La crème brûlée di Amélie (ma non solo sua)

È proprio così, ormai quando vedo una crème brûlée, ne preparo o ne mangio una, non riesco a non pensare ad Amélie Poulain de “Il meraviglioso mondo di Amélie” e ai suoi piccoli piaceri della vita, fra i quali spicca rompere la crosticina della crème brûlée con il cucchiaino…che poi anche a me piaccia affondare le mani nelle granaglie -o nella farina- questa è un’altra storia.

Ma nel tempo alla crème brûlée di Amélie (che poi chissà qual è la ricetta per la SUA crème brûlée) si sono sovrapposte altre suggestioni, per nulla cinematografiche (anzi, forse la suggestione legata ad Amélie è una delle ultime, in ordine di tempo) e molto personali, dei piccoli e dolci ricordi che mi fanno ormai percepire la crème brûlée come un dessert anche un po’ mio (e forse non solo mio).

Credo che ognuno di noi leghi dei piatti, salati o dolci che siano, a dei momenti della propria vita, a delle persone o a degli stati d’animo. Ecco, se proprio devo dare una definizione culinaria di questo particolare momento della mia vita, lo vedo come un periodo di pizza e crème brûlée e, più in generale, di tanta cucina, poche foto e pochi post (ma ormai un pochino avrete iniziato a conoscermi, e lo sapete che vado a momenti…prima o poi tornerò all’ovile, almeno un po’ più spesso). E direi che, a parte il mio vedo-non vedo su questo blog, il resto me lo tengo ben stretto.

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I biscotti più pericolosi del mondo: biscotti con burro di arachidi e gocce di cioccolato

Credo fortemente che questo sia il biscotto più pericoloso del mondo, perché se vi piace il burro di arachidi non credo riuscirete a staccarvi da queste golosità tanto facilmente e, visto e considerato il loro apporto di burro (d’arachidi e non), non si possono certamente considerare dei biscotti leggeri ed adatti alla dieta… ma chissene.

La premessa è stata, appunto, se vi piace il burro di arachidi, poiché so benissimo che questo ingrediente non è gradito a tutti i palati, specialmente quelli italiani.

Fino a qualche anno fa avevo visto il burro d’arachidi solamente nei film o nelle serie tv americane, chiedendomi spesso “ma lo mettono dappertutto?!” (e mi riferisco soprattutto alle frequenti immagini di panini con il burro d’arachidi e la marmellata). Ma, essendo un ingrediente così difficile da reperire in Italia, avevo rinunciato anche solo a capire, dovendo quindi mettere da parte il mio scetticismo e la mia curiosità.

Poi, nelle vacanze estive del 2007, trascorse fra le verdeggianti colline dell’Umbria e il lago Trasimeno, zone ad altissima frequenza di turisti provenienti da Germania, Inghilterra e altri paesi dell’Europa del nord, in un supermercato trovammo il famoso e temuto burro di arachidi, tra l’altro prodotto da una ditta notissima in Italia per salse e condimenti, la Calvé. Potevamo forse tirarci indietro di fronte a tale sfida del destino?! Giammai! Così, mossi da immenso amore per le arachidi e da grande curiosità, abbiamo comprato il misterioso barattolo e ci siamo accinti all’assaggio…

Inutile dire che, se oggi sono qui a proporvi una ricetta con questo ingrediente, per nulla italico (anche se mi dicono che ne esista una produzione Made in Italy, per la precisione catanese), il burro di arachidi mi ha conquistata… di certo non riuscirei a godere di un panino burro di arachidi e marmellata (rimango fedele al mio buon pane burro -di mucca- e marmellata o pane burro e zucchero che tanto ricorda la mia infanzia, o un fresco e sano pane e pummarola), ma ammetto che di tanto in tanto un po’ di burro di arachidi, anche solo sul cucchiaino, me lo pappo con gusto! E, ora che in Italia è assai più facile da trovare (potete reperirlo in qualsiasi supermercato o ipermercato fornito), entra nella mia dispensa con più facilità.

La ricetta che oggi vi propongo è tratta, ancora una volta, dal cavoletto di Bruxelles… e se il burro di arachidi (proprio quello della Calvé di cui vi parlavo, che sospetto quindi essere prodotto per Stati quali Belgio, Olanda e Germania) riportava Sigrid indietro alla fanciullezza, a me riporta alla mente una stupenda vacanza di relax in una delle regioni d’Italia che amo di più per le sue bellezze, la sua ospitalità, la sua pace e il suo cibo (ancora mi sogno i pici col ragù d’anatra e la torta al testo).

BISCOTTI AL BURRO DI ARACHIDI E GOCCE DI CIOCCOLATO