invece del normale riso per insalate ne ho scelto uno più particolare, ricercato, il riz rouge de Camargue che è perfetto per le insalate, poichè tiene molto bene la cottura e rimane molto croccante.

Leggendo qua e là per il web delle informazioni su questo riso così colorato e croccante, ho visto che uno degli abbinamenti consigliati era quello con il pesce, quindi… perché non fare un’insalata di riso al profumo di mare?! E sono così comparsi i gamberetti, i filetti di tonno e di sgombro. Ma non potevo non mettere delle verdure… ed ecco allora il sedano croccante, le zucchine saltate in padella e, per un tocco davvero mediterraneo, dei pomodori secchi e delle olive nere, rigorosamente col nocciolo (so che le olive non sono verdure, ma passatemi l’ingiusta attribuzione). E ancora mancava qualcosa… delle erbe, magari provenzali… e così ho aggiunto origano, timo e maggiorana. Un filo di condimento (limone, olio extra-vergine, qualche cucchiaio di patè di pomodori secchi), et voilà, il gioco è fatto! Questo è stato più o meno il mio processo mentale che, dalla sola scelta del riso, ha portato alla creazione di una nuova insalata di riso, molto gustosa e croccante, perfetta per una cena casalinga (in cui potrete servirla sotto forma di cupolotto, mettendo 3-4 cucchiai di insalata in uno stampino per budino, poi capovolto sul piatto, come vedete nelle prime due foto) o per una scampagnata (benedetti siano i tupperware) in compagnia.

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Un piatto per l’estate: carpaccio di polpo

A dispetto del termine carpaccio, questa non è una preparazione a crudo, come già molti di voi sapranno. Il piatto finale, però, è un piatto fresco, leggero, che potete condire come più vi aggrada, e che farà sicuramente un figurone sulla vostra tavola estiva.

Infatti, oltre ad essere un piatto sano, leggero e, a mio avviso, buonissimo, si prepara praticamente da solo (a patto di avere 24 ore di tempo) ed è inoltre un piatto gradevole alla vista. Per tutte queste ragioni, quindi, un grande piatto.

Prima di assaggiare, ormai qualche anno fa, il carpaccio di polpo, per me il polpo era sempre stato sinonimo di polpo e patate (cosa che non rinnego: lo adoro tuttora): poi però il carpaccio mi ha conquistata e, dopo averlo mangiato ed apprezzato in diverse occasioni, ho deciso che fosse giunta finalmente l’ora di cimentarmi in questa ricetta, con un risultato al di sopra delle mie aspettative.

carpaccio di polpo

Concludo il post di oggi con quella che per me è una gran bella notizia, e motivo di soddisfazione: infatti, oggi sono ospite della settimana nella rubrica “Foodblogger” sul blog di Made In Kitchen, un luogo dove condividere e scoprire tantissime ricette buone e interessanti. Se foste interessati alla mia piccola intervista e a vedere qualche immagine della mia cucina (quella vera) la trovate qui.

Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente lo staff di Made in Kitchen per questa opportunità!

Grazie!!!